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Webinar | Il Mezzogiorno nello sviluppo del paese. Le bonifiche un’opera centrale per l’economia dei territori. “

“Il Mezzogiorno per uno sviluppo sostenibile. Le bonifiche un’opera centrale per l’economia dei territori”. È questo il tema del seminario in webinar che avrà luogo il prossimo 10 luglio , alle ore 16,30, promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, dall’Area Metropolitana di Napoli, da CGIL, CISL, UIL di Taranto, su iniziativa del Comitato civico, CammiNaTA, organizzato da Sirio Marketing & Comunicazione.

Il webinar sarà seguibile ufficialmente sulla pagina sociale di CammINa-Ta all’indirizzo www.facebook.com/camminaTa20  nonché sulle diverse pagine istituzionali aderenti al webinar

Ad introdurre i lavori e condurre il seminario sarà Giancarlo Turi Uil Taranto.

Interverranno

Vera Corbelli  Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale  e Commissario Straordinario alla Bonifica di Taranto – Ambientalizzazione e  Rigenerazione:  Taranto città laboratorio nell’area del Mediteraneo

Francesco Jovino– Citta metropolitana di Napoli
” Piano strategico: declinazione di una strategia di co- pianificazione”

Terenzio Lo Martire Presidente Cammina-TA – Taranto
”Le possibili forme di aiuti finanziari per uno sviluppo sostenibile del territorio e del Mezzogiorno.

Adriano Giannola. Presidente Svimez – La ripresa del Paese passa per il Mezzogiorno

Giancarlo Turi, Uil Taranto.  – Azioni e strumenti  per lo sviluppo sostenibile del sistema area Vasta di Taranto.


La sostenibilità dei Territori non può che passare per la  riqualificazione ambientale. L’economia circolare, non ci sono più molti dubbi a riguardo, è uno dei modelli di sviluppo dei prossimi anni. Lo hanno capito da tempo diverse istituzioni delineando scenari e progetti concreti per i prossimi decenni: vanno in questa direzione, per esempio, l’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile e il framework Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite, il Pacchetto sull’Economia Circolare varato dalla UE e la proposta di decarbonizzazione al 2050 della Commissione Europea. L’economia circolare rappresenta un cambiamento di prospettiva “epocale” e, allo stesso tempo, un’opportunità sistemica di coniugare le esigenze di crescita sostenibile e di lotta allo spreco con quelle di competitività e innovazione.

L’Unione Europea valuta in 600 miliardi di euro all’anno la possibile riduzione dei costi industriali associabile alla prevenzione dei rifiuti, all’ecodesign e al riutilizzo dei materiali e stima in circa 700mila nuovi occupati l’effetto positivo della transizione verso modelli di business circolari. Numeri importanti, che superano la dicotomia percepita tra sostenibilità e crescita, da sempre il fattore critico che ha frenato la trasformazione del sistema produttivo verso modelli più sostenibili. Non è quindi un caso che questo tema sia oggetto di studio, per un protagonista dell’innovazione come Accenture, arrivata a definire un Sustainability Value Framework che identifica gli impatti dell’economia circolare sia sulla cosiddetta “top line” (nuovi prodotti legati alla sostenibilità e miglioramento del valore intangibile) che sulla “bottom line” (riduzione dei costi e miglioramento della gestione del rischio). L’opportunità di new business legata alla circolarità a livello globale vale, secondo gli esperti, qualcosa come 4,5 trilioni di dollari al 2030 ed è legata all’eliminazione delle diverse voci di spreco dell’economia lineare (risorse, cicli di vita, capacità e componenti di valore) attraverso l’introduzione di energia rinnovabile e materiali di natura biologica, la rigenerazione e l’erogazione di servizi per l’ottimizzazione e la condivisione delle risorse, l’incremento delle pratiche di riciclo e il recupero di energia.

Una nuova progettualità, che punta a incrementare del 25% il PIL e ridurre il divario Nord/Sud: coordinare pianificare ed implementare è il compito alto della politica che deve tener conto delle diverse peculiarità di ogni singolo Territorio, che non può prescindere da regìe superiori che devono essere al servizio delle diverse comunità e delle proprie caratteristiche intrinseche.

Perno imprescindibile per il rilancio del Paese Italia è il Mezzogiorno che deve essere l’elemento a cui ogni decisione deve fare riferimento, scrigno di economie connesse a sistemi produttivi e filiere diverse

Abbandonando gli abituali concetti localistici, bisogna guardare al futuro con una collaborazione ecosostenibile e condivisa, tenendo conto delle evoluzioni nazionali, internazionali e mondiali, della programmazione di scelte ormai divenute obbligatorie e impellenti così come tra l’altro stabilisce la stessa Agenda 2030.

Lo sviluppo  e il potenziamento delle filiere produttive esistenti e il lancio di nuove, il rilancio economico e il recupero funzionale del territorio, la creazione di nuovi posti di lavoro e, non ultima, una maggiore e consapevole sostenibilità ambientale in quella che oggi è una visione green, sono obiettivi che il Governo, a livello nazionale, e le realtà regionali e comunali, a livello locale, devono tenere presente e perseguire in maniera strutturata.

Un regolamento di attuazione che riduca la burocrazia e punti alla realizzazione delle zone a burocrazia zero, la nomina di una figura Commissariale di tutto il territorio meridionale in sinergia con le diverse entità territoriali comunali, nonché le associazioni sindacali e datoriali sono il giusto proseguo a tale esigenza, cosi come il CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) prevede.

I tempi sono maturi per un progetto che veda al centro dell’attenzione la filiera Mare/Terra/Mare, in cui la migliore qualità del verde, la riqualificazione delle aree abbandonate e il relativo recupero, con nuove finalità di funzione, deve essere teso allo sviluppo della sostenibilità ambientale e delle economie connesse in un processo innovativo di smart city e di tecnologie ecosostenibili.

Come ricorda il Piano Strategico Metropolitano-  PSM 2.0: “Il contenimento del consumo di suolo e la rigenerazione urbana sono due temi fortemente legati, in quanto l’esigenza di attivare politiche di riqualificazione nasce soprattutto dal riconoscimento del territorio come bene comune e risorsa non rinnovabile e, come tale, da preservare. La riduzione del consumo di suolo è obiettivo primario della normativa europea, nazionale e regionale”.

In sintonia con l’obiettivo europeo che prevede l’azzeramento del consumo netto di suolo al 2050 e l’Agenda ONU che richiede lo sforzo di anticiparlo al 2030.  I tempi sono maturi per essere protagonisti del cambiamento ed attuarlo.

 

Ambiente, bonifica Taranto modello per l’Italia. Il Commissario Corbelli presenta il Piano di Monitoraggio Integrato

Accordi di collaborazione istituzionale, con l’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, Nucleo Operativo Ecologico e Comando Provinciale di Taranto – e con l’Istituto Superiore di Sanità.

Roma, 2 luglio –  L’attuazione della rete di Monitoraggio Integrato ha preso il via sulla base del progetto redatto. Nel prossimo mese di ottobre riprenderanno le nuove attività di rilevamento dei dati ambientali così come previsto dal progetto elaborato dal Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto, Vera Corbelli. Conclusa la progettazione, sono ora in corso le procedure per l’espletamento delle gare dedicate all’acquisto delle forniture, delle strumentazioni e dei servizi necessari, prevalentemente strumenti di indagine e software per l’elaborazione dei dati. Un “mega cervellone informatico”, riceverà le informazioni dagli oltre cinquecento siti o stazioni mobili e fisse di monitoraggio e dai laboratori di analisi e li incrocerà e rielaborerà fornendo informazioni sulla qualità delle acque e dei suoli e dei sedimenti.

I rilievi su base annua lungo tutta la rete di monitoraggio vede per le acque superficiali 227.760 dati, 777.813 dati per le acque sotterranee, 1.909.680 per il comparto mare, 24.136 per il comparto suolo, 6.237 per la matrice alimentare. Il comparto mare si avvarrà di 16 piattaforme di rilevamento, 8 nel Mar Piccolo di Taranto e 8 nel Mar Grande di Taranto, 12 camere bentiche nel Mar Piccolo e 41 stazioni mobili, di cui 24 nel Mar Piccolo e 17 tra Mar Jonio e Mar Grande.

Per la prima volta si si attua un percorso innovativo più̀ ampio rispetto a quello delineato nell’ambito del Protocollo d’intesa del 2012 (in linea con i contenuti della Legge 20/2015, valutata e condivisa dal Tavolo Istituzionale Permanente nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo), condotto con l’attuazione di una serie di azioni/interventi in serie ed in parallelo, a medio e lungo termine, che affronta le problematiche ambientali nella loro interezza per fornire risposte efficaci ed efficienti basate su valutazioni di altissimo valore tecnico e scientifico, continuamente e costantemente controllate attraverso: una cooperazione delle forze dell’ordine e delle istituzioni scientifiche, la partecipazione attiva degli Enti preposti ed il coinvolgimento di tutti stakeholder, un costante monitoraggio. La progettazione sviluppata costituisce un “prodotto” del percorso tecnico-scientifico-gestionale innovativo multiscalare e multidisciplinare, che in una visione in una visione integrata e di tipo “top down, è stato realizzato sull’area di crisi ambientale.

Percorso che si è fondato sulla conoscenza: dello stato attuale, dell’evoluzione del sistema fisico/ambientale e dei processi geo-chemio-meccaniciche agiscono al suo interno, in una visione integrata ed olistica. Il percorso innovativo, così circoscritto, ha consentito di determinare e declinare un sistema di monitoraggio finalizzato alla tutela della salute e dell’ambiente e rappresenta, nel contempo, il presupposto ineludibile, per la progettazione e realizzazione di ulteriori interventi di bonifica, ambientalizzazione e rigenerazione dell’area di riferimento.

Il Piano di Monitoraggio Integrato contempla l’intera Area di Crisi Ambientale di Taranto essendo le cause e le sorgenti di contaminazione molteplici e diffuse su tutto il territorio ed i vettori di trasporto condizionati da domini fisici ben più̀ ampi dei siti interessati dagli interventi. Le risultanze del monitoraggio consentiranno di valutare l’efficacia delle differenti azioni/interventi poste in essere e, eventualmente, rivedere alcune delle misure in atto e/o programmate. Un aspetto fondamentale derivante da questa iniziativa risiede appunto nel fatto che, mediante il monitoraggio dinamico di tutti gli aspetti relativi alle pressioni ambientali, sarà̀ possibile identificare l’impatto delle pressioni anche sugli insediamenti di produzione e salvaguardare la sicurezza alimentare rispetto alle produzioni locali

In tale ambito, potendo contare su strumentazioni che inviano dinamicamente indicazioni sulla presenza e concentrazione di inquinanti

Attraverso la strumentazione e lo studio del territorio in relazione ai suoi vari aspetti, sarà̀ possibile anche avviare azioni di contrasto alle eco-mafie (discariche abusive di materiali tossici, occultamento sotto i terreni di involucri contenenti sostanze tossiche) e limitarne l’impatto rispetto ai cittadini ed alla sicurezza alimentare. il “Sistema di Monitoraggio integrato Acqua e Suolo”, un progetto, scaturito da una partecipazione e condivisione con tutti soggetti interessati, quali: MATTM, ISS, ISPRA, ARPA ed ASL.

L’attuazione del “Sistema di Monitoraggio”, finalizzato alla tutela delle risorse ambientali ed alla sicurezza per la salute umana, vede la partecipazione diretta, mediante accordi di collaborazione istituzionale, dell’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni SanitàNucleo Operativo Ecologico Comando Provinciale di Taranto – e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il Piano di Monitoraggio consente il controllo, nel tempo, delle matrici ambientali: acque, suolo e sottosuolo, nonché quello delle matrici alimentari di origine vegetale; e la costante verifica dell’evoluzione degli scenari di contaminazioni .

592 sono le stazioni di monitoraggio  all’interno dei 564 chilometri quadrati di area di crisi ambientale, attraverso le quali sarà: controllato lo stato qualitativo e quantitativo delle acque superficiali e delle acque sotterraneerilevati i fattori meteomarini-oceanografici e i fattori fisici, fisico-chimici, ambientali ed ecotossicologici del Mar Piccolo e del Mar Grandecontrollato lo  stato qualitativo dei suoli; monitorata la matrice alimentare di origine vegetale destinata sia all’alimentazione umana sia all’alimentazione zootecnica.

Nelle more di attivare la rete di monitoraggio integrato, il Commissario Straordinario ha già̀ eseguito, attività̀ di monitoraggio:

  • dello stato qualitativo della colonna d’acqua e dei sedimenti nel Mar Piccolo di Taranto;
  • dello stato quali-quantitativo della falda sotterranea;
  • meteo-climatico, mediante l’istallazione di n.3 stazioni presso i Comuni di Statte e Montemesola e presso la sede del POLIBA di Taranto
  • idrometrico, mediante l’istallazione di n. 1 stazione presso il Fiume Galeso
  • dello stato quali-quantitativo dei principali corsi d’acqua.

“Abbiamo aderito molto volentieri a questo progetto proprio per la sua importanza in un’area che merita grande attenzione da parte delle istituzioni per riportare luoghi importanti per l’economia nazionale ad un migliore livello di qualità della vita”. Lo ha detto il generale Adelmo Lusi del Comando carabinieri per la Tutela della salute, intervenendo oggi a Roma, nella sede del comando dei Nas, alla presentazione del piano di monitoraggio integrato acqua e suolo dell’area di Taranto, iniziativa che parte dal commissariato di Governo per la bonifica di Taranto e vede coinvolto anche l’Istituto Superiore di Sanita (Iss), Arma dei Carabinieri attraverso i nuclei specializzati Nas e Noe e il comando provinciale di Taranto, e l’Ispra. “I Carabinieri – ha detto il generale Lusi – cercheranno di portate nei nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, il proprio contributo professionale, con l’esperienza che i Nas hanno acquisito nel tempo, per migliorare se possibile il lavoro che è stato svolto”. Per il generale Maurizio Ferla, del comando Carabinieri Nucleo operativo ecologico (Noe), “siamo stati come Noe pionieri per questa esperienza visto che aderiamo dal 2016”. Quello di Taranto, ha aggiunto Ferla, “è un territorio che purtroppo conosciamo bene e lo conoscevamo già in quanti destinatari di molte deleghe dell’autorità giudiziaria. Sappiamo – ha sostenuto Ferla – che è un territorio molto problematico ma quello che noi abbiamo eseguito lì, sul campo, quello che abbiamo notato, non è stato niente di più e niente di meno rispetto allo scempio che possiamo osservare in varie parti del territorio nazionale”. “Abbiamo compiuto decine di sopralluoghi e visto oltre 400 siti”. “Per ogni sito – ha proseguito il generale Ferla – abbiamo trovato rifiuti che dimostrano la crisi del ciclo dei rifiuti che riguarda l’Italia e il Sud in particolare, tranne qualche eccezione. Si tratta di abbandoni incontrollati ma non è una caratteristica peculiare di Taranto” ha rilevato Ferla che poi, fornendo alcuni dati dell’attività dei Carabinieri, ha citato la scoperta di 89 siti contenenti amianto e i 5 siti sottoposti a sequestro.

“L’iniziativa messa in campo per Taranto è meritevole della massima attenzione, conosco il lavoro che il commissario di governo, Vera Corbelli, ha effettuato e adesso la collaborazione dell’Arma dei carabinieri assicura un nuovo successo, un nuovo traguardo di quella che è un’opera di risanamento necessaria e che penso possa essere un modello anche per altre parti d’Italia”. Lo ha detto Gianni Letta, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervenendo oggi alla presentazione del piano di monitoraggio integrato acqua e suolo dell’area di Taranto svoltasi a Roma nella sede del comando Nas dei Carabinieri. “È un modello – ha detto Letta – che spesso esaltiamo solo a parole ma quando poi si vedono i risultati, si deve prendere il coraggio di replicare anche altrove, in altre aree del Paese, questo modello. La presenza dei Carabinieri è una garanzia di successo, augurandoci di essere fuori dalla pandemia – ha proseguito Letta – per riprendere non dico la normalità ma per mobilitare tutte le energie del Paese sulla strada dello sviluppo e della crescita. E il Paese – ha sostenuto ancora Gianni Letta – potrà crescere e tornare allo sviluppo, se affronta i problemi di cui si parla oggi, mobilitando le energie in una comunanza di visione”. Il commissario di Governo per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, rispondendo a Letta, ha detto che col monitoraggio ambientale integrato “le forze sane dello Stato si sono messe insieme per portare avanti dei percorsi virtuosi e dare così risposte concrete ai mali di cui è afflitto il nostro territorio”. Per Corbelli, “queste forze sono chiamate, al di la delle persone che le rappresentano, a continuare a lavorare insieme per dare un esempio all’italia e all’Europa. Con questo monitoraggio integrato, abbiamo una stretta connessione tra ambiente e salute”.

 “L’esperienza di Taranto in materia di bonifica e risanamento ambientale ci richiama la necessità di un approccio sì complesso ma integrato e multidisciplinare. Ma questo è anche il modo in cui deve lavorare la pubblica amministrazione. Il lavoro fatto a Taranto dal commissario Vera Corbelli è un modello anche per altre realtà italiane. Un modello che si basa anche sul dialogo col territorio e quindi esprime l’idea di una burocrazia moderna e non chiusa in se stessa. Un modello di buona pubblica amministrazione che dobbiamo valorizzare per il futuro”. Lo ha detto oggi il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, collegandosi col seminario svoltosi presso il comando Carabinieri Nas a Roma dove è stato presentato il piano integrato di monitoraggio acqua e suolo per l’area Sin di Taranto e area di crisi ambientale di Taranto che vede insieme, oltre al commissario di Governo per la bonifica di Taranto, anche Arma dei Carabinieri, attraverso i comandi nazionali dei Nas e del Noe, l’Istituto Superiore di Sanità, il ministero dell’Ambiente, l’Ispra e l’Arpa Puglia.

“L’Istituto Superiore di Sanità collaborerà al piano integrato di monitoraggio ambientale di acqua e suolo dell’area di Taranto. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto (Iss), intervenendo nel seminario . “È un momento molto importante che abbiamo costruito nel tempo – ha detto Brusaferro – ed io mi sono unito a questa iniziativa personalmente l’anno scorso e da quel momento abbiamo avviato una collaborazione intensa. La collaborazione – ha aggiunto il presidente dell’Iss – è poi continuata la scorsa estate, è sfociata anche in questo accordo, che è poi una parte degli altri accordi che sono in atto per fare di Taranto un modello dove la scienza, la tecnologia, le migliori risorse del Paese, nell’ analisi dei fattori di rischio, trovano anche gli spunti e le risorse per superarli e farli diventare un’opportunità di crescita per il nostro Paese”. “Di questo certamente il commissario Corbelli è un’anima – ha sottolineato Brusaferro – e l’Istituto Superiore di Sanita è presente, può essere presente, certamente lo sarà, in quest’opera che riguarda certamente Taranto e che può rappresentare un paradigma per il Paese”.

Intervenuti oggi nel dibattito anche Stefano Laporta, direttore generale di Ispra, Antonio Uricchio, presidente di Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’Università e della ricerca, e Vito Uricchio del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Bonifica Mar Piccolo, Partenariato per l’innovazione: al via la fase di negoziazione 

Lunedì 29 giugno, alle 10,30 con la la fase di negoziazione riparte la gara del Partenariato per l’innovazione, il bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica

Il primo appuntamento della fase 2, quella relativa alla negoziazione, si svolgerà in collegamento dalla sala riunioni della sede operativa del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, c/o Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale – a Caserta.

concorrenti dei Raggruppamenti Temporanei di Imprese – RTI – deputati alla negoziazione e gli esperti dagli stessi indicati incontreranno il Commissario Straordinario e la commissione giudicatrice per presentare, in modo sintetico, le proposte tecniche ed organizzative e le dimostrazioni tecnologiche proposte.

La procedura sarà aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più̀ vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016.

Vista la dichiarazione dello stato di emergenza deliberata dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 gennaio 2020, e dei conseguenti provvedimenti normativi ed emergenziali adottati dalle competenti autorità, la stazione appaltante espleterà l’incontro con i concorrenti ammessi alla Fase 2 della gara con collegamento da remoto nel rispetto delle disposizioni e dei principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia delle procedure amministrative e di gara, richiamati dall’art. 58 d. lgs. cit. (vista anche la delibera ANAC n. 312 del 9 aprile 2020).

Per le modalità di svolgimento degli incontri collettivi ed individuali sono state stilate delle  “Linee Guida”, un documento composto di n. 8 articoli, partecipato ai concorrenti e approvato con decreto commissariale n.106 del 03.06.2020.

Interventi di bonifica del Mar Piccolo


SCHEDA INTERVENTO E RIEPILOGO 

Procedura per l’instaurazione di un partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 D. Lgs. n 50/2016, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più̀ vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016, per l’Affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica

Nell’ambito delle diverse azioni inserite nel Programma di Misure, a medio e lungo termine, il Commissario Straordinario ha dedicato particolare attenzione al Mar Piccolo che, rappresenta un elemento del sistema fisico di grande pregio, sotto il profilo ambientale-economico-produttivo, nel quale si concentrano aree significativamente compromesse.

In considerazione di ciò è stato necessario un approccio innovativo che si è snodato a partire dalla approfondita caratterizzazione delle componenti del sistema fisico -ambientale mediante studi multidisciplinari sinergici. Tali studi sono stati volti alla definizione di caratteristiche fisiche, chimiche, biologiche ed idro -meccaniche da impiegare al fine della modellazione dei processi in atto, della analisi e valutazione degli scenari delle conseguenze ad essi correlati e della definizione delle strategie di mitigazione e progettazione di interventi tecnicamente efficienti, socialmente accettabili e ambientalmente perseguibili.

Proprio in ragione della complessità del sistema fisico chimico del Mar Piccolo , è stato necessario pensare di sottoporre a dimostrazione in scala reale le diverse tecnologie individuate (bioremediationcapping ed asportazione selettiva), mediante la predisposizione di una apposita procedura giuridico-amministrativa e tecnica basata sulla preventiva verifica e validazione in situ dell’efficacia delle tecnologie, nonché delle eventuali proposte migliorative avanzate dai concorrenti, attraverso lo strumento del partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 d.lgs. n. 50/2016, con la compartecipazione finanziaria pubblico-privato prevista dall’art. 158, secondo comma, “PreprocurementAgreement di cui alla comunicazione della Commissione europea COM 799 (2007) del 14 dicembre 2007”.

L’importo complessivo dell’appalto presunto è pari ad € 32.276.250,00

            

INTERVENTI DA ATTUARE

  1. Interventi non strutturali di bioremediation: prevede il recupero assistito delle aree attraverso rimedi naturali, finalizzati all’accelerazione controllata dei processi di autodepurazione ed autoregolazione degli ecosistemi. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 11.000 mq ricadenti nella Zona 2b. Giorni lavorativi 635 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) 635 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).
  2. Interventi strutturali non impattanti di capping e ricostruzione dell’habitat . In particolare, il capping sarà realizzato con la tecnologia di “ricostruzione dell’habitat naturale” che, oltre a costituire una barriera fisica rispetto alla fonte di contaminazione, determina la possibilità di attivare processi di rigenerazione dell’intero ecosistema. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 45.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) – 315 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).
  3. Interventi strutturali non impattanti di asportazione selettivadei sedimenti e ricostituzione dell’habitatsaranno effettuati con tecnologie in grado di ridurre drasticamente gli effetti indesiderati connessi alla risospensione dei sedimenti e alla torbidità della colonna d’acqua, nonché con un più accurato controllo delle profondità di asportazione. Sono incoraggiate tecnologie che prevedano il trattamento e riutilizzo dei sedimenti asportati. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 90.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica), 380 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).

LA GARA 

Il bando di gara è stato pubblicato sulla G.U.U.E. del 01.06.18 e sulla G.U.R.I. del 04.06.18 fissando il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al 02.07.18.

Alla scadenza del suddetto termine sono pervenutie n. 10 (dieci) offerte da parte di altrettanti operatori economici.

Con decreto del C. S. n. 216 del 02.07.2018 è stato nominato il Seggio di gara per l’esame delle domande pervenute, con le modalità richiamate nel disciplinare di gara; all’esito dell’attività del seggio di gara sono stati ammessi n. 9 (nove) concorrenti su 10 (dieci).

Il Commissario Straordinario – stazione appaltante – ha, quindi, comunicato a tutti gli operatori ammessi alla procedura, mediante lettera di invito, quale scadenza per la presentazione della documentazione tecnica e dell’offerta economica la data del 22 febbraio c.a. A tal fine il Commissario ha trasferito ai partecipanti il complesso ed articolato progetto elaborato sulla base delle relazioni e delle corpose e dettagliate analisi tecnico – scientifiche.  Trattasi di documentazione elaborata ad hoc corredata di dati e grafici ed articolata in capitoli e sezioni di centinaia di pagine.   In data 22 febbraio 2019 ore 12,00 è giunta l’ultima offerta.

  1. LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA (prequalifica, affidamento della dimostrazione tecnologica, affidamento della progettazione definitiva) 

-A1. Fase di prequalifica (già conclusa), per la verifica dei requisiti di capacità tecnica ed economica dei concorrenti. Tutti i concorrenti prequalificati sono stati invitati a formulare la propria offerta tecnica ed economica, relativa alla sola fase di dimostrazione tecnologica.

I particolari requisiti di ammissione hanno determinato la partecipazione di articolati raggruppamenti di soggetti economici composti da progettisti, imprese e gruppi di ricerca.

– A2. Fase di affidamento della dimostrazione tecnologica (fase attualmente in atto), che prevede una procedura negoziale per la selezione degli operatori a cui sarà affidata la dimostrazione tecnologica degli interventi nelle aree individuate (destinate alla “dimostrazione tecnologica”). Le migliori offerte (in numero massimo di nove come previsto nel disciplinare) parteciperanno alla negoziazione e con ognuna delle migliori tre sarà stipulato un contratto di dimostrazione tecnologica per tutte le tre tecnologie. Ogni contratto prevede l’assegnazione di tre aree per lo svolgimento delle tre tecnologie, in particolare 12 mq per la bioremediation, 800mq per il capping e 2.000 mq per l’asportazione selettiva).

– A3. Fase di affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e realizzazione degli interventi (fase di realizzazione degli interventi che sarà avviata a conclusione della dimostrazione tecnologica): i concorrenti che avranno superato positivamente la fase di dimostrazione tecnologica, mediante la validazione delle tre dimostrazioni tecnologiche a cura di un Comitato Tecnico-Scientifico, saranno ammessi alla procedura di affidamento degli interventi sul I Seno del Mar Piccolo.

  1. LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA [GC1]

A2. DETTAGLIO DELL’AFFIDAMENTO DELLA DIMOSTRAZIONE TECNOLOGICA – FASE IN CORSO

 

L’importo dei tre contratti che costituiscono l’appalto relativo alla fase di dimostrazione tecnologica è pari ad € 4.346.250,00; per ciascun dei tre operatori economici ammessi alla fase di dimostrazione tecnologica l’importo a base di gara è pari ad € 1.448.750,00.

La stesura della graduatoria per la selezione degli operatori economici con i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica è stata affidata alla Commissione giudicatrice, nominata dal Commissario Straordinario.

Detta Commissione, ricevuti dal Commissario Straordinario i plichi pervenuti in seguito alla fase di prequalifica, sta procedendo alla valutazione delle offerte in tre distinti momenti:

FASE IN CORSO

  1. La Commissione sta valutando le offerte tecnico-organizzative ed economiche per stilare la graduatoria dei concorrenti (massimo nove) che avranno superato il punteggio minimo di 50 punti sulla parte tecnico-organizzativa e con i quali avviare la negoziazione, secondo i criteri riportati nel disciplinare pubblicato sul sito del Commissario Straordinario. I plichi pervenuti, infatti, contengono, oltre alla documentazione amministrativa, l’offerta tecnico-organizzativa e l’offerta economica.

FASI DA ESPLETARE

  1. Convocazione dei concorrenti per negoziazione sugli aspetti tecnicidelle offerte per migliorarne il contenuto, attraverso almeno due incontri con i singoli operatori come previsto dal disciplinare. Tutta la fase di negoziazione dovrebbe avvenire in modalità riservata (i candidati non dovrebbero conoscere chi sono i loro concorrenti) fino alla presentazione dell’offerta finale.
  2. valutazione delle offerte finali (offerta tecnica migliorativa offerta contributo economico) dell’operatore economico ai fini di selezionare, secondo i criteri indicati nel disciplinare, i tre concorrenticon i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica. L’offerta tecnica migliorativa conterrà le proposte tecniche ed organizzative migliorative così come individuate durante la negoziazione. L’offerta contributo economico indicherà il contributo che dell’operatore economico a titolo di compartecipazione finanziaria alla dimostrazione tecnologica.

Ai sensi dell’art. 65, comma 5, D.Lgs. n. 50/2016, il Commissario Straordinario potrà decidere, dopo ogni fase, di risolvere il partenariato per l’innovazione, ovvero potrà ridurre il numero degli operatori risolvendo i singoli contratti. In ogni caso è facoltà della Stazione Appaltante di non procedere all’ammissione della dimostrazione tecnologica e, quindi, alla gara qualora nessun offerta risulti conveniente o idonea in relazione all’oggetto dell’appalto.

Ciascuna delle tre tecnologie realizzate dall’operatore economico ammesso alla fase di dimostrazione tecnologica, sarà soggetta a validazione da parte di un Comitato Tecnico-Scientifico, individuato e nominato, con apposito atto dal Commissario Straordinario, successivamente all’avvenuta aggiudicazione della fase di affidamento di dimostrazione tecnologica

Il Commissario Straordinario ha predisposto un vademecum di supporto alla Commissione giudicatrice che è stato consegnato, ai componenti designati, prima dell’apertura dei plichi.

Rai Puglia, doppia diretta dai luoghi della bonifica di Taranto

Taranto, 12 giugno 2020  –  Doppia diretta dai luoghi della bonifica e della rigenerazione di Taranto. La RAI Puglia fa tappa presso il Mar Piccolo, nell’area di rimozione del Mercato Ittico Galleggiante, al cantiere del Cimitero di San Brunone, alla ex – Cemerad, deposito di rifiuti radioattivi e alle scuole del quartiere Tamburi.

La prima diretta si svolge alle 7,40 presso il cantiere allestito per rimuovere la piattaforma affondata del Mercato Ittico Galleggiante. Il MIG è centrale per la valorizzazione della filiera della mitilicoltura. Qui nascerà il nuovo punto di sbarco per la lavorazione dei mitili. Entro i prossimi tre mesi si procederà alla rimozione della grande piattaforma di 2 mila tonnellate di ferro ed altri materiali.  In questi giorni sono stati effettuati rilievi con drone e rilievi batimetrici.

La rimozione del relitto è solo uno dei 12 interventi attivati per la bonifica dello specchio d’acqua tarantino. Il lavoro ha avuto inizio con la rimozione sostenibile e lo smaltimento dei materiali di natura antropica presente sui fondali dai quali sono già stati rimossi oltre 500 tonnellate di rifiuti ( autovetture ,rifiuti urbani indifferenziati, relitti metallici, eliche, cavi di acciaio e altro materiale) . Poche ore per affondare auto e altri rifiuti e più di due anni per rimuoverli. Per evitare di compromettere il sistema ambientale sottomarino e la straordinaria biodiversità del mare.

 

Le telecamere della televisione pubblica hanno poi visitato il cantiere del Cimitero di San Brunone dove proseguono le attività di esumazione per la bonifica dei terreni.  In queste ore è stata allestita una tendostruttura, area di decontaminazione, che consente di ottimizzare i lavori e non compromettere la fruibilità dei luoghi ai visitatori. Poi tappa alla ex Cemerad, dove, dopo quasi venti anni con il Commissario Corbelli è stata attivata la rimozione e l’allontanamento di  fusti di materiale radioattivo provenienti dall’esplosione e dalla nube radioattiva di Chernobyl, che tanta angoscia hanno destato nei cittadini di Taranto. Ad oggi sono stati allontanati 13 mila fusti su 16.500. A fornire i numeri e i dettagli sull’avanzamento dei lavori di bonifica ci sono i dirigenti del Commissario Straordinario Gennaro Capasso e Raffaele Velardo. (intervistati con la Corbelli)

Luogo della seconda diretta televisiva sono le aree rigenerate delle scuole del Quartiere Tamburi. Sullo sfondo un grande murale realizzato sulla parete dei campetti sportivi. Le immagini dipinte sono tratte dai disegni degli allievi delle scuole che hanno partecipato al progetto formativo e di educazione ambientale “ La scuola racconta e…”.

Taranto e i tarantini non possono essere raccontati esclusivamente in riferimento a ex ILVA. Taranto è tante straordinarie altre cose che devono far emergere i decisori politici, i media e tutti quelli che operano e lavorano per la rinascita della città sui due mari. A Taranto è stato avviato un modello innovativo di bonifica delle aree di crisi ambientale complesse che va oltre gli interventi classici di riqualificazione ambientale, e che punta ad individuare le cause dell’inquinamento con l’obiettivo di eliminare o diminuire le pressioni e gli impatti delle fonti inquinanti sul territorio e sulla popolazione.

È stato questo il messaggio del Commissario Straordinario, Vera Corbelli, che ha chiuso il servizio in diretta della RAI Puglia.

Bonifica e monitoraggio: accordo tra il Commissario Straordinario, Carabinieri per la Tutela della Salute, Carabinieri di Taranto e Istituto Superiore di Sanità

Brusaferro (Istituto Superiore Sanità):
Approccio innovativo per valutare contemporaneamente l’impatto ambientale e sulla salute.

Vera Corbelli: una rete di attori qualificati per potenziare i benefici del Piano Integrato

 

Taranto, 5 giugno  – L’attuazione del Piano di Monitoraggio Integrato attivato dal Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, si avvale anche della collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, Il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto.  Grazie all’accordo firmato in data odierna si rafforza e potenzia la rete di soggetti che insieme contribuiscono alla piena realizzazione di azioni finalizzate all’attuazione degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di crisi ambientale di Taranto.

Insieme al Commissario Straordinario, Vera Corbelli hanno firmato l’accordo il Generale Adelmo Lusi del Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità- ISS- Silvio Brusaferroe il Colonnello Luca Steffensen, del Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto.

Le attività vedono, altresì, il coinvolgimento anche del nucleo operativo per l’Ambiente con il quale, nella persona del Generale Maurizio Ferla, è stato già firmato un precedente  Accordo .

Sono circa 600, complessivamente, le stazioni e i siti attivati dal Piano di Monitoraggio Integrato che opera sul comparto delle acque superficiali, sul comparto delle acque sotterranee, del mare e del suolo.

Il Piano è fondato sull’analisi estensiva e accurata di tutti i fattori che concorrono allo sviluppo di un’alterazione ambientale negativa capace di generare un danno per l’ambiente e per la salute dell’uomo.

Il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Arma dei Carabinieri si esprime con particolare riferimento all’attuazione del Piano di Monitoraggio Ambientale Integrato, specificatamente per le azioni connesse alla contaminazione alimentare rinveniente da inquinamento di origine antropica ed anche alla tutela della salute pubblica in relazione alle patologie di origine ambientale correlate.

Il Contratto Istituzionale di Sviluppo prevede, tra l’altro, l’intervento denominato “Piattaforma per un sistema integrato di riqualificazione dell’Area Vasta di crisi ambientale comprensive di attività di monitoraggio e tecniche innovative sperimentali.

In relazioni al monitoraggio delle matrici ambientali e per la realizzazione di attività di reciproco interesse il Commissario Straordinario ha già posto in essere, tra gli altri, accordi con ISPRA, con ISS, con ARPA Puglia, con la Azienda Sanitaria Locale (ASL) di Taranto, con l’Autorità Portuale di Taranto e con la Comunità Scientifica.

La Rete di Monitoraggio Ambientale Integrato è inoltre uno strumento essenziale per la valutazione degli effetti delle attività di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione, in atto sul territorio, sull’evoluzione della qualità̀ dell’ambiente.  Sviluppa strumenti, fondati sulla conoscenza, acquisita in tempo reale e scientificamente validata e che sono di supporto alle decisioni e all’attuazione di ulteriori   interventi strutturali e non strutturali.

Il Piano di Monitoraggio Integrato è stato approvato con delibera del Commissario n. 91 del 30 aprile 2020 (qui il link al decreto https://bit.ly/3barTOu)  ed è stato trasferito, gia oggetto di confronto e condivisione, al MATTM, all’ISPRA, all’ISS, all’ARPA Puglia e all’ASL di Taranto. Ha un valore economico complessivo di 9 .193. 272,15 € e secondo la pianificazione indicata nel cronoprogramma, terminerà nel giugno del prossimo anno.

“L’attività che il Commissario sta portando avanti – dice Vera Corbelli – è un percorso innovativo più̀ ampio rispetto a quello individuato nel protocollo d’intesa del 2012, che attua di una serie di interventi, a medio e lungo termine e che affronta le problematiche ambientali nella loro interezza per fornire risposte efficaci ed efficienti basate su valutazioni di altissimo valore tecnico e scientifico. Azioni che oggi si rafforzano grazie a questo nuovo accordo di cooperazione tra le forze dell’ordine, le istituzioni scientifiche, la partecipazione attiva degli Enti preposti ed il coinvolgimento di tutti stakeholder. Con l’obiettivo di consentire un risparmio della spesa pubblica – prosegue la Corbelli – la rete di monitoraggio beneficerà̀ di alcuni punti di misurazione già̀ esistenti e funzionali agli obiettivi prefissati. Il Piano di Monitoraggio Ambientale –  aggiunge il dr Gennaro Capasso Rup del progetto – si caratterizza, inoltre, per la sua dinamicità̀, sia nello spazio, sia nel tempo e potrà̀ subire variazioni in termini di frequenza di campionamento e in virtù̀ degli esiti che via via si registreranno nel corso del monitoraggio nelle differenti matrici ambientali e delle valutazioni ad esse associate”. 

“La rete e le azioni su cui stiamo lavorando in maniera coordinata e che continueremo a rafforzare sono un approccio innovativo – dichiara Silvio Brusaferro, Presidente dell’ISS  – che permette di valutare contemporaneamente  l’impatto ambientale e sulla salute. L’approccio, che potrebbe essere adottato anche in altri siti italiani, non è solo retrospettivo ma  basato su una analisi estesa ed integrata volta a prevenire e controllare i rischi in un contesto di sostenibilità”.

 Per il Comando dei Carabinieri di Taranto –  “Quello siglato oggi è un accordo che conferma l’attenzione verso i temi di tutela alimentare ed ambientale su cui l’Arma dei Carabinieri focalizza da tempo grandi risorse, anche grazie al supporto delle sue componenti specializzate quali il Comando per la Tutela della Salute e il Comando Unità Ambientale Forestale e Alimentare, di recente istituzione, nonché suggella una collaborazione con enti istituzionali che forniscono elementi scientifici a supporto delle attività territoriali” .  

Il Piano di Monitoraggio in breve (esempi)

Per fare alcuni esempi, per il comparto suolo sono stati attivati 297 siti di campionamento per verificare l’idoneità̀ dei suoli all’agricoltura e all’allevamento. E saranno anche campionate ed analizzate alcune matrici alimentari di origine vegetale, anche quelle destinante all’alimentazione degli animali.

Per il comparto mare sono state predisposte 16 piattaforme fisse di rilevamento di cui  8 nel Mar Piccolo e 8 fuori dalla rada e nel Mar Grande (ondametri, correntometri, mareografi, anemometri, sonde multiparametriche); 12 camere bentiche di cui 8 nel I Seno e 4 nel II Seno del Mar Piccolo (per misurare i tassi di variazione o di movimento dei contaminanti nei sedimenti); 24 stazioni mobili nel Mar Piccolo e 17 nel Mar Grande e Mar Jonio per l’esecuzione di campagne periodiche di rilevamento dello stato qualitativo (chimico ed ecotossicologico) della colonna d’acqua e dei sedimenti marini.

Si tratta di una progettazione di grande complessità che partendo dalle risultanze di studi, indagini ed analisi eseguite dal Commissario Straordinario sull’Area Vasta di Taranto, (corroborati dagli esiti di studi e/o monitoraggi eseguiti da altri Soggetti Istituzionali,) ha consentito di elaborare un Modello Concettuale Preliminare capace di descrivere, su Area Vasta:

  • –  il contesto geo-ambientale di riferimento;
  • –  le potenziali sorgenti di contaminazione primarie e secondarie;
  • –  le probabili sostanze contaminanti presenti nelle matrici ambientali;
  • –  le modalità̀ di migrazione degli inquinanti dalle sorgenti ai bersagli;
  • –  i possibili bersagli.

Il monitoraggio, in funzione delle caratteristiche delle matrici ambientali da controllare e ai contaminanti da esaminare, impiegando innovative tecnologie, sarà̀ attuato mediante la misurazione, valutazione e determinazione di parametri fisico-ambientali e  di livelli di inquinamento, periodica e continua, permettendo, nel contempo, la conseguente elaborazione di una piattaforma integrata di supporto alle decisioni.

Può contare su strumentazioni che inviano dinamicamente indicazioni sulla presenza e concentrazione di inquinanti, in aggiunta alla definizione delle aree attualmente inquinate. Sarà̀ possibile verificare l’impatto delle zone inquinate sulle aree circostanti, nonché́ l’individuazione di nuove aree.

Il Piano di Monitoraggio Integrato è una parte fondamentale della complessità di azioni realizzate dal Commissario Straordinario che, nel mettere a sistema quanto predisposto ed in corso, contempla l’intera Area di Crisi Ambientale.

L’attività del Commissario, è un’azione di sistema, che ha investito ed abbracciato l’Area Vasta di Taranto, le Aree contermini, valutando e progettando soluzioni di riqualificazione ambientale e di rigenerazione urbana. Un esempio è anche la progettualità sviluppata per gli ex cantieri Tosi, misure correlate all’intero processo di ambientalizzazione e riqualificazione sull’area di crisi ambientale di Taranto e che compongono il quadro generale dell’Azione di Sistema relativa al Mar Piccolo. Una progettualità, quella degli ex canteri Tosi, finalizzata alla rifunzionalizzazione ambientale del water front anche attraverso lo sviluppo della filiera del turismo con il recupero dei sistemi urbani abbandonati.

 

Per ulteriori approfondimenti:

http://www.commissariobonificataranto.it/interventi-prioritari/

La bonifica a Taranto è best practice: modello di rigenerazione nella Carta delle Bonifiche

Sottoscritta la Carta delle Bonifiche Sostenibili alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa.

Taranto, 4 giugno  – “Se la bonifica in corso a Taranto è diventata un modello le ragioni sono molteplici. Abbiamo approcciato il problema guardando oltre. Oltre i limiti e gli ostacoli e trovando sempre soluzioni nuove. Tenendo conto delle caratteristiche e della complessità del sistema fisico di riferimento, delle pressioni esistenti e dei relativi impatti, abbiamo affronto la problematica ambientale con un approccio innovativo interdisciplinare e multiscalare”. Lo ha detto il Commissario Straordinario, Vera Corbelli intervenendo a Hub Tecnologica Campania, che si è aperta questa mattina, 4 giugno, con la prima edizione completamente digitale. La sessione di apertura ha visto protagonisti la Conferenza Nazionale Hub Tecnologica Campania: bonifica dei siti contaminati, innovazione tecnologica, confronto permanente pubblico-privato e rilancio economico e la sottoscrizione della Carta delle Bonifiche Sostenibili alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa. 

L’innovazione – ha proseguito la Corbelli nel corso del suo intervento –  ha rappresentato l’elemento chiave in ogni attività messa in campo sia nel metodo scientifico che nella condivisione con gli attori del territorio. L’attività che il Commissario sta portando avanti è un percorso innovativo più̀ ampio rispetto a quello individuato nel protocollo d’intesa del 2012, che affronta le problematiche ambientali nella loro complessità per fornire risposte efficaci ed efficienti basate su valutazioni di altissimo valore tecnico e scientifico.  Anche per tutto questo il modello Taranto è diventata una best practice, un modello integrato di gestione da esportare in altri contesti nazionali ed europei. Che viene già  ora applicata in altri luoghi da bonificare, come Bagnoli, a Napoli,  con il cui Commissario abbiamo stretto un’alleanza per rafforzare gli effetti degli interventi messi in campo”.

Il Ministro Sergio Costa nel suo intervento ha comunicato che il Ministero dell’Ambiente è prossimo a definire il DL Semplificazioni e che sarà probabilmente Legge entro il mese di Agosto. “Desideriamo semplificare quanto più possibile il perimetro di ingaggio della norma. Lavoreremo su due piani, sul DL semplificazioni già sapendo che lanceremo la sfida finale nel collegato ambientale che entro questo mese verrà presentato al Consiglio dei Ministri. Per fare tutto questo abbiamo bisogno del vostro aiuto. La Carta della Bonifiche Sostenibili, che io ho già sottoscritto, è un importante manifesto che però deve divenire presto una vera e propria norma con al centro la bonifica sostenibile. La biodiversità e la tutela delle 3 matrici aria, acqua, terra non possono non essere prese in considerazione” il Ministro Costa termina lanciando una sfida “Danno ambientale e bonifiche devono essere affrontate insieme. Chi firma la Carta accetta la nostra sfida!” 

Alla prima sottoscrizione della Carta sulle Bonifiche Sostenibili hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa e il Sottosegretario Roberto Morassut, il Presidente di Ispra e Presidente del Sistema Nazionale Spna Stefano Laporta, il GenGiuseppe Vadalà Commissario Straordinario per la Bonifica delle Discariche abusive, Vera Corbelli Commissario Straordinario per la bonifica dell’Area Vasta di Taranto e Segretario Generale Autorità di Bacino Idrografico dell’Italia Meridionale, Filomena Maggino Presidenza del Consiglio Dei Ministri Benessere Italia, Raffaele del Giudice Assessore all’Ambiente del Comune di Napoli e Stefano Sorvino Commissario Straordinario ARPA Campania e Vito Bruno Direttore Generale di ARPA Puglia.

Cimitero di San Brunone: proseguono i lavori. Garantita fruibilità per i visitatori

Taranto, 1 giugno 2020 – Al fine di ottimizzare i lavori del cantiere presso il cimitero di San Brunone e per non compromettere la fruibilità dei luoghi ai visitatori si procederà alla bonifica di un campo per volta. Nelle foto si mostra il campo numero 20, il primo oggetto degli interventi e nel quale è in corso di allestimento una tendostruttura. Saranno inoltre ridotte al minimo le operazioni con potenziale dispersione di polveri in atmosfera e sarà all’uopo allestita un’idonea area confinata, isolata dall’ambiente esterno mediante la tendostruttura movibile. La tendostruttura sarà rimossa al termine dell’intervento di bonifica del sito.

Per prevenire eventuali rilasci nel suolo e sottosuolo di inquinanti derivanti dallo stoccaggio dei terreni l’area pavimentata della tendostruttura sarà impermeabilizzata mediante idoneo telo in HDPE protetto da lastre metalliche per evitare lacerazioni del telo durante le fasi di lavorazioni. (vedi foto).

Lavori di Bonifica | aggiornamento al 24 giugno 2020

Terreno pronto per il campionamento e la caratterizzazione.Nella tensostruttura vengono conservati, i cumuli di terreno rimossi per essere sottoposti ad analisi per l’attribuzione del codice rifiuto (CER) . Vengono poi conferiti nella discarica autorizzata. 

Lavori di Bonifica | aggiornamento al 10 giugno 2020

Getto calcestruzzo per massetto – Realizzazione piattaforma tendostruttura  – Posizionamento piastre  – Posizionamento unità di decontaminazione – Attività di esumazione 

 


Lavori di bonifica al Cimitero di San Brunone

Superata la Fase 1 dell’emergenza COVID, il cantiere dei lavori del cimitero di San Brunone aveva riaperto nel rispetto del protocollo di sicurezza dei lavoratori e l’11 maggio scorso, il direttore dei lavori, nominato dal Commissario Straordinario, Raffele Velardo, ha proceduto alla formale consegna all’aggiudicataria CISA spa. I lavori termineranno il 3 settembre del 2021, come da cronoprogramma

L’importo a base d’asta dei lavori è di € 6.127.022,20 (i.v.a. esclusa) mentre l’importo a base di contratto è di € 5.562.326,98 (i.v.a. esclusa).  L’intervento per il Cimitero di San Brunone è uno degli otto interventi prioritari che il Commissario Straordinario ha progettato per il quartiere Tamburi, sette di questi, inerenti la ventilazione meccanica e gli impianti di efficientamento energetico delle scuole, sono completati.

Info Intervento bonifica Cimitero

L’intervento, il cui progetto di fattibilità tecnico-economica, definitivo ed esecutivo è stato elaborato interamente all’interno dell’amministrazione da un gruppo di tecnici individuato dal Commissario Straordinario nell’ambito dei dipendenti pubblici che compongono lo staff di supporto (ciò ha consentito di diminuire notevolmente i tempi ed i costi per le varie fasi di progettazioni) prevede la:

  • Rimozione del terreno e successivo rinterro con materiale proveniente da cave e sistemazione delle fosse mediante lastre per i campi di inumazione n. 9, 15, 20, 29 e in parte il campo 36 destinato alle salme di età inferiore ai 10 anni;
  • Rimozione del terreno e successiva sistemazione previa realizzazione di capping e stesa di un tappeto verde nei campi di inumazione n. 19, 28, 36;
  • Rimozione del terreno e successiva sistemazione mediante intervento di capping per alcune aree adibite ad aiuole;
  • Realizzazione di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche in sostituzione di quello attualmente esistente nella zona a servizio dei campi di inumazione oggetto di bonifica.

La zona oggetto di intervento comprende tutta l’area del cimitero urbano San Brunone, ha una estensione complessiva di ca. 181.000 mq e presenta aree non pavimentate (aiuole e campi di inumazione), aree pavimentate (viali) e aree edificate (gallerie e ossari comunali, cappelle sociali). Le analisi sui terreni hanno evidenziato un inquinamento profondo. Le attività di inumazione hanno difatti provocato una continua rimozione del terreno portando lo strato superficiale inquinato anche molto più basso, sino a due metri. Il Commissario Straordinario, con la collaborazione del Comune di Taranto, ha operato analizzando i terreni in profondità, ha ridotto i campi di inumazione da 7 a 5 e ha realizzato il rifacimento della rete di drenaggio delle acque. In poco più di due anni si è riusciti a completare tutte le indagini ed i rilievi necessari alla costruzione di un accurato quadro conoscitivo, a scegliere la migliore soluzione progettuale, a sviluppare tutte e tre le fasi di progettazione (fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva), ad acquisire tutti i pareri (compreso quello afferente alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto che ha richiesto un costante confronto e partecipazione al fine di “armonizzare” le esigenze di bonifica con la tutela del sistema ambientale e del patrimonio monumentale), a concludere le operazioni di verifica e validazione nonché avviare le operazioni per l’affidamento dei lavori.

L’intervento di bonifica del cimitero consentirà il prosieguo della pratica dell’inumazione garantendo la sicurezza per i lavoratori ed i visitatori del cimitero; particolare importanza riveste anche l’efficientamento del sistema fognario del cimitero oramai poco funzionante. Si tratta, quindi, di un’azione organica che ha sia l’obiettivo di bonificare le aree inquinate, sia la realizzazione di tutti quegli interventi necessari a ridare alla città di Taranto un adeguato

Mercato Ittico Galleggiante, riparte il cantiere. Rimozione della piattaforma entro tre mesi

Taranto, 27 maggio  2020  –  Con la Fase 2 sono iniziati i lavori per la rimozione del relitto del Mercato Ittico Galleggiante (MIG) di Taranto, che vede in primis l’attuazione di rilievi e l’approntamento del cantiere a terra dopo l’ottenimento della concessione da parte del Comune di Taranto di utilizzo dell’area demaniale marittima (per il cantiere operativo a terra) e per lo specchio acqueo (l’area in cui è affondato il MIG).
Per le attività è stata inoltre richiesta e ottenuta l’autorizzazione per l’esecuzione dei rilievi subacquei per le misurazioni, i visual census e le ispezione del relitto (autorizzazione rilasciata dalla Capitaneria di Porto).
La gara per l’Intervento di rimozione e smaltimento del relitto del Mercato Ittico Galleggiante nel Mar Piccolo di Taranto con decreto del Commissario è stata affidata alla RTI  Serveco s.r.l. /Sub Technical Edil Services s.r.l.per per l’importo complessivo di € 2425882,57 oltre IVA, di cui €2350429,96 al netto del ribasso d’asta del 1,469% ed €75.452,61 per oneri per a sicurezza non soggetti a ribasso. Il Commissario ha autorizzato l’esecuzione anticipata del contratto e l’avvio delle attività nel minor tempo possibile e nel rispetto delle norme emergenziali per COVID19.

Rimozione della piattaforma entro tre mesi

Presumibilmente entro i prossimi tre mesi si potrebbe procedere alla rimozione della grande piattaforma  di 22 mila tonnellate di ferro ed altri materiali.  Al fine di evitare o ridurre al minimo la movimentazione di materiale che proviene dalle lavorazioni, ovvero la dispersione dei sedimenti che potrebbero andare in sospensione, sono state previste opportune modalità e tecniche idonee. A questo scopo è stata prevista la posa in opera di barriere anti-inquinamento per isolare l’area di lavoro ed evitare la dispersione dei sedimenti. Il sistema anti-inquinamento è strettamente correlato alla strategia di monitoraggio ante operam, durante e dopo l’intervento.

Al termine delle attività di rimozione del relitto mercato ittico galleggiante, si procederà con il campionamento dei fondali e la successiva analisi dei campioni di sedimento. Sono stati ipotizzati 8 punti di campionamento uniformemente distribuiti su tutta l’area di sedime del MIG in modo da caratterizzare la superficie del fondale marino su cui giacevano le strutture del relitto mercato ittico.

Lavori di bonifica del Mercato Ittico Galleggiante | Rilievi batimetrici, Monitoraggio e rilievi con drone (aggiornamento 9 giugno 2020)


I lavori di realizzazione del picchetto per definire l’area del cantiere e il tracciamento del cantiere a mare

Ex cantieri Tosi, la proposta di valorizzazione e promozione territoriale

Il Piano di Monitoraggio Integrato è una parte fondamentale della complessità di azioni realizzate dal Commissario Straordinario che, nel mettere a sistema quanto predisposto ed in corso, contempla l’intera Area di Crisi Ambientale.

L’attività del Commissario è un’azione di sistema che ha investito ed abbracciato l’Area Vasta di Taranto, le Aree contermini, valutando e progettando soluzioni di riqualificazione ambientale e di rigenerazione urbana. Un esempio è anche la progettualità sviluppata per gli ex cantieri Tosi, misure correlate all’intero processo di ambientalizzazione e riqualificazione sull’area di crisi ambientale di Taranto e che compongono il quadro generale dell’Azione di Sistema relativa al Mar Piccolo. Una progettualità, quella degli ex canteri Tosi, finalizzata alla rifunzionalizzazione ambientale del water front anche attraverso lo sviluppo della filiera del turismo con il recupero dei sistemi territoriali abbandonati.

ALLEGATI  ⇓

Bonifiche, alleanza Taranto-Bagnoli: al via accordo tra i Commissari straordinari

Per la prima volta in Italia un alleanza per innovare nel settore della rigenerazione e riqualificazione ambientale

Taranto, 21 maggio 2020 – Nasce “l’alleanza Bagnoli – Taranto” in tema di bonifiche.  A stipularla il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera Corbelli e il Commissario straordinario per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana dell’area Bagnoli-Coroglio, Francesco Floro Flores.

Per la prima volta in Italia due Commissari straordinari per le bonifiche avviano una collaborazione istituzionale per ottimizzare i percorsi tecnico-amministrativi, operativi e gestionali in corso a Taranto ed a Bagnoli-Coroglio, entrambi Siti di Interesse Nazionale (SIN) e aree di crisi ambientale per il livello di inquinamento dell’area e l’elevata compromissione delle matrici ambientali che determinano  un elevato pericolo per la salute della collettività.

A Taranto il Commissario straordinario, Vera Corbelli ha predisposto e realizzato un percorso strategico, ampio ed organico, sul territorio dell’intera area di crisi ambientale tarantina che, tenendo conto delle caratteristiche e della complessità del sistema fisico di riferimento, delle pressioni esistenti e dei relativi impatti, affronta la  problematica ambientale con un approccio innovativo marcatamente interdisciplinare e multiscalare. Gli obiettivi principali perseguiti sono rappresentati dalla comprensione  dell’evoluzione e delle interazioni tra le varie componenti del sistema, dalla definizione delle misure (interventi strutturali e non strutturali)  da realizzare a breve e medio termine, molti dei quali ad oggi ultimati, e dalla messa a punto di un modello integrato di gestione da esportare in altri contesti nazionali ed europei.

A Bagnoli il Commissario straordinario di governo, Francesco Floro Flores, sta portando avanti, contestualmente, il risanamento ambientale e la rigenerazione urbana, attraverso azioni legate alla bonifica, alla infrastrutturazione, alla valorizzazione delle risorse paesaggistiche, ambientali, sociali e culturali del territorio. Gli obiettivi specifici sono stati individuati e gli interventi prioritari sono stati avviati. Notevoli sono i passi compiuti, anche grazie al costante rapporto con la comunità locale.

La presente intesa intende attuare un confronto ed uno scambio sui rispettivi percorsi innovativi posti in essere, anche al fine di predisporre programmi comuni per le azioni di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del SIN Bagnoli-Coroglio e del SIN Taranto, per l’ottimizzazione del percorso tecnico-giuridico-amministrativo per le progettazioni e la realizzazione degli interventi.

 “L’accordo stipulato – afferma Vera Corbelli – è l’occasione per dare vita ad un confronto costante e ad una collaborazione sugli approcci tecnico-scientifici e gestionali, ad oggi individuati ed applicati in aree vaste, fortemente compromesse, quali  quelle di Taranto e di Bagnoli, anche con il fine di fornire,  a valle della bonifica, una “piattaforma” di riferimento  per la rigenerazione dei sistema territoriale /ambientale fortemente compromessi. In tale prospettiva, l’azione comune intrapresa disegna un ponte di connessione tra due “Città faro” comprese nel Distretto dell’Appennino Meridionale, il cui territorio si configura con l’intero Mezzogiorno  e risulta interessato da 10 Siti di Interesse Nazionale. Collaborazione ed attività sinergica che consentiranno di trasformare processi di bonifica in opportunità  di sviluppo e di investimenti, valorizzando ulteriormente i già significativi contributi forniti per l’ambientalizzazione dell’area di Taranto e di Bagnoli “

 “Credo che l’accordo sia fondamentale per portare a fattore comune grandi e complesse esperienze maturate nell’ambito di bonifiche di aree complesse, per dimensione, per varietà di tipologie inquinanti e perché  inerenti ad  aree  sia terrestri che  marino-costiere – afferma Francesco Floro Flores -. La mia idea e quella del Commissario Corbelli è quella di integrare competenze scientifiche in grado di elaborare best practice, da applicare in futuro anche su siti regionali, fondate sulle migliori tecniche disponibili (B.A.T.) e che generino risparmi economici.”

I Commissari Straordinari 

Vera Corbelli è stata nominata Commisario Straordinario con D.P.C.M. in data 08/07/14, (prorogata con successivi D.P.C.M. rispettivamente in data 07/07/15, 08/07/16, 06/07/17, 24/07/18 e 06/08/2019). Il Commissario è operativo presso la sede della Prefettura di Taranto, in via Anfiteatro n. 4 – Taranto, la sede del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in via Cristoforo Colombo, n. 44 – Roma e la sede dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, in viale Lincoln, fabbricato A/4 dell’ex Area Saint Gobain.
Vera Corbelli si è laureata in geologia all’Università Federico II di Napoli nel 1988, ha iniziato a lavorare presso l’Università di Napoli Facoltà di Geologia e successivamente ha intrapreso un percorso tecnico-operativo con il Commissario per il bradisismo Area flegrea. Successivamente, in seguito a concorso, ha lavorato con la Regione Campania, nell’Ufficio di Gabinetto del Presidente, presso l’Assessorato acque, l’Assessorato urbanistico-territoriale. Nell’ambito di tale attività ha avviato e definito i percorsi di pianificazione e programmazione di Bacino a livello Regionale e Nazionale, dando impulso all’operatività dell’Autorità di Bacino Nazionale Liri, Garigliano e Volturno, con funzione prima di coordinatore e successivamente, in seguito a concorso, di Dirigente. Dal 2007 al 2017 per la stessa Autorità Nazionale ha svolto il ruolo di Segretario Generale e dal 2018 ricopre la funzione di Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.

Francesco Floro Flores, è stato nominato con  D.P.C.M  in data 03/10/2018, operativo presso la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Palazzo Cornaro in via della Stamperia, 7 – 00186 –  Roma. Francesco Floro Flores si laurea ingegneria elettronica, con specializzazione informatica, nel luglio del 1979. Nel settembre del 1979 entra nella Marina Militare, e segue un progetto di ricerca presso il Centro di Ricerca della Marina, Mariteleradar di La Spezia. Dopo aver lavorato presso numerose imprese campane, approda nel 1989 all’Olivetti ed assume la direzione tecnica della Olivetti, filiale Centro Sud. Intanto nel 1983 crea la 3F Data System azienda di sviluppo software e nel 1988 la Edin Spa, dalla cui fusione nel 2007 nascerà la 3F&Edin spa.
Nel 1991 crea la 3F Data System sas azienda di sviluppo. Nel 1992 crea l’Aerosoft, azienda dedicata alla progettazione meccanica nell’ambito del mercato automotive ed aerospaziale. Nel 2000 l’azienda si struttura con una società holding, la Trefin S.p.a.
Nel periodo 2001-2007 incomincia un periodo di acquizioni ed internazionalizzazione, che porteranno alla nascita del gruppo Trefin con oltre 400 dipendenti.
Il 31 ottobre 2017 gli viene conferito il titolo di Chevalier de la Légion d’Honneur  per i meriti straordinari a palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata Francese a Roma, da Monsieur Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia.Ad aprile 2018 è nominato Membro del Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti.Ad ottobre 2018 ha ricevuto la carica di Commissario straordinario del Governo per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale Bagnoli-Coroglio.

 

L’INTERVENTO DI VERA CORBELLI AL TGR CAMPANIA (31 maggio 2020)


L’INTERVISTA A RADIO CRC (29 maggio 2020)