Biodiversità nel Mar Piccolo di Taranto

Cipriano Giulia1, Vera Corbelli2, Raho Davide1, Maiorano Porzia1, Capasso Gennaro2, Chimienti Giovanni1, Tursi Angelo1

1Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Via Orabona 4 – 70125 Bari, 2Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Prefettura di Taranto, Via Anfiteatro n. 4 – 74123 Taranto

 

Il Mar Piccolo di Taranto è un bacino semi-chiuso che per le sue caratteristiche geografiche, morfologiche, idrologiche senza escludere dal processo il contributo di impianti industriali e scarichi urbani localizzati in prossimità dello stesso, è caratterizzato da continue fluttuazioni di nutrienti che determinano la presenza di un’alta produttività primaria e secondaria. Questa ricchezza in termini di nutrienti, si traduce in una ricchezza fitoplanctonica che permette lo sviluppo di una ricca fauna, prevalentemente bentonica, costituita da organismi filtratori quali Poriferi, Molluschi, Ascidiacei, Briozoi, Policheti. Nel dettaglio, i fondali del Mar Piccolo sono caratterizzati perlopiù da sedimento incoerente fangoso misto a sabbia o detrito conchigliare ricoperto, a patch, da praterie di Cymodocea nodosa e letti a macroalghe, contraddistinti molto spesso dalle alghe verdi Cladophora prolifera, Caulerpa prolifera e Chaetomorpha linum, dall’alga rossa Gracilaria dura e dall’alga bruna Dictyota dichotoma. Laddove la copertura algale è rada o assente si sviluppano estese comunità a Sabellidi e a Ceriantari. Sui substrati grossolani ricchi di resti conchigliferi, in particolari periodi dell’anno, è possibile osservare numerosi individui del briozoo Zoobotryon verticillatum e del mollusco opistobranco Melibe viridis. La comunità fouling risulta inoltre ricca e diversificata, associata ai substrati duri costituiti generalmente dai pali della mitilicoltura, catenarie, boe metalliche. Questa comunità è dominata da organismi sospensivori e filtratori, quali gli ascidiacei, solitari o coloniali come Distpalia bermudensis, Clavelina lepadiformis, i briozooi tra cui Schizobranchiella sanguinea, i policheti tra cui Branchiomma luctuosum e Sabella spallanzani, numerose specie di molluschi ed i poriferi tra cui Geodia cydonium e Tethya citrina, che rappresentano, insieme a P. nobilis e a Hippocampus hippocampus e Hippocampus guttulatus, le specie peculiari di interesse conservazionistico presenti nel bacino. Ulteriore peculiarità è rappresentata dalla presenza nel bacino di specie di elevato valore estetico, quale la stella marina Echinaster sepositus, nonché di specie alloctone come i molluschi opistobranchi Melibe viridis e Bursatella leachi, il mollusco bivalve Arcuatula senhousia, gli ascidiacei Polyandrocarpa zorritensis, Distaplia bermudensis, Microcosmus squamiger, il porifero Paraleucilla magna e il polichete Branchiomma bairdii.

Abstract contenuto nel volume:

a cura di Vito Flice Uricchio e Silvia Paparella