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Bonifica Mar Piccolo, Partenariato per l’innovazione: al via la fase di negoziazione 

Lunedì 29 giugno, alle 10,30 con la la fase di negoziazione riparte la gara del Partenariato per l’innovazione, il bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica

Il primo appuntamento della fase 2, quella relativa alla negoziazione, si svolgerà in collegamento dalla sala riunioni della sede operativa del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, c/o Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale – a Caserta.

concorrenti dei Raggruppamenti Temporanei di Imprese – RTI – deputati alla negoziazione e gli esperti dagli stessi indicati incontreranno il Commissario Straordinario e la commissione giudicatrice per presentare, in modo sintetico, le proposte tecniche ed organizzative e le dimostrazioni tecnologiche proposte.

La procedura sarà aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più̀ vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016.

Vista la dichiarazione dello stato di emergenza deliberata dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 gennaio 2020, e dei conseguenti provvedimenti normativi ed emergenziali adottati dalle competenti autorità, la stazione appaltante espleterà l’incontro con i concorrenti ammessi alla Fase 2 della gara con collegamento da remoto nel rispetto delle disposizioni e dei principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia delle procedure amministrative e di gara, richiamati dall’art. 58 d. lgs. cit. (vista anche la delibera ANAC n. 312 del 9 aprile 2020).

Per le modalità di svolgimento degli incontri collettivi ed individuali sono state stilate delle  “Linee Guida”, un documento composto di n. 8 articoli, partecipato ai concorrenti e approvato con decreto commissariale n.106 del 03.06.2020.

Interventi di bonifica del Mar Piccolo


SCHEDA INTERVENTO E RIEPILOGO 

Procedura per l’instaurazione di un partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 D. Lgs. n 50/2016, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più̀ vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016, per l’Affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica

Nell’ambito delle diverse azioni inserite nel Programma di Misure, a medio e lungo termine, il Commissario Straordinario ha dedicato particolare attenzione al Mar Piccolo che, rappresenta un elemento del sistema fisico di grande pregio, sotto il profilo ambientale-economico-produttivo, nel quale si concentrano aree significativamente compromesse.

In considerazione di ciò è stato necessario un approccio innovativo che si è snodato a partire dalla approfondita caratterizzazione delle componenti del sistema fisico -ambientale mediante studi multidisciplinari sinergici. Tali studi sono stati volti alla definizione di caratteristiche fisiche, chimiche, biologiche ed idro -meccaniche da impiegare al fine della modellazione dei processi in atto, della analisi e valutazione degli scenari delle conseguenze ad essi correlati e della definizione delle strategie di mitigazione e progettazione di interventi tecnicamente efficienti, socialmente accettabili e ambientalmente perseguibili.

Proprio in ragione della complessità del sistema fisico chimico del Mar Piccolo , è stato necessario pensare di sottoporre a dimostrazione in scala reale le diverse tecnologie individuate (bioremediationcapping ed asportazione selettiva), mediante la predisposizione di una apposita procedura giuridico-amministrativa e tecnica basata sulla preventiva verifica e validazione in situ dell’efficacia delle tecnologie, nonché delle eventuali proposte migliorative avanzate dai concorrenti, attraverso lo strumento del partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 d.lgs. n. 50/2016, con la compartecipazione finanziaria pubblico-privato prevista dall’art. 158, secondo comma, “PreprocurementAgreement di cui alla comunicazione della Commissione europea COM 799 (2007) del 14 dicembre 2007”.

L’importo complessivo dell’appalto presunto è pari ad € 32.276.250,00

            

INTERVENTI DA ATTUARE

  1. Interventi non strutturali di bioremediation: prevede il recupero assistito delle aree attraverso rimedi naturali, finalizzati all’accelerazione controllata dei processi di autodepurazione ed autoregolazione degli ecosistemi. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 11.000 mq ricadenti nella Zona 2b. Giorni lavorativi 635 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) 635 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).
  2. Interventi strutturali non impattanti di capping e ricostruzione dell’habitat . In particolare, il capping sarà realizzato con la tecnologia di “ricostruzione dell’habitat naturale” che, oltre a costituire una barriera fisica rispetto alla fonte di contaminazione, determina la possibilità di attivare processi di rigenerazione dell’intero ecosistema. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 45.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) – 315 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).
  3. Interventi strutturali non impattanti di asportazione selettivadei sedimenti e ricostituzione dell’habitatsaranno effettuati con tecnologie in grado di ridurre drasticamente gli effetti indesiderati connessi alla risospensione dei sedimenti e alla torbidità della colonna d’acqua, nonché con un più accurato controllo delle profondità di asportazione. Sono incoraggiate tecnologie che prevedano il trattamento e riutilizzo dei sedimenti asportati. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 90.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica), 380 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).

LA GARA 

Il bando di gara è stato pubblicato sulla G.U.U.E. del 01.06.18 e sulla G.U.R.I. del 04.06.18 fissando il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al 02.07.18.

Alla scadenza del suddetto termine sono pervenutie n. 10 (dieci) offerte da parte di altrettanti operatori economici.

Con decreto del C. S. n. 216 del 02.07.2018 è stato nominato il Seggio di gara per l’esame delle domande pervenute, con le modalità richiamate nel disciplinare di gara; all’esito dell’attività del seggio di gara sono stati ammessi n. 9 (nove) concorrenti su 10 (dieci).

Il Commissario Straordinario – stazione appaltante – ha, quindi, comunicato a tutti gli operatori ammessi alla procedura, mediante lettera di invito, quale scadenza per la presentazione della documentazione tecnica e dell’offerta economica la data del 22 febbraio c.a. A tal fine il Commissario ha trasferito ai partecipanti il complesso ed articolato progetto elaborato sulla base delle relazioni e delle corpose e dettagliate analisi tecnico – scientifiche.  Trattasi di documentazione elaborata ad hoc corredata di dati e grafici ed articolata in capitoli e sezioni di centinaia di pagine.   In data 22 febbraio 2019 ore 12,00 è giunta l’ultima offerta.

  1. LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA (prequalifica, affidamento della dimostrazione tecnologica, affidamento della progettazione definitiva) 

-A1. Fase di prequalifica (già conclusa), per la verifica dei requisiti di capacità tecnica ed economica dei concorrenti. Tutti i concorrenti prequalificati sono stati invitati a formulare la propria offerta tecnica ed economica, relativa alla sola fase di dimostrazione tecnologica.

I particolari requisiti di ammissione hanno determinato la partecipazione di articolati raggruppamenti di soggetti economici composti da progettisti, imprese e gruppi di ricerca.

– A2. Fase di affidamento della dimostrazione tecnologica (fase attualmente in atto), che prevede una procedura negoziale per la selezione degli operatori a cui sarà affidata la dimostrazione tecnologica degli interventi nelle aree individuate (destinate alla “dimostrazione tecnologica”). Le migliori offerte (in numero massimo di nove come previsto nel disciplinare) parteciperanno alla negoziazione e con ognuna delle migliori tre sarà stipulato un contratto di dimostrazione tecnologica per tutte le tre tecnologie. Ogni contratto prevede l’assegnazione di tre aree per lo svolgimento delle tre tecnologie, in particolare 12 mq per la bioremediation, 800mq per il capping e 2.000 mq per l’asportazione selettiva).

– A3. Fase di affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e realizzazione degli interventi (fase di realizzazione degli interventi che sarà avviata a conclusione della dimostrazione tecnologica): i concorrenti che avranno superato positivamente la fase di dimostrazione tecnologica, mediante la validazione delle tre dimostrazioni tecnologiche a cura di un Comitato Tecnico-Scientifico, saranno ammessi alla procedura di affidamento degli interventi sul I Seno del Mar Piccolo.

  1. LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA [GC1]

A2. DETTAGLIO DELL’AFFIDAMENTO DELLA DIMOSTRAZIONE TECNOLOGICA – FASE IN CORSO

 

L’importo dei tre contratti che costituiscono l’appalto relativo alla fase di dimostrazione tecnologica è pari ad € 4.346.250,00; per ciascun dei tre operatori economici ammessi alla fase di dimostrazione tecnologica l’importo a base di gara è pari ad € 1.448.750,00.

La stesura della graduatoria per la selezione degli operatori economici con i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica è stata affidata alla Commissione giudicatrice, nominata dal Commissario Straordinario.

Detta Commissione, ricevuti dal Commissario Straordinario i plichi pervenuti in seguito alla fase di prequalifica, sta procedendo alla valutazione delle offerte in tre distinti momenti:

FASE IN CORSO

  1. La Commissione sta valutando le offerte tecnico-organizzative ed economiche per stilare la graduatoria dei concorrenti (massimo nove) che avranno superato il punteggio minimo di 50 punti sulla parte tecnico-organizzativa e con i quali avviare la negoziazione, secondo i criteri riportati nel disciplinare pubblicato sul sito del Commissario Straordinario. I plichi pervenuti, infatti, contengono, oltre alla documentazione amministrativa, l’offerta tecnico-organizzativa e l’offerta economica.

FASI DA ESPLETARE

  1. Convocazione dei concorrenti per negoziazione sugli aspetti tecnicidelle offerte per migliorarne il contenuto, attraverso almeno due incontri con i singoli operatori come previsto dal disciplinare. Tutta la fase di negoziazione dovrebbe avvenire in modalità riservata (i candidati non dovrebbero conoscere chi sono i loro concorrenti) fino alla presentazione dell’offerta finale.
  2. valutazione delle offerte finali (offerta tecnica migliorativa offerta contributo economico) dell’operatore economico ai fini di selezionare, secondo i criteri indicati nel disciplinare, i tre concorrenticon i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica. L’offerta tecnica migliorativa conterrà le proposte tecniche ed organizzative migliorative così come individuate durante la negoziazione. L’offerta contributo economico indicherà il contributo che dell’operatore economico a titolo di compartecipazione finanziaria alla dimostrazione tecnologica.

Ai sensi dell’art. 65, comma 5, D.Lgs. n. 50/2016, il Commissario Straordinario potrà decidere, dopo ogni fase, di risolvere il partenariato per l’innovazione, ovvero potrà ridurre il numero degli operatori risolvendo i singoli contratti. In ogni caso è facoltà della Stazione Appaltante di non procedere all’ammissione della dimostrazione tecnologica e, quindi, alla gara qualora nessun offerta risulti conveniente o idonea in relazione all’oggetto dell’appalto.

Ciascuna delle tre tecnologie realizzate dall’operatore economico ammesso alla fase di dimostrazione tecnologica, sarà soggetta a validazione da parte di un Comitato Tecnico-Scientifico, individuato e nominato, con apposito atto dal Commissario Straordinario, successivamente all’avvenuta aggiudicazione della fase di affidamento di dimostrazione tecnologica

Il Commissario Straordinario ha predisposto un vademecum di supporto alla Commissione giudicatrice che è stato consegnato, ai componenti designati, prima dell’apertura dei plichi.

MODELLISTICA AMBIENTALE: De Serio, F., Armenio, E., Meftah, M. B., Capasso, G., Corbelli, V., De Padova, D., … & Pini, A. (2020). Detecting sensitive areas in confined shallow basins. Environmental Modelling & Software, 126, 104659.

Lo studio proposto che vede fra i suoi autori il Commissario insieme ad alcuni stretti collaboratori prende in considerazione il ruolo dei modelli numerici e delle misurazioni di campo al fine di impedire il deterioramento ambientale dei bacini costieri. Sulla base di queste specifiche viene delineato e descritto un modello meteorologico-idrodinamico per identificare i processi in corso nel Mar Piccolo.

Abstract

Coastal shallow basins are often heavily anthropized and greatly exposed to environmental risk areas, thus requiring strict monitoring action by local authorities and stakeholders. Preventive measures against environmental degradation and early warning to hazards have been proved to benefit from the combined use of numerical models and field measurements. The present work sets out to show the potential of a meteorological-hydrodynamic model system, validated with field data, to identify the main physical processes characterizing a semi-enclosed basin located in the inner part of the Ionian Sea, in southern Italy. Furthermore, based on the model results, we adopted some convenient indicators, especially related to flow exchanges, in order to identify and characterize the area in the basin most sensitive to environmental problems. The results highlight the retentive feature of the inner part of the basin and different times necessary for the water renewal in both the surface and bottom layers.

GEOFISICA MARINA: Scardino, Giovanni, et al. “The Footprints of the Wreckage of the Italian Royal Navy Battleship Leonardo Da Vinci on the Mar Piccolo Sea-Bottom (Taranto, Southern Italy).” Oceans. Vol. 1. No. 2. Multidisciplinary Digital Publishing Institute, 2020.

Lo studio pubblicato fa riferimento direttamente all’attività del Commissario Straordinario Vera Corbelli, citata fra gli autori della pubblicazione, nell’ambito del Mar Piccolo. Il progetto per la rilevazione dell’impatto antropico nel Mar Piccolo e nel Mar Grande, condotto attraverso un approccio multidisciplinare, ha permesso di identificare come alcune delle depressioni presenti sul fondale, inizialmente ritenute di origine naturale, fossero invece da associarsi all’affondamento della nave da battaglia Leonardo Da Vinci nel 1916 ed alle successive operazioni di recupero.

ABSTRACT

Over the last two decades, the scientific interest for marine geophysical surveys has shown a huge increase, mostly for multidisciplinary applicability on different studies, from historical heritage to environmental remediation. One of the main research fields carried out through marine geophysical surveys is the study of the wreckage footprints connected to the seabed perturbation. In 2018, a strategic project planned by the Italian National Government Commissioner for the remediation in the Taranto area (Southern Italy) stands as a basic sample for such issues. The project aimed at the detection of anthropogenic impact in the highly polluted Mar Piccolo and Mar Grande basins seabed, through a multidisciplinary approach involving geological, biological, chemical, engineering, and ecological studies. The main purpose of the work was to identify any potential pollution source, focusing on anthropogenic sea-floor features such as uncontrolled dumping, wrecks, or other objects of peculiar origin. To achieve the purpose of the work, field surveys were planned and performed in order to direct a general policy and accurate planning for environmental remediation activities. Different marine geophysics methods were used to characterize the main sea-floor features and to detect each anthropogenic feature. A comparative analysis of a high-resolution dataset allowed to clarify the origin of some deep depressions on the Mar Piccolo sea-bottom, which at the first instance were associated with a natural origin, as the results of the Leonardo Da Vinci wreckage and related recovering activities. High-resolution morphobathymetric, magnetometric, and seismic data revealed the story of the Italian Royal Navy battleship which sunk on 2 August 1916 as a slight footprint on the Mar Piccolo seabed but a deep historical heritage of the city of Taranto. Moreover, final results demonstrate high-resolution marine survey methodologies’ complete applicability to environmental, historical, and scientific issues.

MICROPALEONTOLOGIA: Di Donato, V., et al. “The palaeoclimatic and palaeoceanographic history of the Gulf of Taranto (Mediterranean Sea) in the last 15 ky.” Global and Planetary Change 172 (2019): 278-297.

Lo studio presentato include elementi di micropaleontologia, sedimentologia e geochimica ed è stato condotto nel golfo di Taranto. La ricostruzione operata ha permesso di identificare le condizioni climatiche e paleoecologiche del Golfo di Taranto nel corso degli ultimi 15mila anni.

 

Abstract

 A multidisciplinary study, which includes micropaleontology, sedimentology and geochemistry, was carried out on the TEA-C6 core, raised in the Gulf of Taranto (north-western Ionian Sea). The chronological framework was yielded by tephrostratigraphy combined with ecostratigraphy and AMS 14C dating. New results allowed surface and bottom conditions in the Gulf of Taranto during the last 15 ky to be reconstructed, thus providing a detailed and age-constrained paleoclimate and paleocological record for this sector of the Mediterranean Sea. The quantitative record of past sea surface temperatures (SST) was obtained by means of Compositional Data Analysis (CoDA) methods applied to planktonic foraminifera assemblages. High-resolution analyses allowed the Sapropel S1 event to be characterised at centennial-scale resolution. The main interval of the sapropel S1, here dated between 10.2 cal ka and 7.8 cal ka, is preceded and followed by transition phases spanning several centuries and prevailing anoxic bottom conditions are punctuated by several episodes of partial oxygen recovery. The S1a interval corresponds to high summer SST, whereas an SST drop of about 2.5° took place towards the end of the S1b interval. New tephrochronological data record the signature of eruptive events from Italian volcanoes which were not documented on land up to date.

Biodiversità nel Mar Piccolo di Taranto

Cipriano Giulia1, Vera Corbelli2, Raho Davide1, Maiorano Porzia1, Capasso Gennaro2, Chimienti Giovanni1, Tursi Angelo1

1Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Via Orabona 4 – 70125 Bari, 2Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Prefettura di Taranto, Via Anfiteatro n. 4 – 74123 Taranto

 

Il Mar Piccolo di Taranto è un bacino semi-chiuso che per le sue caratteristiche geografiche, morfologiche, idrologiche senza escludere dal processo il contributo di impianti industriali e scarichi urbani localizzati in prossimità dello stesso, è caratterizzato da continue fluttuazioni di nutrienti che determinano la presenza di un’alta produttività primaria e secondaria. Questa ricchezza in termini di nutrienti, si traduce in una ricchezza fitoplanctonica che permette lo sviluppo di una ricca fauna, prevalentemente bentonica, costituita da organismi filtratori quali Poriferi, Molluschi, Ascidiacei, Briozoi, Policheti. Nel dettaglio, i fondali del Mar Piccolo sono caratterizzati perlopiù da sedimento incoerente fangoso misto a sabbia o detrito conchigliare ricoperto, a patch, da praterie di Cymodocea nodosa e letti a macroalghe, contraddistinti molto spesso dalle alghe verdi Cladophora prolifera, Caulerpa prolifera e Chaetomorpha linum, dall’alga rossa Gracilaria dura e dall’alga bruna Dictyota dichotoma. Laddove la copertura algale è rada o assente si sviluppano estese comunità a Sabellidi e a Ceriantari. Sui substrati grossolani ricchi di resti conchigliferi, in particolari periodi dell’anno, è possibile osservare numerosi individui del briozoo Zoobotryon verticillatum e del mollusco opistobranco Melibe viridis. La comunità fouling risulta inoltre ricca e diversificata, associata ai substrati duri costituiti generalmente dai pali della mitilicoltura, catenarie, boe metalliche. Questa comunità è dominata da organismi sospensivori e filtratori, quali gli ascidiacei, solitari o coloniali come Distpalia bermudensis, Clavelina lepadiformis, i briozooi tra cui Schizobranchiella sanguinea, i policheti tra cui Branchiomma luctuosum e Sabella spallanzani, numerose specie di molluschi ed i poriferi tra cui Geodia cydonium e Tethya citrina, che rappresentano, insieme a P. nobilis e a Hippocampus hippocampus e Hippocampus guttulatus, le specie peculiari di interesse conservazionistico presenti nel bacino. Ulteriore peculiarità è rappresentata dalla presenza nel bacino di specie di elevato valore estetico, quale la stella marina Echinaster sepositus, nonché di specie alloctone come i molluschi opistobranchi Melibe viridis e Bursatella leachi, il mollusco bivalve Arcuatula senhousia, gli ascidiacei Polyandrocarpa zorritensis, Distaplia bermudensis, Microcosmus squamiger, il porifero Paraleucilla magna e il polichete Branchiomma bairdii.

Abstract contenuto nel volume:

a cura di Vito Flice Uricchio e Silvia Paparella

Bonifica Del Mar Piccolo Di Taranto: Attività Subacquee

Raho Davide1, Vera Corbelli2, Cipriano Giulia1, D’Onghia Marco1, Chimienti Giovanni1, Velardo Raffaele2, Carlucci Roberto1

1Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Via Orabona 4 – 70125 Bari, 2Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Prefettura di Taranto, Via Anfiteatro n. 4 – 74123 Taranto

 

Nell’ambito delle attività di interesse comune propedeutiche alla realizzazione degli interventi per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del Mar Piccolo di Taranto, condotte nell’ambito dell’Accordo di Collaborazione (ex art. 15 della L. 241/90) del 29.01.2015, sono state realizzate numerose attività di rilevamento subacqueo con finalità differenti, in collaborazione con IRSA-CNR (dr C. Massarelli, dr C. Campanale). Geolocalizzazione del marine litter presente sui fondali in tre aree del I Seno considerate critiche per l’elevata presenza di materiale di natura antropica. L’attività di rilievo è stata effettuata lungo transetti costa-largo di 50 m circa di lunghezza ed è consistita nella geolocalizzazione, etichettatura e documentazione foto e video dei rifiuti. Monitoraggio della distribuzione delle specie di interesse conservazionistico, ai sensi della Direttiva Habitat, quali i poriferi Geodia cydonium e Tethya citrina, il mollusco bivalve Pinna nobilis e gli osteitti Hippocampus hippocampus e H. guttulatus, stimandone il numero di esemplari per area investigata nel I Seno. Traslocazione e monitoraggio degli individui del mollusco bivalve P. nobilis presenti nel I Seno del bacino. La prima attività era finalizzata allo spostamento degli esemplari presenti nelle aree critiche oggetto di rimozione del marine litter verso aree idonee per la loro sopravvivenza. A seguire è stata effettuata un’attività di monitoraggio degli esemplari traslocati finalizzata alla verifica del
loro stato di salute e della validità delle procedure adottate per salvaguardare la sopravvivenza ed il benessere degli individui. Monitoraggio dei citri presenti nel bacino, finalizzato alla caratterizzazione fisico-chimica delle acque che sgorgano dalle polle sorgive. L’attività, condotta direttamente all’interno dei citri, ha previsto la misurazione di temperatura, conducibilità, salinità, pH, ossigeno disciolto e potenziale redox e la quantificazione degli inquinanti inorganici ed organici presenti nelle acque attraverso le analisi chimiche. Campionamento dei sedimenti del Mar Piccolo tramite l’ausilio di carotatori manuali al fine di prelevare il primo metro di sedimento ed il campionamento superficiale diretto dei primi due centimetri al fine focalizzare l’attenzione sulla componente maggiormente sottoposta a risospensione nella colonna d’acqua. Sui campioni sono state effettuate misurazioni tramite sonda multiparametrica e analisi chimiche atte ad identificare e quantificare inquinanti organici e inorganici.

 

Abstract contenuto nel volume:

 a cura di Vito Felice Uricchio e Silvia Paparella.

Rai Puglia, doppia diretta dai luoghi della bonifica di Taranto

 

Doppia diretta dai luoghi della bonifica e della rigenerazione di Taranto. La RAI Puglia fa tappa presso il Mar Piccolo, nell’area di rimozione del Mercato Ittico Galleggiante, al cantiere del Cimitero di San Brunone, alla ex Cemerad, deposito di rifiuti radioattivi e alle scuole del quartiere Tamburi.

La prima diretta si svolge alle 7,40 presso il cantiere allestito per rimuovere la piattaforma affondata del Mercato Ittico Galleggiante. Il MIG è centrale per la valorizzazione della filiera della mitilicoltura. Qui nascerà il nuovo punto di sbarco per la lavorazione dei mitili. Entro i prossimi tre mesi si procederà alla rimozione della grande piattaforma di 2 mila tonnellate di ferro ed altri materiali.  In questi giorni sono stati effettuati rilievi con drone e rilievi batimetrici.

La rimozione del relitto è solo uno dei 12 interventi attivati per la bonifica dello specchio d’acqua tarantino. Il lavoro ha avuto inizio con la rimozione sostenibile e lo smaltimento dei materiali di natura antropica presente sui fondali dai quali sono già stati rimossi oltre 500 tonnellate di rifiuti (autovetture, rifiuti urbani indifferenziati, relitti metallici, eliche, cavi di acciaio e altro materiale).Poche ore per affondare auto e altri rifiuti e più di due anni per rimuoverli. Per evitare di compromettere il sistema ambientale sottomarino e la straordinaria biodiversità del mare.

Le telecamere della televisione pubblica hanno poi visitato il cantiere del Cimitero di San Brunone dove proseguono le attività di esumazione per la bonifica dei terreni.  In queste ore è stata allestita una tendostruttura, area di decontaminazione, che consente di ottimizzare i lavori e non compromettere la fruibilità dei luoghi ai visitatori.

Poi tappa alla ex Cemerad, dove, dopo quasi venti anni con il Commissario Corbelli è stata attivata la rimozione e l’allontanamento di fusti di materiale radioattivo provenienti dall’esplosione e dalla nube radioattiva di Chernobyl, che tanta angoscia hanno destato nei cittadini di Taranto. Ad oggi sono stati allontanati 13 mila fusti su 16.500. A fornire i numeri e i dettagli sull’avanzamento dei lavori di bonifica ci sono i dirigenti del Commissario Straordinario Gennaro Capasso e Raffaele Velardo (intervistati con la Corbelli).

Luogo della seconda diretta televisiva sono le aree rigenerate delle scuole del Quartiere Tamburi. Sullo sfondo un grande murale realizzato sulla parete dei campetti sportivi. Le immagini dipinte sono tratte dai disegni degli allievi delle scuole che hanno partecipato al progetto formativo e di educazione ambientale “ La scuola racconta e…”.

“Taranto e i tarantini non possono essere raccontati esclusivamente in riferimento a ex ILVA. Taranto è tante straordinarie altre cose che devono far emergere i decisori politici, i media e tutti quelli che operano e lavorano per la rinascita della città sui due mari. A Taranto è stato avviato un modello innovativo di bonifica delle aree di crisi ambientale complesse che va oltre gli interventi classici di riqualificazione ambientale, e che punta ad individuare le cause dell’inquinamento con l’obiettivo di eliminare o diminuire le pressioni e gli impatti delle fonti inquinanti sul territorio e sulla popolazione”. È stato questo il messaggio del Commissario Straordinario, Vera Corbelli, che ha chiuso il servizio in diretta della RAI Puglia.

 

Rai Puglia, doppia diretta dai luoghi della bonifica di Taranto

Taranto, 12 giugno 2020  –  Doppia diretta dai luoghi della bonifica e della rigenerazione di Taranto. La RAI Puglia fa tappa presso il Mar Piccolo, nell’area di rimozione del Mercato Ittico Galleggiante, al cantiere del Cimitero di San Brunone, alla ex – Cemerad, deposito di rifiuti radioattivi e alle scuole del quartiere Tamburi.

La prima diretta si svolge alle 7,40 presso il cantiere allestito per rimuovere la piattaforma affondata del Mercato Ittico Galleggiante. Il MIG è centrale per la valorizzazione della filiera della mitilicoltura. Qui nascerà il nuovo punto di sbarco per la lavorazione dei mitili. Entro i prossimi tre mesi si procederà alla rimozione della grande piattaforma di 2 mila tonnellate di ferro ed altri materiali.  In questi giorni sono stati effettuati rilievi con drone e rilievi batimetrici.

La rimozione del relitto è solo uno dei 12 interventi attivati per la bonifica dello specchio d’acqua tarantino. Il lavoro ha avuto inizio con la rimozione sostenibile e lo smaltimento dei materiali di natura antropica presente sui fondali dai quali sono già stati rimossi oltre 500 tonnellate di rifiuti ( autovetture ,rifiuti urbani indifferenziati, relitti metallici, eliche, cavi di acciaio e altro materiale) . Poche ore per affondare auto e altri rifiuti e più di due anni per rimuoverli. Per evitare di compromettere il sistema ambientale sottomarino e la straordinaria biodiversità del mare.

 

Le telecamere della televisione pubblica hanno poi visitato il cantiere del Cimitero di San Brunone dove proseguono le attività di esumazione per la bonifica dei terreni.  In queste ore è stata allestita una tendostruttura, area di decontaminazione, che consente di ottimizzare i lavori e non compromettere la fruibilità dei luoghi ai visitatori. Poi tappa alla ex Cemerad, dove, dopo quasi venti anni con il Commissario Corbelli è stata attivata la rimozione e l’allontanamento di  fusti di materiale radioattivo provenienti dall’esplosione e dalla nube radioattiva di Chernobyl, che tanta angoscia hanno destato nei cittadini di Taranto. Ad oggi sono stati allontanati 13 mila fusti su 16.500. A fornire i numeri e i dettagli sull’avanzamento dei lavori di bonifica ci sono i dirigenti del Commissario Straordinario Gennaro Capasso e Raffaele Velardo. (intervistati con la Corbelli)

Luogo della seconda diretta televisiva sono le aree rigenerate delle scuole del Quartiere Tamburi. Sullo sfondo un grande murale realizzato sulla parete dei campetti sportivi. Le immagini dipinte sono tratte dai disegni degli allievi delle scuole che hanno partecipato al progetto formativo e di educazione ambientale “ La scuola racconta e…”.

Taranto e i tarantini non possono essere raccontati esclusivamente in riferimento a ex ILVA. Taranto è tante straordinarie altre cose che devono far emergere i decisori politici, i media e tutti quelli che operano e lavorano per la rinascita della città sui due mari. A Taranto è stato avviato un modello innovativo di bonifica delle aree di crisi ambientale complesse che va oltre gli interventi classici di riqualificazione ambientale, e che punta ad individuare le cause dell’inquinamento con l’obiettivo di eliminare o diminuire le pressioni e gli impatti delle fonti inquinanti sul territorio e sulla popolazione.

È stato questo il messaggio del Commissario Straordinario, Vera Corbelli, che ha chiuso il servizio in diretta della RAI Puglia.

SEDIMENTI CONTAMINATI, INGEGNERIA CIVILE: De Gisi, Sabino, et al. “Recycling contaminated marine sediments as filling materials by pilot scale stabilization/solidification with lime, organoclay and activated carbon.” Journal of Cleaner Production (2020): 122416.

Lo studio prende in considerazione l’uso dei sedimenti marini contaminati trattati come materiali per l’ingegneria civile. Viene presentato nello specifico il caso dei sedimenti marini del Mar Piccolo il cui utilizzo ha mostrato un valido potenziale.

Abstract

Nowadays, stabilization/solidification (S/S) applied to the treatment of contaminated marine sediments (CMSs) represents a key technology for the production of new materials for civil engineering. Literature has shown the feasibility of CMSs recycling, although sediment needs pre-treatments for the removal of organic matter and to improve the mechanical properties of the product post S/S. In view of the full-scale applicability where it is essential to reduce any additional phase (i.e., pre-treatments), this study is aimed at demonstrating the technical feasibility of recycling CMSs as filling materials by S/S treatments with lime, organoclay and activated carbon. The original sediments are contaminated with heavy metals, PCBs, and PAHs, exceeding limits values prescribed by law. Different mixtures were tested on the STABSOL-P pilot scale plant. The absence of specific CMSs pre-treatments resulted in failure to comply with the 28-days leaching test only for copper; greater air curing with 56-days allowed it to be complied with for all the investigated metals. The organic contamination, while slowing down the process of chemical stabilization, allowed in any case to get a product environmentally compatible. The unconfined compression strength tests showed values (>28 kPa) that would allow potential CMSs recycling for environmental enhancement. The mass balance of the case study of the Mar Piccolo of Taranto (Southern Italy) showed potential recycling of marine sediments (the production of 974 kg filling materials per 1000 kg of dredged sediment) with a consequent missed disposal in landfills of 0.65 m3/1000 kg of sediment.

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