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Mercato ittico galleggiante, nessuna pausa estiva per il cantiere. Nei prossimi giorni il prelievo dei campioni d’acqua per il monitoraggio    


Taranto 14 agosto 2020 – Nessuna pausa estiva per il cantiere del mercato ittico galleggiante. Il commissario straordinario per la bonifica dell’area vasta di Taranto, Vera Corbelli, con il supporto del Dipartimento di biologia del Politecnico di Bari e con il Raggruppamento Temporaneo di Imprese -RTI –  Serveco/Stess porta avanti senza interruzioni le attività del progetto.
Nei prossimi giorni verranno effettuati i prelievi dei campioni d’acqua nei punti previsti dal piano di monitoraggio ed anche il prelievo dei mitili per le prime analisi. Infatti sono in corso le attività di monitoraggio ante-operam che prevedono l’acquisizione dei dati con le sonde installate sulle boe ed hanno impiantati i mitili per le attività di mussel watch.
Contestualmente partiranno anche le attività del monitoraggio “in corso opera” e le attività per il montaggio delle barriere antitorbidità. Sono inoltre in fase di ultimazione le attività per installazione del cantiere a terra.

Verde Amico, Vera Corbelli: Buona notizia la riattivazione, ora intercettare nuove risorse

 

È una buona notizia il ritorno alle attività dei lavoratori del progetto Verde Amico il prossimo 24 agosto – ha detto Vera Corbelli, Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto – Il tavolo tecnico che si è riunito in Prefettura ha verificato che possano tornare a lavorare gli operai che già erano in servizio al momento dell’esaurimento dei fondi economici. Le aree che saranno oggetto di intervento di bonifica leggera sono quelle individuate nella progettazione per la fase 2, ma si opererà nuovamente anche nelle aree delle sponde del Mar Piccolo, già oggetto di attenzione nella fase 1, e che sono state interessate da nuovi accumuli di rifiuti.  Grazie alle economie delle attività del Commissario siamo riusciti a giungere al risultato di oggi. Abbiamo già provveduto a trasferire al Comune di Taranto le nuove risorse. Mi auguro che con l’impegno economico di tutte le Istituzioni coinvolte si creino le condizioni per strutturare il progetto sul lungo periodo consentendo in modo stabile l’espletamento di azioni di riqualificazione ambientale e reintegrazione sociale.

Ad oggi sono stati rimosse circa 150 tonnellate di materiale abbondonato, tra cui reti, bottiglie ed imballaggi in plastica, materiale inerte derivante dall’attività di demolizione e costruzione, rifiuti pericolosi (gestiti attraverso ditte specializzate) ed altro. Gli obbiettivi fin qui raggiunti dall’attuazione del progetto, nonché la volontà dei vari Enti Istituzionali coinvolti e le ricadute ambientali e sociali dello stesso, hanno reso opportuno il proseguimento delle attività su altri siti individuati come “critici” nell’Area di crisi ambientale nell’ambito dell’attività “Censimento e schedatura delle aree interessate da abbandono di rifiuti e discariche abusive”, realizzata dal Commissario Straordinario con il supporto del Comando Carabinieri NOE di Lecce (azione che ha visto un censimento di 405 siti con presenza di materiale abbandonato).

Svimez promuove Taranto, volano di sviluppo Giannola: Nel Mezzogiorno ci sono i motori per la crescita del Paese 

Il Piano del Sud proposto oggi dal Governo ed in particolare dal Ministro Provenzano non è adeguato. Non risponde alla necessità di un progetto strategico per il Mezzogiorno che abbia un quadro ed una vision sostenibile e la necessità di strumenti operativi capaci di indirizzare la spesa pubblica e gli investimenti privati. E’ il pensiero condiviso dai relatori intervenuti al seminario webinar “Il Mezzogiorno nello Sviluppo del Paese”, promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale su iniziativa del Comitato Civico CammiNaTA, insieme con  l’Area Metropolitana di Napoli, da CGIL, CISL, UIL Taranto.

“In questo momento il Mezzogiorno è la risorsa fondamentale per il Paese purché ci si investa e lo si sappia interpretare. Se si guardano i numeri, ci accorgiamo che il Sud e il Paese nel suo complesso hanno perso la terza guerra mondiale rispetto agli altri Paesi europei – lo dice Adriano Giannola, Presidente Svimez – L’istituto che presiedo ha proposto un Piano per l’Italia al Ministro Provenzano che con poche operazioni può rimettere in moto il Paese e invertire la marcia, assestare e recuperare – prosegue Giannola.  Abbiamo individuato quattro poli, quattro realtà nuove, le aree ZES: Bari, Taranto, Napoli  e Gioia Tauro. I quattro migliori porti del Mediterraneo sono in queste città. Un quadrilatero che è il Mezzogiorno continentale. Se si mettono in moto questi 4 motori collegandoli all’agricoltura e governando le aree di retro porto si aiuta il Paese a crescere. C’è bisogno di burocrazia zero e zone doganali intercluse per esempio. Non servono investimenti ma occorre renderle attrattive.  Adriano Giannola nel corso del suo intervento cita più volte il lavoro di Vera Corbelli come esempio di buone pratiche parlando di aree vaste e di filiere territoriali – logistiche che se connesse diventano sistemi e crescita economica del Paese.

“Il fatto che l’Europa abbia chiesto scusa all’Italia e poi abbia concesso risorse economiche con precise condizionalità – spiega Giannola –  nasce da una riflessione strategica ed opportunistica: l’Italia e il Mezzogiorno sono il baricentro del Mediterraneo. Si tratta di un mare strategico, il più trafficato del mondo.  L’Italia è un ospite in quel mare e lo è anche la Germania. Dunque perdere la frontiera sud dell’Europa significa la fine dell’Unione Europea. Ecco dunque che oggi ci sono le condizioni affinché il Mezzogiorno possa essere rilanciato. Non è per bontà questa corsa per salvare l’Italia, ma c’è l’interesse comune perché il Mediterraneo è cruciale  Facciamo una operazione verità: per 15 anni c’è stata intollerabile gestione delle risorse nel Paese. Ogni anno circa 60 miliardi di euro non vanno al sud ma al nord in barba alle leggi e gli Stati Generali non hanno fatto emergere questa cosa. L’aiuto dell’Europa oggi è fondamentale. Per la prima volta l’Europa ha capito il significato euro – mediterraneo” 

Il Distretto dell’Appenino Meridionale, guidato da Vera Corbelli, ha stilato un “Piano per il governo e della gestione delle risorse acqua e suolo e del sistema territoriale ed infrastrutturale connesso”, quale significativo contributo al rilancio della “macro regione del Mezzogiorno” nel contesto del Bacino del Mediterraneo.

Abbiamo presentato la nostra proposta per il piano per il Mezzogiorno al Ministro Provenzano ma ad oggi non se ne vedono gli effetti “, ha detto Vera Corbelli, Segretario del Distretto dell’Appenino Meridionale e Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto.  Il Mezzogiorno è spesso oggetto di slogan e di annunci, per noi è stato un luogo dove  far emergere le eccellenze. La bonifica in corso a Taranto ci ha consentito di operare per diventare modello innovativo e best practices. Le attività di rigenerazione ambientale oggi in corso sull’Area Vasta di Taranto rappresentano un modello da applicare in altri luoghi con criticità ambientali simili, così come sta accadendo per Bagnoli, in Campania. In 5 anni di attività a Taranto abbiamo fatto un percorso innovativo unico, sia  dal punto di vista amministrativo burocratico che dal punto di vista dei processi scientifici e metodologici adottati.  Taranto può e deve essere protagonista di un’azione di rilancio del Mezzogiorno e dell’intero Paese. Tale attività passa anche per un altro patrimonio del territorio: la risorsa acqua. Un patrimonio sul quale noi già stiamo investendo con la pianificazione strumenti a livello europeo nazionale ed europeo. L’area  del Distretto dell’Appennino Meridionale che si configura con una sua dimensione fisiografica, – prosegue la Vera Corbelli   rappresentando nel contempo uno scenario sul quale  impostare una strategia attiva e partecipata del governo del sistema territoriale-ambientale, quale volano per l’avvio di processi economici e sociali di estremo rilievo nell’attuale congiuntura economica, concorrendo all’attivazione di dinamiche di crescita i cui riverberi positivi possono ricadere sui tessuti socio-economici del Mezzogiorno e del Paese. Ad oggi, nel contesto nazionale ed internazionale, “processi e percorsi integrati” configurati in una visione olistica, come quella ipotizzata, sono stati sviluppati e in corso di realizzazione in ristrette aree o per singole tematiche che hanno dato e stanno fornendo riscontri particolarmente positivi. La stessa Autorità ha in corso azioni così strutturate in aree pilota ed in contesti altamente complessi, con ritorni tecnico-operativi-gestionali di alta significatività, come è il caso del laboratorio in scala reale Taranto”.

Si tratta di temi sui quali opera e lavora l’Associazione Cammina_Ta, promotrice del seminario e impegnata per il rilancio del Mezzogiorno. “Le leggi operanti in materia di pianificazione, intesi come sintesi di urbanistica e economia, sono spesso poco aderenti alle complesse realtà territoriali e alle loro necessità di sviluppo socio-economico. La prima legge risale al 1942 – spiega Terenzio Lo Martire, Presidente CammiNaTa – e tutte quelle che sono succedute non hanno mai perso le radici dello standard urbanistico, che se andava bene nel periodo della ricostruzione post bellica oggi purtroppo non va più bene. Purtroppo se è necessario parlare di infrastrutture “nazionali” è altrettanto evidente che la domanda da porsi è se queste infrastrutture sono realmente importanti per lo sviluppo strategico , o forse è il caso di cominciare a parlare di aree strategiche per le quali le armature rappresentano lo scheletro di supporto ? Forse è il caso di cominciare a pensare lo sviluppo come un sistema organico e funzionalmente gerarchizzato”. 

 

Link al video delle testimonianze:  https://youtu.be/9OyPJNH9E0o

 QUOTIDIANI


AGENZIE

Sud: commissario, “Bonifica Taranto modello innovativo” 

Pubblicato: 11/07/2020 12:58
(AGI)  – Taranto, 11 lug. – “Il Mezzogiorno è spesso oggetto di slogan e di annunci, ma per noi è stato un luogo dove raccontare e far emergere le eccellenze. La bonifica in corso a Taranto ci ha consentito di operare per diventare modello innovativo e di buone pratiche”. Lo ha dichiarato Vera Corbelli, commissario di Governo per la bonifica di Taranto, al webinar sul tema: “Il Mezzogiorno nello sviluppo del Paese, le bonifiche un’opera centrale per il rilancio dell’economia dei territori”.
Per il commissario Corbelli, “le attività di rigenerazione ambientale oggi in corso sull’Area Vasta di Taranto, rappresentano un modello da applicare in altri luoghi con criticità ambientali simili così come sta accadendo per Bagnoli in Campania”. “In 5 anni di attività a Taranto – ha proseguito Corbelli, che è anche segretario generale dell’Autorità distrettuale – abbiamo fatto un percorso innovativo unico, sia dal punto di vista amministrativo burocratico, che dal punto di vista dei processi scientifici e metodologici adottati”. (AGI)

TA1/ADV

Sud: commissario, “Bonifica Taranto modello innovativo” (2) 

Pubblicato: 11/07/2020 12:58

(AGI) – Taranto, 11 lug. – Per Corbelli, “il Tavolo istituzionale e il Contratto di sviluppo attivato con il precedente Governo” rappresentano “un modello di governance istituzionale che mi auguro possa andare avanti. È un esempio concreto di condivisione istituzionale, di visione di sistema e di velocizzazione dei processi. Taranto – ha aggiunto il commissario di Governo alla bonifica – può e deve essere protagonista di un’azione di rilancio del Mezzogiorno e dell’intero Paese. Tale attività passa anche per un altro patrimonio del territorio: la risorsa acqua. Un patrimonio sul quale noi già stiamo investendo con la pianificazione strumenti a livello europeo nazionale ed europeo. Abbiamo stilato un piano per il governo e la gestione delle risorse acqua e suolo e del sistema territoriale ed infrastrutturale connesso, quale significativo contributo al rilancio della “macro regione del Mezzogiorno” nel contesto del bacino del Mediterraneo”, ha annunciato Corbelli.
“Ad oggi – ha proseguito – nel contesto nazionale ed internazionale, processi e percorsi integrati configurati sono stati sviluppati e in corso di realizzazione in ristrette aree, o per singole tematiche, ed  hanno dato e stanno fornendo riscontri particolarmente positivi. La stessa Autorità distrettuale – ha concluso Corbelli – ha in corso azioni così strutturate in aree pilota ed in contesti altamente complessi, con ritorni tecnico-operativi-gestionali di alta significatività ed è il caso del laboratorio in scala reale Taranto”. (AGI)
TA1/ADV

Sud: Giannola (Svimez), “L’Italia si sta meridionalizzando” 

Pubblicato: 11/07/2020 12:55
(AGI) – Taranto, 11 lug. – “In questo momento il Mezzogiorno è la risorsa fondamentale per il Paese purché ci si investa e lo si sappia interpretare”. Lo ha detto Adriano Giannola, presidente della Svimez, ad un webinar sul tema: “Il Mezzogiorno nello sviluppo del Paese, le bonifiche un’opera centrale per il rilancio dell’economia dei territori” promosso da Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale insieme ad Area metropolitana di Napoli, Cgil, Cisl e Uil Taranto e comitato civico “CammiNaTa”, fusione delle sigle di Napoli e Taranto.
Per Giannola, “pensare di ripartire con i meccanismi che vedono un Nord privilegiato come indicano Bonaccini e  Bonomi ci porterà verso il rafforzamento della crisi economica. E’ anche politicamente non corretto. Ciò sta accadendo nelle Marche, in Umbria, che sono in area convergenza, anche il Piemonte è in area della convergenza mentre la Toscana ci sta arrivando, ci dice che il Meridione avanza nel Paese e l’Italia si sta meridionalizzando – sostiene il presidente Svimez -. Milano non è più una metropoli europea, è stata superata da Bratislava. Non possiamo più permetterci di continuare in questa direzione. L’Italia – ha proseguito – è sempre più marginale nell’Unione Europea. Di qui a 15 anni la questione meridionale sarà una questione conclusa per eutanasia”. (AGI)

TA1/ADV

= Sud: Giannola (Svimez), “L’Italia si sta meridionalizzando” (2) 

Pubblicato: 11/07/2020 12:55

(AGI) – Taranto, 11 lug. – Secondo Giannola, “il  fatto che l’Europa abbia chiesto scusa all’Italia e poi abbia concesso risorse economiche con precise condizionalità (investimenti green e smart, sostenibilità e sviluppo sostenibile, riduzione delle disuguaglianze e coesione sociale) nasce da una riflessione strategica ed opportunistica: l’Italia e il Mezzogiorno sono il baricentro del Mediterraneo. Si tratta di un mare strategico, il più trafficato del mondo. La Svimez – ha poi detto il presidente Giannola – ha proposto un Piano per l’Italia al ministro Provenzano che poche operazioni può rimettere in moto il Paese e invertire la marcia, assestare e recuperare. Abbiamo individuato 4 poli, 4 realtà nuove, le aree Zona economica speciale: Napoli, Bari, Taranto e Gioia Tauro. I 4 migliori porti del Mediterraneo sono in queste città – ha detto – Un quadrilatero che è il Mezzogiorno continentale. Il quadrilatero ha missione di trasversalità. Se si mettono in moto questi 4 motori collegandoli all’agricoltura e governando le aree di retroporto –  ha concluso Giannola – si aiuta il Paese a crescere. C’è bisogno di burocrazia zero e zone doganali intercluse, non  servono investimenti ma occorre renderle attrattive”. (AGI)
TA1/ADV

Rimozione del Mercato Ittico Galleggiante: completamento di tutte le opere del progetto in 7 mesi

Taranto, 11 luglio – Entra in una nuova fase il cantiere dei lavori per la rimozione del Mercato Ittico Galleggiante:  è stato firmato il verbale di consegna dei lavori del MIG. Sono terminati i lavori di realizzazione del picchetto per definire l’area del cantiere e il tracciamento del cantiere a mare, terminati i rilievi batimetrici e rilievi con drone. Con la Fase 2 dell’emergenza sanitaria erano iniziati i lavori per la rimozione del relitto del Mercato Ittico Galleggiante (MIG) di Taranto. Le nuove attività pianificate, come da cronoprogramma, dureranno sette mesi e inizieranno il 14 luglio. Sono due le imprese che compongono il Raggruppamento Temporaneo: Serveco (capogruppo) e Stes (mandante).

Il lavoro sarà diviso in tre macrofasi:

  • monitoraggio ante-operam: osservazioni e misurazioni ambientali per la compiuta definizione dei parametri di controllo da considerare nel corso dei lavori;
  • corso d’opera, che consisterà nella messa in galleggiamento del relitto, l’alleggerimento del relitto tramite rimozione delle sovrastrutture dello che appesantiscono lo scafo galleggiante;
  • sezionamento dello scafo in tronchi più piccoli e trasferimento in un cantiere navale nelle prossimità, per il recupero del metallo; quest’ultima costituisce la vera fase di decostruzione.

Per le attività di monitoraggio (ante, durante e post opera)il Commissario si avvale del supporto scientifico del Dipartimento di Biologia nell’ambito dell’accordo siglato con l’Università di Bari.

Il peso del Mercato Ittico Galleggiante è stimato in un migliaio di tonnellate per la parte metallica, mentre complessivamente si tratta di circa 1.700-2.000 tonnellate. Come previsto dal progetto del Commissario Straordinario la RTI dovrà attivare tutti gli accorgimenti perché questo cantiere non impatti sull’ambiente, grazie anche a un sofisticato sistema di monitoraggio integrato da un collaudato sistema di protezione antitorbidità e procedure operative adeguate; che permetterà di avere inoltre, i dati strumentali di controllo saranno a disposizione in tempo reale. I dati potranno essere visionati monitorati tramite una piattaforma web dedicata a disposizione anche degli Enti di controllo. Grazie a questo sistema di controllo, le imprese e gli Enti preposti potranno essere allertati immediatamente qualora si dovessero verificare situazioni anomale o critiche. Considerando lo stato del relitto, sono state previsti più programmi di azione e intervento per il corso d’opera, al fine di adottare la strategia più adeguata.

I lavori per la rimozione del Mercato Ittico Galleggiante sono una parte di un’azione più ampia che ha voluto dare risposte concrete al sistema territoriale delle imprese del settore della mitilicoltura – ha detto Vera Corbelli, Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto –   Rimuovere il relitto significa costruire nuove opportunità. Significa aggiungere un nuovo importante tassello alla rigenerazione di un luogo che accoglierà il punto di sbarco dei pescatori. Un luogo dove si potranno anche lavorare i prodotti della mitilicoltura e valorizzare il marchio di una produzione tipica territoriale. Oltre a questo intervento abbiamo realizzato la mappatura dei soggetti (verifica concessioni attive, scadute e in scadenza, progettazione per una nuova regolamentazione per le aree da destinarsi a nuove concessioni), abbiamo attivato l’osservatorio sulla sostenibilità del Mar Piccolo: “Galene”, abbiamo predisposto strumenti di pianificazione “sistema mare/coste: stralcio piano comunale delle coste. Taranto ha tutte le carte in regola per diventare una città ancora più attrattiva“. “La rimozione del mercato ittico è per noi una bella prova di ingegno e di sostenibilità – ha detto Pietro Vito Chirulli, Amministratore Unico di Serveco – Come imprese siamo orgogliosi di poter contribuire ancora una volta all’opera di risanamento ambientale della città di Taranto. Metteremo a disposizione della città e dell’ambiente tutta la nostra esperienza e la nostra capacità di fare bene”.

Per l’assessore del comune di Taranto – Ubaldo Occhinegro –  la rimozione del Mercato Ittico è un atto propedeutico ad una più vasta operazione di ripristino del decoro urbano e della legalità sul fronte mare dei Tamburi che questa amministrazione sta promuovendo e portando avanti attraverso la proficua collaborazione con tutti gli enti preposti e fa parte di una più ampia visione che si concretizzerà con il nuovo progetto del Waterfront terrazzato dei Tamburi, con la riprogettazione del punto di sbarco ed il mercato Ittico e con la connessione naturalistica del corridoio ecologico del primo seno di Mar Piccolo. Stiamo ripensando completamente il quartiere Tamburi partendo dalla filiera del Mare e dall’ottimizzazione dei processi produttivi legati alle nostre piú preziose risorse naturali. 

Osservatorio Galene: Svolta per il settore della mitilicoltura

Taranto, 9 luglio – Accelerare tutti gli interventi che permetteranno al comparto della filiera della mitilicoltura di essere un comparto forte e significativo per l’economia del territorio tarantino.  È uno degli obiettivi operativi emersi nel corso dell’assemblea ordinaria dell’Osservatorio Galene riunitasi oggi presso la prefettura di Taranto e presieduta da Leonardo Giangrande.  Uno dei punti all’ordine del giorno ha riguardato proprio le criticità del settore mitilicolo, le concessioni e piano delle coste, tema sul quale il vice presidente dell’osservatorio Domenico Bisignano, ha invitato il comune di Taranto e l’assessore Gianni Cataldino, che partecipava ai lavori, a completare l’azione amministrativa già avviata in tempi più rapidi per giungere al completamento di un percorso che consente di rafforzare la filiera.

Sul comparto della mitilicoltura è stata fatta molta strada grazie all’ aggregazione dei soggetti e alla certificazione – ha detto Leonardo Giangrande, Presidente dell’Osservatorio Galene – adesso dobbiamo compiere l’ultimo miglio: occorre approvare il piano elle coste e il regolamento di gestione ed uso delle acque del mar piccolo. E’ già stata realizzata la mappatura dei soggetti produttivi, e da qui scaturiranno le concessioni, si sta rimuovendo il mig  ed è stato progettato il punto di sbarco. Tutto ciò consentirà di potenziare la lavorazione del prodotto e dare ulteriore sviluppo economico.  Penso poi alle azioni di marketing e agli eventi per valorizzare ulteriormente lo straordinario prodotto della mitilicoltura tarantina”.

Il commissario straordinario, Vera corbelli, ha illustrato l’avanzamento dei progetti e delle azioni attivate nell’area vasta di taranto.  “il mar piccolo rappresenta il perno intorno al quale ruotano tutte le azioni poste in essere dal commissario sull’area tarantina– ha detto la Corbelli –   ringrazio i mitilicoltori per avermi aiutato a comprendere il settore e le sue necessità. Insieme al comune, e agli altri soggetti istituzionali coinvolti, abbiamo costruito una progettazione e interventi per dare risposte durature nel tempo. Taranto e’ diventata una citta’ modello, un laboratorio di innovazione, nel metodo e nei processi attivati. È stata riconosciuta come best practices e un modello da applicare in altri luoghi da bonificare, come è successo con bagnoli in Campania. Grazie poi al piano di monitoraggio integrato, uno dei numerosi interventi messi in atto, avremo costanti riscontri sulla contaminazione dei sedimenti ma anche sull’evoluzione degli scenari di contaminazione. Saremo dunque sempre in grado nel corso del tempo di valutare se le risposte messe in campo sono efficienti”, ha concluso la Corbelli.

l’osservatorio galene rappresenta un laboratorio che opera nel senso della modernità e della sostenibilità, è una iniziativa di grande merito e che può dare ottimi risultati e la prefettura ne supporta le attività non solo attraverso la logistica”, ha detto il prefetto di Taranto, Demetrio Martino portando il suo saluto all’assemblea dei partecipanti.

Alla prefettura è affidato il coordinamento del tavolo tematico dell’osservatorio dedicato a sicurezza e legalita’ e proprio la costituzione di comitati ristretti, o gruppi consultivi tematici , con individuazione dei componenti è stato un altro tema all’ordine del giorno dell’assemblea. Sono complessivamente 8 i gruppi di lavoro tematici nei settori: gestione integrata delle zone costiere, patrimonio culturale marino e costiero, filiera produttiva legata all’economia del mare, turismo e attività sportive, portualità, logistica e trasporti, biotecnologie, sicurezza e legalità e salute e ambiente.

Tra gli altri punti all’ordine del giorno anche il percorso amministrativo messo in campo per valutare l’ipotesi di realizzare un del parco regionale del mar piccolo. In particolare le attività hanno riguardato la definizione di linee guida per la definizione del documento di indirizzo.  Da quanto emerso in sede di conferenza di servizi il quadro conoscitivo, come ad esempio alcune cartografie, era datato e sono pervenute diverse osservazioni

Dalle linee guida occorrerà ora passare al documento di indirizzo ed occorrerà incidere su mandato del presidente e della Corbelli. “Ho sempre cercato di coniugare le diverse esigenze e le necessità e fare sintesi tra queste.  L’osservatorio deve essere un soggetto che produce relazioni idee e progettazioni. La vera sfida sarà questa ed ho bisogno del lavoro di tutti. Occorre lavorare tutti insieme”, ha concluso il presidente dell’osservatorio, Leonardo Giangrande. 

Gli enti coinvolti nell’osservatorio galene: prefettura, comune di Taranto, Asl, Confcommercio, Cnr Irsa – s.s. Talassografico “A. Cerruti” e Asl Taranto – dipartimento di prevenzione, agci agrital, legacoop agroalimentare, Federcoopesca, unci agroalimentare e Unicoop – Dipartimento Nazionale Pesca.

 

 

Webinar | Il Mezzogiorno nello sviluppo del paese. Le bonifiche un’opera centrale per l’economia dei territori. “

“Il Mezzogiorno per uno sviluppo sostenibile. Le bonifiche un’opera centrale per l’economia dei territori”. È questo il tema del seminario in webinar che avrà luogo il prossimo 10 luglio , alle ore 16,30, promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, dall’Area Metropolitana di Napoli, da CGIL, CISL, UIL di Taranto, su iniziativa del Comitato civico, CammiNaTA, organizzato da Sirio Marketing & Comunicazione.

Il webinar sarà seguibile ufficialmente sulla pagina sociale di CammINa-Ta all’indirizzo www.facebook.com/camminaTa20  nonché sulle diverse pagine istituzionali aderenti al webinar

Ad introdurre i lavori e condurre il seminario sarà Giancarlo Turi Uil Taranto.

Interverranno

Vera Corbelli  Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale  e Commissario Straordinario alla Bonifica di Taranto – Ambientalizzazione e  Rigenerazione:  Taranto città laboratorio nell’area del Mediteraneo

Francesco Jovino– Citta metropolitana di Napoli
” Piano strategico: declinazione di una strategia di co- pianificazione”

Terenzio Lo Martire Presidente Cammina-TA – Taranto
”Le possibili forme di aiuti finanziari per uno sviluppo sostenibile del territorio e del Mezzogiorno.

Adriano Giannola. Presidente Svimez – La ripresa del Paese passa per il Mezzogiorno

Giancarlo Turi, Uil Taranto.  – Azioni e strumenti  per lo sviluppo sostenibile del sistema area Vasta di Taranto.


La sostenibilità dei Territori non può che passare per la  riqualificazione ambientale. L’economia circolare, non ci sono più molti dubbi a riguardo, è uno dei modelli di sviluppo dei prossimi anni. Lo hanno capito da tempo diverse istituzioni delineando scenari e progetti concreti per i prossimi decenni: vanno in questa direzione, per esempio, l’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile e il framework Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite, il Pacchetto sull’Economia Circolare varato dalla UE e la proposta di decarbonizzazione al 2050 della Commissione Europea. L’economia circolare rappresenta un cambiamento di prospettiva “epocale” e, allo stesso tempo, un’opportunità sistemica di coniugare le esigenze di crescita sostenibile e di lotta allo spreco con quelle di competitività e innovazione.

L’Unione Europea valuta in 600 miliardi di euro all’anno la possibile riduzione dei costi industriali associabile alla prevenzione dei rifiuti, all’ecodesign e al riutilizzo dei materiali e stima in circa 700mila nuovi occupati l’effetto positivo della transizione verso modelli di business circolari. Numeri importanti, che superano la dicotomia percepita tra sostenibilità e crescita, da sempre il fattore critico che ha frenato la trasformazione del sistema produttivo verso modelli più sostenibili. Non è quindi un caso che questo tema sia oggetto di studio, per un protagonista dell’innovazione come Accenture, arrivata a definire un Sustainability Value Framework che identifica gli impatti dell’economia circolare sia sulla cosiddetta “top line” (nuovi prodotti legati alla sostenibilità e miglioramento del valore intangibile) che sulla “bottom line” (riduzione dei costi e miglioramento della gestione del rischio). L’opportunità di new business legata alla circolarità a livello globale vale, secondo gli esperti, qualcosa come 4,5 trilioni di dollari al 2030 ed è legata all’eliminazione delle diverse voci di spreco dell’economia lineare (risorse, cicli di vita, capacità e componenti di valore) attraverso l’introduzione di energia rinnovabile e materiali di natura biologica, la rigenerazione e l’erogazione di servizi per l’ottimizzazione e la condivisione delle risorse, l’incremento delle pratiche di riciclo e il recupero di energia.

Una nuova progettualità, che punta a incrementare del 25% il PIL e ridurre il divario Nord/Sud: coordinare pianificare ed implementare è il compito alto della politica che deve tener conto delle diverse peculiarità di ogni singolo Territorio, che non può prescindere da regìe superiori che devono essere al servizio delle diverse comunità e delle proprie caratteristiche intrinseche.

Perno imprescindibile per il rilancio del Paese Italia è il Mezzogiorno che deve essere l’elemento a cui ogni decisione deve fare riferimento, scrigno di economie connesse a sistemi produttivi e filiere diverse

Abbandonando gli abituali concetti localistici, bisogna guardare al futuro con una collaborazione ecosostenibile e condivisa, tenendo conto delle evoluzioni nazionali, internazionali e mondiali, della programmazione di scelte ormai divenute obbligatorie e impellenti così come tra l’altro stabilisce la stessa Agenda 2030.

Lo sviluppo  e il potenziamento delle filiere produttive esistenti e il lancio di nuove, il rilancio economico e il recupero funzionale del territorio, la creazione di nuovi posti di lavoro e, non ultima, una maggiore e consapevole sostenibilità ambientale in quella che oggi è una visione green, sono obiettivi che il Governo, a livello nazionale, e le realtà regionali e comunali, a livello locale, devono tenere presente e perseguire in maniera strutturata.

Un regolamento di attuazione che riduca la burocrazia e punti alla realizzazione delle zone a burocrazia zero, la nomina di una figura Commissariale di tutto il territorio meridionale in sinergia con le diverse entità territoriali comunali, nonché le associazioni sindacali e datoriali sono il giusto proseguo a tale esigenza, cosi come il CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) prevede.

I tempi sono maturi per un progetto che veda al centro dell’attenzione la filiera Mare/Terra/Mare, in cui la migliore qualità del verde, la riqualificazione delle aree abbandonate e il relativo recupero, con nuove finalità di funzione, deve essere teso allo sviluppo della sostenibilità ambientale e delle economie connesse in un processo innovativo di smart city e di tecnologie ecosostenibili.

Come ricorda il Piano Strategico Metropolitano-  PSM 2.0: “Il contenimento del consumo di suolo e la rigenerazione urbana sono due temi fortemente legati, in quanto l’esigenza di attivare politiche di riqualificazione nasce soprattutto dal riconoscimento del territorio come bene comune e risorsa non rinnovabile e, come tale, da preservare. La riduzione del consumo di suolo è obiettivo primario della normativa europea, nazionale e regionale”.

In sintonia con l’obiettivo europeo che prevede l’azzeramento del consumo netto di suolo al 2050 e l’Agenda ONU che richiede lo sforzo di anticiparlo al 2030.  I tempi sono maturi per essere protagonisti del cambiamento ed attuarlo.

 

Ambiente, bonifica Taranto modello per l’Italia. Il Commissario Corbelli presenta il Piano di Monitoraggio Integrato

Accordi di collaborazione istituzionale, con l’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, Nucleo Operativo Ecologico e Comando Provinciale di Taranto – e con l’Istituto Superiore di Sanità.

Roma, 2 luglio –  L’attuazione della rete di Monitoraggio Integrato ha preso il via sulla base del progetto redatto. Nel prossimo mese di ottobre riprenderanno le nuove attività di rilevamento dei dati ambientali così come previsto dal progetto elaborato dal Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto, Vera Corbelli. Conclusa la progettazione, sono ora in corso le procedure per l’espletamento delle gare dedicate all’acquisto delle forniture, delle strumentazioni e dei servizi necessari, prevalentemente strumenti di indagine e software per l’elaborazione dei dati. Un “mega cervellone informatico”, riceverà le informazioni dagli oltre cinquecento siti o stazioni mobili e fisse di monitoraggio e dai laboratori di analisi e li incrocerà e rielaborerà fornendo informazioni sulla qualità delle acque e dei suoli e dei sedimenti.

I rilievi su base annua lungo tutta la rete di monitoraggio vede per le acque superficiali 227.760 dati, 777.813 dati per le acque sotterranee, 1.909.680 per il comparto mare, 24.136 per il comparto suolo, 6.237 per la matrice alimentare. Il comparto mare si avvarrà di 16 piattaforme di rilevamento, 8 nel Mar Piccolo di Taranto e 8 nel Mar Grande di Taranto, 12 camere bentiche nel Mar Piccolo e 41 stazioni mobili, di cui 24 nel Mar Piccolo e 17 tra Mar Jonio e Mar Grande.

Per la prima volta si si attua un percorso innovativo più̀ ampio rispetto a quello delineato nell’ambito del Protocollo d’intesa del 2012 (in linea con i contenuti della Legge 20/2015, valutata e condivisa dal Tavolo Istituzionale Permanente nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo), condotto con l’attuazione di una serie di azioni/interventi in serie ed in parallelo, a medio e lungo termine, che affronta le problematiche ambientali nella loro interezza per fornire risposte efficaci ed efficienti basate su valutazioni di altissimo valore tecnico e scientifico, continuamente e costantemente controllate attraverso: una cooperazione delle forze dell’ordine e delle istituzioni scientifiche, la partecipazione attiva degli Enti preposti ed il coinvolgimento di tutti stakeholder, un costante monitoraggio. La progettazione sviluppata costituisce un “prodotto” del percorso tecnico-scientifico-gestionale innovativo multiscalare e multidisciplinare, che in una visione in una visione integrata e di tipo “top down, è stato realizzato sull’area di crisi ambientale.

Percorso che si è fondato sulla conoscenza: dello stato attuale, dell’evoluzione del sistema fisico/ambientale e dei processi geo-chemio-meccaniciche agiscono al suo interno, in una visione integrata ed olistica. Il percorso innovativo, così circoscritto, ha consentito di determinare e declinare un sistema di monitoraggio finalizzato alla tutela della salute e dell’ambiente e rappresenta, nel contempo, il presupposto ineludibile, per la progettazione e realizzazione di ulteriori interventi di bonifica, ambientalizzazione e rigenerazione dell’area di riferimento.

Il Piano di Monitoraggio Integrato contempla l’intera Area di Crisi Ambientale di Taranto essendo le cause e le sorgenti di contaminazione molteplici e diffuse su tutto il territorio ed i vettori di trasporto condizionati da domini fisici ben più̀ ampi dei siti interessati dagli interventi. Le risultanze del monitoraggio consentiranno di valutare l’efficacia delle differenti azioni/interventi poste in essere e, eventualmente, rivedere alcune delle misure in atto e/o programmate. Un aspetto fondamentale derivante da questa iniziativa risiede appunto nel fatto che, mediante il monitoraggio dinamico di tutti gli aspetti relativi alle pressioni ambientali, sarà̀ possibile identificare l’impatto delle pressioni anche sugli insediamenti di produzione e salvaguardare la sicurezza alimentare rispetto alle produzioni locali

In tale ambito, potendo contare su strumentazioni che inviano dinamicamente indicazioni sulla presenza e concentrazione di inquinanti

Attraverso la strumentazione e lo studio del territorio in relazione ai suoi vari aspetti, sarà̀ possibile anche avviare azioni di contrasto alle eco-mafie (discariche abusive di materiali tossici, occultamento sotto i terreni di involucri contenenti sostanze tossiche) e limitarne l’impatto rispetto ai cittadini ed alla sicurezza alimentare. il “Sistema di Monitoraggio integrato Acqua e Suolo”, un progetto, scaturito da una partecipazione e condivisione con tutti soggetti interessati, quali: MATTM, ISS, ISPRA, ARPA ed ASL.

L’attuazione del “Sistema di Monitoraggio”, finalizzato alla tutela delle risorse ambientali ed alla sicurezza per la salute umana, vede la partecipazione diretta, mediante accordi di collaborazione istituzionale, dell’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni SanitàNucleo Operativo Ecologico Comando Provinciale di Taranto – e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il Piano di Monitoraggio consente il controllo, nel tempo, delle matrici ambientali: acque, suolo e sottosuolo, nonché quello delle matrici alimentari di origine vegetale; e la costante verifica dell’evoluzione degli scenari di contaminazioni .

592 sono le stazioni di monitoraggio  all’interno dei 564 chilometri quadrati di area di crisi ambientale, attraverso le quali sarà: controllato lo stato qualitativo e quantitativo delle acque superficiali e delle acque sotterraneerilevati i fattori meteomarini-oceanografici e i fattori fisici, fisico-chimici, ambientali ed ecotossicologici del Mar Piccolo e del Mar Grandecontrollato lo  stato qualitativo dei suoli; monitorata la matrice alimentare di origine vegetale destinata sia all’alimentazione umana sia all’alimentazione zootecnica.

Nelle more di attivare la rete di monitoraggio integrato, il Commissario Straordinario ha già̀ eseguito, attività̀ di monitoraggio:

  • dello stato qualitativo della colonna d’acqua e dei sedimenti nel Mar Piccolo di Taranto;
  • dello stato quali-quantitativo della falda sotterranea;
  • meteo-climatico, mediante l’istallazione di n.3 stazioni presso i Comuni di Statte e Montemesola e presso la sede del POLIBA di Taranto
  • idrometrico, mediante l’istallazione di n. 1 stazione presso il Fiume Galeso
  • dello stato quali-quantitativo dei principali corsi d’acqua.

“Abbiamo aderito molto volentieri a questo progetto proprio per la sua importanza in un’area che merita grande attenzione da parte delle istituzioni per riportare luoghi importanti per l’economia nazionale ad un migliore livello di qualità della vita”. Lo ha detto il generale Adelmo Lusi del Comando carabinieri per la Tutela della salute, intervenendo oggi a Roma, nella sede del comando dei Nas, alla presentazione del piano di monitoraggio integrato acqua e suolo dell’area di Taranto, iniziativa che parte dal commissariato di Governo per la bonifica di Taranto e vede coinvolto anche l’Istituto Superiore di Sanita (Iss), Arma dei Carabinieri attraverso i nuclei specializzati Nas e Noe e il comando provinciale di Taranto, e l’Ispra. “I Carabinieri – ha detto il generale Lusi – cercheranno di portate nei nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, il proprio contributo professionale, con l’esperienza che i Nas hanno acquisito nel tempo, per migliorare se possibile il lavoro che è stato svolto”. Per il generale Maurizio Ferla, del comando Carabinieri Nucleo operativo ecologico (Noe), “siamo stati come Noe pionieri per questa esperienza visto che aderiamo dal 2016”. Quello di Taranto, ha aggiunto Ferla, “è un territorio che purtroppo conosciamo bene e lo conoscevamo già in quanti destinatari di molte deleghe dell’autorità giudiziaria. Sappiamo – ha sostenuto Ferla – che è un territorio molto problematico ma quello che noi abbiamo eseguito lì, sul campo, quello che abbiamo notato, non è stato niente di più e niente di meno rispetto allo scempio che possiamo osservare in varie parti del territorio nazionale”. “Abbiamo compiuto decine di sopralluoghi e visto oltre 400 siti”. “Per ogni sito – ha proseguito il generale Ferla – abbiamo trovato rifiuti che dimostrano la crisi del ciclo dei rifiuti che riguarda l’Italia e il Sud in particolare, tranne qualche eccezione. Si tratta di abbandoni incontrollati ma non è una caratteristica peculiare di Taranto” ha rilevato Ferla che poi, fornendo alcuni dati dell’attività dei Carabinieri, ha citato la scoperta di 89 siti contenenti amianto e i 5 siti sottoposti a sequestro.

“L’iniziativa messa in campo per Taranto è meritevole della massima attenzione, conosco il lavoro che il commissario di governo, Vera Corbelli, ha effettuato e adesso la collaborazione dell’Arma dei carabinieri assicura un nuovo successo, un nuovo traguardo di quella che è un’opera di risanamento necessaria e che penso possa essere un modello anche per altre parti d’Italia”. Lo ha detto Gianni Letta, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervenendo oggi alla presentazione del piano di monitoraggio integrato acqua e suolo dell’area di Taranto svoltasi a Roma nella sede del comando Nas dei Carabinieri. “È un modello – ha detto Letta – che spesso esaltiamo solo a parole ma quando poi si vedono i risultati, si deve prendere il coraggio di replicare anche altrove, in altre aree del Paese, questo modello. La presenza dei Carabinieri è una garanzia di successo, augurandoci di essere fuori dalla pandemia – ha proseguito Letta – per riprendere non dico la normalità ma per mobilitare tutte le energie del Paese sulla strada dello sviluppo e della crescita. E il Paese – ha sostenuto ancora Gianni Letta – potrà crescere e tornare allo sviluppo, se affronta i problemi di cui si parla oggi, mobilitando le energie in una comunanza di visione”. Il commissario di Governo per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, rispondendo a Letta, ha detto che col monitoraggio ambientale integrato “le forze sane dello Stato si sono messe insieme per portare avanti dei percorsi virtuosi e dare così risposte concrete ai mali di cui è afflitto il nostro territorio”. Per Corbelli, “queste forze sono chiamate, al di la delle persone che le rappresentano, a continuare a lavorare insieme per dare un esempio all’italia e all’Europa. Con questo monitoraggio integrato, abbiamo una stretta connessione tra ambiente e salute”.

 “L’esperienza di Taranto in materia di bonifica e risanamento ambientale ci richiama la necessità di un approccio sì complesso ma integrato e multidisciplinare. Ma questo è anche il modo in cui deve lavorare la pubblica amministrazione. Il lavoro fatto a Taranto dal commissario Vera Corbelli è un modello anche per altre realtà italiane. Un modello che si basa anche sul dialogo col territorio e quindi esprime l’idea di una burocrazia moderna e non chiusa in se stessa. Un modello di buona pubblica amministrazione che dobbiamo valorizzare per il futuro”. Lo ha detto oggi il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, collegandosi col seminario svoltosi presso il comando Carabinieri Nas a Roma dove è stato presentato il piano integrato di monitoraggio acqua e suolo per l’area Sin di Taranto e area di crisi ambientale di Taranto che vede insieme, oltre al commissario di Governo per la bonifica di Taranto, anche Arma dei Carabinieri, attraverso i comandi nazionali dei Nas e del Noe, l’Istituto Superiore di Sanità, il ministero dell’Ambiente, l’Ispra e l’Arpa Puglia.

“L’Istituto Superiore di Sanità collaborerà al piano integrato di monitoraggio ambientale di acqua e suolo dell’area di Taranto. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto (Iss), intervenendo nel seminario . “È un momento molto importante che abbiamo costruito nel tempo – ha detto Brusaferro – ed io mi sono unito a questa iniziativa personalmente l’anno scorso e da quel momento abbiamo avviato una collaborazione intensa. La collaborazione – ha aggiunto il presidente dell’Iss – è poi continuata la scorsa estate, è sfociata anche in questo accordo, che è poi una parte degli altri accordi che sono in atto per fare di Taranto un modello dove la scienza, la tecnologia, le migliori risorse del Paese, nell’ analisi dei fattori di rischio, trovano anche gli spunti e le risorse per superarli e farli diventare un’opportunità di crescita per il nostro Paese”. “Di questo certamente il commissario Corbelli è un’anima – ha sottolineato Brusaferro – e l’Istituto Superiore di Sanita è presente, può essere presente, certamente lo sarà, in quest’opera che riguarda certamente Taranto e che può rappresentare un paradigma per il Paese”.

Intervenuti oggi nel dibattito anche Stefano Laporta, direttore generale di Ispra, Antonio Uricchio, presidente di Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’Università e della ricerca, e Vito Uricchio del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Bonifica Mar Piccolo, Partenariato per l’innovazione: al via la fase di negoziazione 

Lunedì 29 giugno, alle 10,30 con la la fase di negoziazione riparte la gara del Partenariato per l’innovazione, il bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica

Il primo appuntamento della fase 2, quella relativa alla negoziazione, si svolgerà in collegamento dalla sala riunioni della sede operativa del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, c/o Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale – a Caserta.

concorrenti dei Raggruppamenti Temporanei di Imprese – RTI – deputati alla negoziazione e gli esperti dagli stessi indicati incontreranno il Commissario Straordinario e la commissione giudicatrice per presentare, in modo sintetico, le proposte tecniche ed organizzative e le dimostrazioni tecnologiche proposte.

La procedura sarà aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più̀ vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016.

Vista la dichiarazione dello stato di emergenza deliberata dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 gennaio 2020, e dei conseguenti provvedimenti normativi ed emergenziali adottati dalle competenti autorità, la stazione appaltante espleterà l’incontro con i concorrenti ammessi alla Fase 2 della gara con collegamento da remoto nel rispetto delle disposizioni e dei principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia delle procedure amministrative e di gara, richiamati dall’art. 58 d. lgs. cit. (vista anche la delibera ANAC n. 312 del 9 aprile 2020).

Per le modalità di svolgimento degli incontri collettivi ed individuali sono state stilate delle  “Linee Guida”, un documento composto di n. 8 articoli, partecipato ai concorrenti e approvato con decreto commissariale n.106 del 03.06.2020.

Interventi di bonifica del Mar Piccolo


SCHEDA INTERVENTO E RIEPILOGO 

Procedura per l’instaurazione di un partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 D. Lgs. n 50/2016, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più̀ vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016, per l’Affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica

Nell’ambito delle diverse azioni inserite nel Programma di Misure, a medio e lungo termine, il Commissario Straordinario ha dedicato particolare attenzione al Mar Piccolo che, rappresenta un elemento del sistema fisico di grande pregio, sotto il profilo ambientale-economico-produttivo, nel quale si concentrano aree significativamente compromesse.

In considerazione di ciò è stato necessario un approccio innovativo che si è snodato a partire dalla approfondita caratterizzazione delle componenti del sistema fisico -ambientale mediante studi multidisciplinari sinergici. Tali studi sono stati volti alla definizione di caratteristiche fisiche, chimiche, biologiche ed idro -meccaniche da impiegare al fine della modellazione dei processi in atto, della analisi e valutazione degli scenari delle conseguenze ad essi correlati e della definizione delle strategie di mitigazione e progettazione di interventi tecnicamente efficienti, socialmente accettabili e ambientalmente perseguibili.

Proprio in ragione della complessità del sistema fisico chimico del Mar Piccolo , è stato necessario pensare di sottoporre a dimostrazione in scala reale le diverse tecnologie individuate (bioremediationcapping ed asportazione selettiva), mediante la predisposizione di una apposita procedura giuridico-amministrativa e tecnica basata sulla preventiva verifica e validazione in situ dell’efficacia delle tecnologie, nonché delle eventuali proposte migliorative avanzate dai concorrenti, attraverso lo strumento del partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 d.lgs. n. 50/2016, con la compartecipazione finanziaria pubblico-privato prevista dall’art. 158, secondo comma, “PreprocurementAgreement di cui alla comunicazione della Commissione europea COM 799 (2007) del 14 dicembre 2007”.

L’importo complessivo dell’appalto presunto è pari ad € 32.276.250,00

            

INTERVENTI DA ATTUARE

  1. Interventi non strutturali di bioremediation: prevede il recupero assistito delle aree attraverso rimedi naturali, finalizzati all’accelerazione controllata dei processi di autodepurazione ed autoregolazione degli ecosistemi. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 11.000 mq ricadenti nella Zona 2b. Giorni lavorativi 635 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) 635 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).
  2. Interventi strutturali non impattanti di capping e ricostruzione dell’habitat . In particolare, il capping sarà realizzato con la tecnologia di “ricostruzione dell’habitat naturale” che, oltre a costituire una barriera fisica rispetto alla fonte di contaminazione, determina la possibilità di attivare processi di rigenerazione dell’intero ecosistema. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 45.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) – 315 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).
  3. Interventi strutturali non impattanti di asportazione selettivadei sedimenti e ricostituzione dell’habitatsaranno effettuati con tecnologie in grado di ridurre drasticamente gli effetti indesiderati connessi alla risospensione dei sedimenti e alla torbidità della colonna d’acqua, nonché con un più accurato controllo delle profondità di asportazione. Sono incoraggiate tecnologie che prevedano il trattamento e riutilizzo dei sedimenti asportati. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 90.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica), 380 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).

LA GARA 

Il bando di gara è stato pubblicato sulla G.U.U.E. del 01.06.18 e sulla G.U.R.I. del 04.06.18 fissando il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al 02.07.18.

Alla scadenza del suddetto termine sono pervenutie n. 10 (dieci) offerte da parte di altrettanti operatori economici.

Con decreto del C. S. n. 216 del 02.07.2018 è stato nominato il Seggio di gara per l’esame delle domande pervenute, con le modalità richiamate nel disciplinare di gara; all’esito dell’attività del seggio di gara sono stati ammessi n. 9 (nove) concorrenti su 10 (dieci).

Il Commissario Straordinario – stazione appaltante – ha, quindi, comunicato a tutti gli operatori ammessi alla procedura, mediante lettera di invito, quale scadenza per la presentazione della documentazione tecnica e dell’offerta economica la data del 22 febbraio c.a. A tal fine il Commissario ha trasferito ai partecipanti il complesso ed articolato progetto elaborato sulla base delle relazioni e delle corpose e dettagliate analisi tecnico – scientifiche.  Trattasi di documentazione elaborata ad hoc corredata di dati e grafici ed articolata in capitoli e sezioni di centinaia di pagine.   In data 22 febbraio 2019 ore 12,00 è giunta l’ultima offerta.

  1. LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA (prequalifica, affidamento della dimostrazione tecnologica, affidamento della progettazione definitiva) 

-A1. Fase di prequalifica (già conclusa), per la verifica dei requisiti di capacità tecnica ed economica dei concorrenti. Tutti i concorrenti prequalificati sono stati invitati a formulare la propria offerta tecnica ed economica, relativa alla sola fase di dimostrazione tecnologica.

I particolari requisiti di ammissione hanno determinato la partecipazione di articolati raggruppamenti di soggetti economici composti da progettisti, imprese e gruppi di ricerca.

– A2. Fase di affidamento della dimostrazione tecnologica (fase attualmente in atto), che prevede una procedura negoziale per la selezione degli operatori a cui sarà affidata la dimostrazione tecnologica degli interventi nelle aree individuate (destinate alla “dimostrazione tecnologica”). Le migliori offerte (in numero massimo di nove come previsto nel disciplinare) parteciperanno alla negoziazione e con ognuna delle migliori tre sarà stipulato un contratto di dimostrazione tecnologica per tutte le tre tecnologie. Ogni contratto prevede l’assegnazione di tre aree per lo svolgimento delle tre tecnologie, in particolare 12 mq per la bioremediation, 800mq per il capping e 2.000 mq per l’asportazione selettiva).

– A3. Fase di affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e realizzazione degli interventi (fase di realizzazione degli interventi che sarà avviata a conclusione della dimostrazione tecnologica): i concorrenti che avranno superato positivamente la fase di dimostrazione tecnologica, mediante la validazione delle tre dimostrazioni tecnologiche a cura di un Comitato Tecnico-Scientifico, saranno ammessi alla procedura di affidamento degli interventi sul I Seno del Mar Piccolo.

  1. LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA [GC1]

A2. DETTAGLIO DELL’AFFIDAMENTO DELLA DIMOSTRAZIONE TECNOLOGICA – FASE IN CORSO

 

L’importo dei tre contratti che costituiscono l’appalto relativo alla fase di dimostrazione tecnologica è pari ad € 4.346.250,00; per ciascun dei tre operatori economici ammessi alla fase di dimostrazione tecnologica l’importo a base di gara è pari ad € 1.448.750,00.

La stesura della graduatoria per la selezione degli operatori economici con i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica è stata affidata alla Commissione giudicatrice, nominata dal Commissario Straordinario.

Detta Commissione, ricevuti dal Commissario Straordinario i plichi pervenuti in seguito alla fase di prequalifica, sta procedendo alla valutazione delle offerte in tre distinti momenti:

FASE IN CORSO

  1. La Commissione sta valutando le offerte tecnico-organizzative ed economiche per stilare la graduatoria dei concorrenti (massimo nove) che avranno superato il punteggio minimo di 50 punti sulla parte tecnico-organizzativa e con i quali avviare la negoziazione, secondo i criteri riportati nel disciplinare pubblicato sul sito del Commissario Straordinario. I plichi pervenuti, infatti, contengono, oltre alla documentazione amministrativa, l’offerta tecnico-organizzativa e l’offerta economica.

FASI DA ESPLETARE

  1. Convocazione dei concorrenti per negoziazione sugli aspetti tecnicidelle offerte per migliorarne il contenuto, attraverso almeno due incontri con i singoli operatori come previsto dal disciplinare. Tutta la fase di negoziazione dovrebbe avvenire in modalità riservata (i candidati non dovrebbero conoscere chi sono i loro concorrenti) fino alla presentazione dell’offerta finale.
  2. valutazione delle offerte finali (offerta tecnica migliorativa offerta contributo economico) dell’operatore economico ai fini di selezionare, secondo i criteri indicati nel disciplinare, i tre concorrenticon i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica. L’offerta tecnica migliorativa conterrà le proposte tecniche ed organizzative migliorative così come individuate durante la negoziazione. L’offerta contributo economico indicherà il contributo che dell’operatore economico a titolo di compartecipazione finanziaria alla dimostrazione tecnologica.

Ai sensi dell’art. 65, comma 5, D.Lgs. n. 50/2016, il Commissario Straordinario potrà decidere, dopo ogni fase, di risolvere il partenariato per l’innovazione, ovvero potrà ridurre il numero degli operatori risolvendo i singoli contratti. In ogni caso è facoltà della Stazione Appaltante di non procedere all’ammissione della dimostrazione tecnologica e, quindi, alla gara qualora nessun offerta risulti conveniente o idonea in relazione all’oggetto dell’appalto.

Ciascuna delle tre tecnologie realizzate dall’operatore economico ammesso alla fase di dimostrazione tecnologica, sarà soggetta a validazione da parte di un Comitato Tecnico-Scientifico, individuato e nominato, con apposito atto dal Commissario Straordinario, successivamente all’avvenuta aggiudicazione della fase di affidamento di dimostrazione tecnologica

Il Commissario Straordinario ha predisposto un vademecum di supporto alla Commissione giudicatrice che è stato consegnato, ai componenti designati, prima dell’apertura dei plichi.

Rai Puglia, doppia diretta dai luoghi della bonifica di Taranto

Taranto, 12 giugno 2020  –  Doppia diretta dai luoghi della bonifica e della rigenerazione di Taranto. La RAI Puglia fa tappa presso il Mar Piccolo, nell’area di rimozione del Mercato Ittico Galleggiante, al cantiere del Cimitero di San Brunone, alla ex – Cemerad, deposito di rifiuti radioattivi e alle scuole del quartiere Tamburi.

La prima diretta si svolge alle 7,40 presso il cantiere allestito per rimuovere la piattaforma affondata del Mercato Ittico Galleggiante. Il MIG è centrale per la valorizzazione della filiera della mitilicoltura. Qui nascerà il nuovo punto di sbarco per la lavorazione dei mitili. Entro i prossimi tre mesi si procederà alla rimozione della grande piattaforma di 2 mila tonnellate di ferro ed altri materiali.  In questi giorni sono stati effettuati rilievi con drone e rilievi batimetrici.

La rimozione del relitto è solo uno dei 12 interventi attivati per la bonifica dello specchio d’acqua tarantino. Il lavoro ha avuto inizio con la rimozione sostenibile e lo smaltimento dei materiali di natura antropica presente sui fondali dai quali sono già stati rimossi oltre 500 tonnellate di rifiuti ( autovetture ,rifiuti urbani indifferenziati, relitti metallici, eliche, cavi di acciaio e altro materiale) . Poche ore per affondare auto e altri rifiuti e più di due anni per rimuoverli. Per evitare di compromettere il sistema ambientale sottomarino e la straordinaria biodiversità del mare.

 

Le telecamere della televisione pubblica hanno poi visitato il cantiere del Cimitero di San Brunone dove proseguono le attività di esumazione per la bonifica dei terreni.  In queste ore è stata allestita una tendostruttura, area di decontaminazione, che consente di ottimizzare i lavori e non compromettere la fruibilità dei luoghi ai visitatori. Poi tappa alla ex Cemerad, dove, dopo quasi venti anni con il Commissario Corbelli è stata attivata la rimozione e l’allontanamento di  fusti di materiale radioattivo provenienti dall’esplosione e dalla nube radioattiva di Chernobyl, che tanta angoscia hanno destato nei cittadini di Taranto. Ad oggi sono stati allontanati 13 mila fusti su 16.500. A fornire i numeri e i dettagli sull’avanzamento dei lavori di bonifica ci sono i dirigenti del Commissario Straordinario Gennaro Capasso e Raffaele Velardo. (intervistati con la Corbelli)

Luogo della seconda diretta televisiva sono le aree rigenerate delle scuole del Quartiere Tamburi. Sullo sfondo un grande murale realizzato sulla parete dei campetti sportivi. Le immagini dipinte sono tratte dai disegni degli allievi delle scuole che hanno partecipato al progetto formativo e di educazione ambientale “ La scuola racconta e…”.

Taranto e i tarantini non possono essere raccontati esclusivamente in riferimento a ex ILVA. Taranto è tante straordinarie altre cose che devono far emergere i decisori politici, i media e tutti quelli che operano e lavorano per la rinascita della città sui due mari. A Taranto è stato avviato un modello innovativo di bonifica delle aree di crisi ambientale complesse che va oltre gli interventi classici di riqualificazione ambientale, e che punta ad individuare le cause dell’inquinamento con l’obiettivo di eliminare o diminuire le pressioni e gli impatti delle fonti inquinanti sul territorio e sulla popolazione.

È stato questo il messaggio del Commissario Straordinario, Vera Corbelli, che ha chiuso il servizio in diretta della RAI Puglia.