Il progetto ‘Verde Amico‘, finalizzato all’attuazione di interventi e misure volte alla bonifica leggera,riqualificazione ed ambientalizzazione del Mar Piccolo, delle aree ad esso contermini, nonché dell’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale anche mediante la formazione e il reimpiego di lavoratori provenienti dalla fallita società in house della Provincia di Taranto IsolaVerde (o anche regionali e/o dipendenti di società in house), ripartirà.

Anche se, al momento, soltanto per pochi mesi.

E’ la novità più importante e per certi aspetti anche inattesa, emersa quest’oggi al termine della call conference convocata dalla Task Force regionale presieduta da Leo Caroli, alla quale hanno preso parte i tecnici della struttura commissariale e lo stesso Commissario per le bonifiche Vera Corbelli, il Comune di Taranto con il sindaco Melucci, il vicesindaco Castronovi e l’assessore all’Ambiente Viggiano, la società in house del comune Infrataras, il sindaco di Statte, la provincia di Taranto, per la Regione Puglia l’assessore allo Sviluppo economico Mino Borracino, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, i sindacati di categoria Filacms Cgil, Fisascati Cisl, Uiltucs e i Cobas.

La ripresa delle attività sarà possibile grazie al fatto che il Commissario straordinario Vera Corbelli ha deciso di assumersi la responsabilità di utilizzare le risorse precedentemente stanziate, nonostante il ministero dell’Ambiente lo scorso febbraio abbia intimato al Commissario di fermarsi in quanto, secondo l’interpretazione ministeriale dell’accordo del luglio 2012 (“Protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto”), le risorse in dotazione alla struttura commissariale erano state destinate per operazioni di bonifica di altra natura. Successivamente il ministero, pur confermando la sua posizione, ha di fatto lasciato “libera” la Corbelli di prendersi la responsabilità di utilizzare tali risorse per il progetto ‘Verde Amico‘.

Questo comporterà la ripresa dei lavori per una durata complessivia di non più di 4-5 mesi. Non subito però. Come si ricorderà, i 145 lavoratori ex ‘Isola Verde’ (la società partecipata della Provincia fallita anni addietro dopo una vertenza drammatica e lunghissima) sono stati licenziati lo scorso mese dalla società in house del Comune di Taranto, la Infrataras, da cui erano stati assunti per effettuare i lavori previsti dal progetto ‘Verde Amico’. Adesso dunque ci sarà bisogno di un nuovo tavolo in Prefettura, che ripeterà la stessa procedura utilizzata la prima volta: questo significa che Infrataras dovrà nuovamente assumere quei lavoratori che godranno di un canale preferenziale, in quanto si tratta di utilizzarli per lo stesso progetto per cui erano stati assunti e formati la prima volta.

Secondo le previsioni il tutto potrebbe concludersi entro un mese, in modo tale da far riprendere i lavori presumibilmente per luglio e portarli sino a novembre-dicembre. Il tutto, è bene ricordarlo, solo e soltanto grazie alle risorse messe a disposizione dalla struttura commissariale gestita dalla Corbelli.

Si tratterà di riprendere le attività della Fase 2 del progetto, che però non sarà completata. Terminata la Fase 1, la fase 2 del progetto (della durata di 9 mesi suddivisi in 3 trimestri), ha visto il completamento delle le attività della Fase 2.1: ovvero la realizzazione di attività di bonifica leggera con rimozione di rifiuti, nelle seguenti aree:· sponde Mar Piccolo (area antistante Ponte Punta Penna e parco Cimmino); litorale zona Lama-San Vito; Parco Archeologico delle Mura Greche; area limitrofa plesso scolastico scuola “Gabelli”, area di ingresso al Quartiere “Paolo VI”. Restano quindi in essere le FASI 2.2 e 2.3.

Quale prospettive per il futuro?

Durante la call conference è però emerso il vero punto di tutta la questione. E cioè che bisogna trovare il modo di far diventare questo progetto (che ricordiamo la Corbelli e la sua struttura si sono inventati di sana pianta tanto da diventare un modello ed un esempio che sarà replicato anche in Campania a Bagnoli) strutturale: perché è chiaro che non si potrà continuare con le sole risorse del Commissario all’infinito. Anzi, non si potrà già a partire dal prossimo anno.

Per questo la Corbelli ha esortato gli enti istituzionali presenti a far sì che ciò sia realizzabile attraverso proposte e progetti concreti. Ma anche oggi dal Comune di Taranto e della Provincia la risposta è stata un silenzio totale. Non un segnale confortante. E che lascia alquanto a desiderare.

E’ stata quindi riproposta la possibilità di impiegare i lavoratori nel comune di Statte, che rientra nel SIN di Taranto a cui furono destinate le risorse per le bonifiche. Il problema da risolvere è in questo caso burocratico: la società in house Infrataras, per statuto, può operare soltanto in territorio comunale. A dare una mano in questo caso sarà la task Force regionale, che si è offerta di aiutare la società nel tentativo di modificare il suo statuto e provare a far sì che possa prendere piede la possibilità di lavorare anche su Statte. Verrà anche valutata la possibilità che il Comune di Statte entri come socio nella società in house in questione.

Resta il mistero sul perché quando si svolsero i colloqui individuali con i lavoratori, a cui fu chiesta la possibilità di lavorare nei cantieri previsti per tutta l’area SIN, nessuno abbia fatto presente alla struttura commissariale la particolarità dello statuto della società in house Infrataras che ha assunto i lavoratori.

Società in house del Comune che è stata invitata anche a completare tutto l’iter burocratico per consentire alla struttura commissariale di liquidare le somme spettanti ai 145 lavoratori.

La Regione Puglia invece, attraverso l’assessore regionale Borracino, ha avanzato la possibilità di reperire fondi per impiegare i lavoratori presso la strada Regionale 8. Che deve ancora essere completata, come tutti sanno, ma che nel prossimo futuro potrebbe essere un’area importante nella quale impiegare il personale di Infrataras.

Infine, si proverò anche attraverso il CIS di Taranto, a trovare qualche sbocco. Anche se questa strada al momento sembra la meno percorribile.

Le nostro conclusioni

Sul progetto ‘Verde Amico’ abbiamo già scritto a lungo. Così come sui tanti interessi, anche e soprattutto politici oltre che economici, che girano adesso più che mai intorno alle bonifiche e al CIS di Taranto. Che sono una parte importante del futuro economico e sociale di questo territorio.

Quanto accaduto oggi dimostra, ancora una volta, che tra i vari attori istituzionali c’è chi cerca in tutti i modi di portare avanti, con serietà e competenza, dei progetti per realizzarli e dare nuove prospettive a centinaia di lavoratori. Sopratutto dimostra quanto strumentali siano state tutte le polemiche rivolte negli anni alla Coberlli da parte di Comune e Regione.

E questo territorio di tutto ha bisogno tranne che di nuovi scontri istituzionali.