Archivio della categoria: News e Comunicati stampa

Mercato ittico galleggiante, nessuna pausa estiva per il cantiere. Nei prossimi giorni il prelievo dei campioni d’acqua per il monitoraggio    


Taranto 14 agosto 2020 – Nessuna pausa estiva per il cantiere del mercato ittico galleggiante. Il commissario straordinario per la bonifica dell’area vasta di Taranto, Vera Corbelli, con il supporto del Dipartimento di biologia del Politecnico di Bari e con il Raggruppamento Temporaneo di Imprese -RTI –  Serveco/Stess porta avanti senza interruzioni le attività del progetto.
Nei prossimi giorni verranno effettuati i prelievi dei campioni d’acqua nei punti previsti dal piano di monitoraggio ed anche il prelievo dei mitili per le prime analisi. Infatti sono in corso le attività di monitoraggio ante-operam che prevedono l’acquisizione dei dati con le sonde installate sulle boe ed hanno impiantati i mitili per le attività di mussel watch.
Contestualmente partiranno anche le attività del monitoraggio “in corso opera” e le attività per il montaggio delle barriere antitorbidità. Sono inoltre in fase di ultimazione le attività per installazione del cantiere a terra.

Verde Amico, Vera Corbelli: Buona notizia la riattivazione, ora intercettare nuove risorse

 

È una buona notizia il ritorno alle attività dei lavoratori del progetto Verde Amico il prossimo 24 agosto – ha detto Vera Corbelli, Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto – Il tavolo tecnico che si è riunito in Prefettura ha verificato che possano tornare a lavorare gli operai che già erano in servizio al momento dell’esaurimento dei fondi economici. Le aree che saranno oggetto di intervento di bonifica leggera sono quelle individuate nella progettazione per la fase 2, ma si opererà nuovamente anche nelle aree delle sponde del Mar Piccolo, già oggetto di attenzione nella fase 1, e che sono state interessate da nuovi accumuli di rifiuti.  Grazie alle economie delle attività del Commissario siamo riusciti a giungere al risultato di oggi. Abbiamo già provveduto a trasferire al Comune di Taranto le nuove risorse. Mi auguro che con l’impegno economico di tutte le Istituzioni coinvolte si creino le condizioni per strutturare il progetto sul lungo periodo consentendo in modo stabile l’espletamento di azioni di riqualificazione ambientale e reintegrazione sociale.

Ad oggi sono stati rimosse circa 150 tonnellate di materiale abbondonato, tra cui reti, bottiglie ed imballaggi in plastica, materiale inerte derivante dall’attività di demolizione e costruzione, rifiuti pericolosi (gestiti attraverso ditte specializzate) ed altro. Gli obbiettivi fin qui raggiunti dall’attuazione del progetto, nonché la volontà dei vari Enti Istituzionali coinvolti e le ricadute ambientali e sociali dello stesso, hanno reso opportuno il proseguimento delle attività su altri siti individuati come “critici” nell’Area di crisi ambientale nell’ambito dell’attività “Censimento e schedatura delle aree interessate da abbandono di rifiuti e discariche abusive”, realizzata dal Commissario Straordinario con il supporto del Comando Carabinieri NOE di Lecce (azione che ha visto un censimento di 405 siti con presenza di materiale abbandonato).

Rimozione del Mercato Ittico Galleggiante: completamento di tutte le opere del progetto in 7 mesi

Taranto, 11 luglio – Entra in una nuova fase il cantiere dei lavori per la rimozione del Mercato Ittico Galleggiante:  è stato firmato il verbale di consegna dei lavori del MIG. Sono terminati i lavori di realizzazione del picchetto per definire l’area del cantiere e il tracciamento del cantiere a mare, terminati i rilievi batimetrici e rilievi con drone. Con la Fase 2 dell’emergenza sanitaria erano iniziati i lavori per la rimozione del relitto del Mercato Ittico Galleggiante (MIG) di Taranto. Le nuove attività pianificate, come da cronoprogramma, dureranno sette mesi e inizieranno il 14 luglio. Sono due le imprese che compongono il Raggruppamento Temporaneo: Serveco (capogruppo) e Stes (mandante).

Il lavoro sarà diviso in tre macrofasi:

  • monitoraggio ante-operam: osservazioni e misurazioni ambientali per la compiuta definizione dei parametri di controllo da considerare nel corso dei lavori;
  • corso d’opera, che consisterà nella messa in galleggiamento del relitto, l’alleggerimento del relitto tramite rimozione delle sovrastrutture dello che appesantiscono lo scafo galleggiante;
  • sezionamento dello scafo in tronchi più piccoli e trasferimento in un cantiere navale nelle prossimità, per il recupero del metallo; quest’ultima costituisce la vera fase di decostruzione.

Per le attività di monitoraggio (ante, durante e post opera)il Commissario si avvale del supporto scientifico del Dipartimento di Biologia nell’ambito dell’accordo siglato con l’Università di Bari.

Il peso del Mercato Ittico Galleggiante è stimato in un migliaio di tonnellate per la parte metallica, mentre complessivamente si tratta di circa 1.700-2.000 tonnellate. Come previsto dal progetto del Commissario Straordinario la RTI dovrà attivare tutti gli accorgimenti perché questo cantiere non impatti sull’ambiente, grazie anche a un sofisticato sistema di monitoraggio integrato da un collaudato sistema di protezione antitorbidità e procedure operative adeguate; che permetterà di avere inoltre, i dati strumentali di controllo saranno a disposizione in tempo reale. I dati potranno essere visionati monitorati tramite una piattaforma web dedicata a disposizione anche degli Enti di controllo. Grazie a questo sistema di controllo, le imprese e gli Enti preposti potranno essere allertati immediatamente qualora si dovessero verificare situazioni anomale o critiche. Considerando lo stato del relitto, sono state previsti più programmi di azione e intervento per il corso d’opera, al fine di adottare la strategia più adeguata.

I lavori per la rimozione del Mercato Ittico Galleggiante sono una parte di un’azione più ampia che ha voluto dare risposte concrete al sistema territoriale delle imprese del settore della mitilicoltura – ha detto Vera Corbelli, Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto –   Rimuovere il relitto significa costruire nuove opportunità. Significa aggiungere un nuovo importante tassello alla rigenerazione di un luogo che accoglierà il punto di sbarco dei pescatori. Un luogo dove si potranno anche lavorare i prodotti della mitilicoltura e valorizzare il marchio di una produzione tipica territoriale. Oltre a questo intervento abbiamo realizzato la mappatura dei soggetti (verifica concessioni attive, scadute e in scadenza, progettazione per una nuova regolamentazione per le aree da destinarsi a nuove concessioni), abbiamo attivato l’osservatorio sulla sostenibilità del Mar Piccolo: “Galene”, abbiamo predisposto strumenti di pianificazione “sistema mare/coste: stralcio piano comunale delle coste. Taranto ha tutte le carte in regola per diventare una città ancora più attrattiva“. “La rimozione del mercato ittico è per noi una bella prova di ingegno e di sostenibilità – ha detto Pietro Vito Chirulli, Amministratore Unico di Serveco – Come imprese siamo orgogliosi di poter contribuire ancora una volta all’opera di risanamento ambientale della città di Taranto. Metteremo a disposizione della città e dell’ambiente tutta la nostra esperienza e la nostra capacità di fare bene”.

Per l’assessore del comune di Taranto – Ubaldo Occhinegro –  la rimozione del Mercato Ittico è un atto propedeutico ad una più vasta operazione di ripristino del decoro urbano e della legalità sul fronte mare dei Tamburi che questa amministrazione sta promuovendo e portando avanti attraverso la proficua collaborazione con tutti gli enti preposti e fa parte di una più ampia visione che si concretizzerà con il nuovo progetto del Waterfront terrazzato dei Tamburi, con la riprogettazione del punto di sbarco ed il mercato Ittico e con la connessione naturalistica del corridoio ecologico del primo seno di Mar Piccolo. Stiamo ripensando completamente il quartiere Tamburi partendo dalla filiera del Mare e dall’ottimizzazione dei processi produttivi legati alle nostre piú preziose risorse naturali. 

Osservatorio Galene: Svolta per il settore della mitilicoltura

Taranto, 9 luglio – Accelerare tutti gli interventi che permetteranno al comparto della filiera della mitilicoltura di essere un comparto forte e significativo per l’economia del territorio tarantino.  È uno degli obiettivi operativi emersi nel corso dell’assemblea ordinaria dell’Osservatorio Galene riunitasi oggi presso la prefettura di Taranto e presieduta da Leonardo Giangrande.  Uno dei punti all’ordine del giorno ha riguardato proprio le criticità del settore mitilicolo, le concessioni e piano delle coste, tema sul quale il vice presidente dell’osservatorio Domenico Bisignano, ha invitato il comune di Taranto e l’assessore Gianni Cataldino, che partecipava ai lavori, a completare l’azione amministrativa già avviata in tempi più rapidi per giungere al completamento di un percorso che consente di rafforzare la filiera.

Sul comparto della mitilicoltura è stata fatta molta strada grazie all’ aggregazione dei soggetti e alla certificazione – ha detto Leonardo Giangrande, Presidente dell’Osservatorio Galene – adesso dobbiamo compiere l’ultimo miglio: occorre approvare il piano elle coste e il regolamento di gestione ed uso delle acque del mar piccolo. E’ già stata realizzata la mappatura dei soggetti produttivi, e da qui scaturiranno le concessioni, si sta rimuovendo il mig  ed è stato progettato il punto di sbarco. Tutto ciò consentirà di potenziare la lavorazione del prodotto e dare ulteriore sviluppo economico.  Penso poi alle azioni di marketing e agli eventi per valorizzare ulteriormente lo straordinario prodotto della mitilicoltura tarantina”.

Il commissario straordinario, Vera corbelli, ha illustrato l’avanzamento dei progetti e delle azioni attivate nell’area vasta di taranto.  “il mar piccolo rappresenta il perno intorno al quale ruotano tutte le azioni poste in essere dal commissario sull’area tarantina– ha detto la Corbelli –   ringrazio i mitilicoltori per avermi aiutato a comprendere il settore e le sue necessità. Insieme al comune, e agli altri soggetti istituzionali coinvolti, abbiamo costruito una progettazione e interventi per dare risposte durature nel tempo. Taranto e’ diventata una citta’ modello, un laboratorio di innovazione, nel metodo e nei processi attivati. È stata riconosciuta come best practices e un modello da applicare in altri luoghi da bonificare, come è successo con bagnoli in Campania. Grazie poi al piano di monitoraggio integrato, uno dei numerosi interventi messi in atto, avremo costanti riscontri sulla contaminazione dei sedimenti ma anche sull’evoluzione degli scenari di contaminazione. Saremo dunque sempre in grado nel corso del tempo di valutare se le risposte messe in campo sono efficienti”, ha concluso la Corbelli.

l’osservatorio galene rappresenta un laboratorio che opera nel senso della modernità e della sostenibilità, è una iniziativa di grande merito e che può dare ottimi risultati e la prefettura ne supporta le attività non solo attraverso la logistica”, ha detto il prefetto di Taranto, Demetrio Martino portando il suo saluto all’assemblea dei partecipanti.

Alla prefettura è affidato il coordinamento del tavolo tematico dell’osservatorio dedicato a sicurezza e legalita’ e proprio la costituzione di comitati ristretti, o gruppi consultivi tematici , con individuazione dei componenti è stato un altro tema all’ordine del giorno dell’assemblea. Sono complessivamente 8 i gruppi di lavoro tematici nei settori: gestione integrata delle zone costiere, patrimonio culturale marino e costiero, filiera produttiva legata all’economia del mare, turismo e attività sportive, portualità, logistica e trasporti, biotecnologie, sicurezza e legalità e salute e ambiente.

Tra gli altri punti all’ordine del giorno anche il percorso amministrativo messo in campo per valutare l’ipotesi di realizzare un del parco regionale del mar piccolo. In particolare le attività hanno riguardato la definizione di linee guida per la definizione del documento di indirizzo.  Da quanto emerso in sede di conferenza di servizi il quadro conoscitivo, come ad esempio alcune cartografie, era datato e sono pervenute diverse osservazioni

Dalle linee guida occorrerà ora passare al documento di indirizzo ed occorrerà incidere su mandato del presidente e della Corbelli. “Ho sempre cercato di coniugare le diverse esigenze e le necessità e fare sintesi tra queste.  L’osservatorio deve essere un soggetto che produce relazioni idee e progettazioni. La vera sfida sarà questa ed ho bisogno del lavoro di tutti. Occorre lavorare tutti insieme”, ha concluso il presidente dell’osservatorio, Leonardo Giangrande. 

Gli enti coinvolti nell’osservatorio galene: prefettura, comune di Taranto, Asl, Confcommercio, Cnr Irsa – s.s. Talassografico “A. Cerruti” e Asl Taranto – dipartimento di prevenzione, agci agrital, legacoop agroalimentare, Federcoopesca, unci agroalimentare e Unicoop – Dipartimento Nazionale Pesca.

 

 

Webinar | Il Mezzogiorno nello sviluppo del paese. Le bonifiche un’opera centrale per l’economia dei territori. “

“Il Mezzogiorno per uno sviluppo sostenibile. Le bonifiche un’opera centrale per l’economia dei territori”. È questo il tema del seminario in webinar che avrà luogo il prossimo 10 luglio , alle ore 16,30, promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, dall’Area Metropolitana di Napoli, da CGIL, CISL, UIL di Taranto, su iniziativa del Comitato civico, CammiNaTA, organizzato da Sirio Marketing & Comunicazione.

Il webinar sarà seguibile ufficialmente sulla pagina sociale di CammINa-Ta all’indirizzo www.facebook.com/camminaTa20  nonché sulle diverse pagine istituzionali aderenti al webinar

Ad introdurre i lavori e condurre il seminario sarà Giancarlo Turi Uil Taranto.

Interverranno

Vera Corbelli  Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale  e Commissario Straordinario alla Bonifica di Taranto – Ambientalizzazione e  Rigenerazione:  Taranto città laboratorio nell’area del Mediteraneo

Francesco Jovino– Citta metropolitana di Napoli
” Piano strategico: declinazione di una strategia di co- pianificazione”

Terenzio Lo Martire Presidente Cammina-TA – Taranto
”Le possibili forme di aiuti finanziari per uno sviluppo sostenibile del territorio e del Mezzogiorno.

Adriano Giannola. Presidente Svimez – La ripresa del Paese passa per il Mezzogiorno

Giancarlo Turi, Uil Taranto.  – Azioni e strumenti  per lo sviluppo sostenibile del sistema area Vasta di Taranto.


La sostenibilità dei Territori non può che passare per la  riqualificazione ambientale. L’economia circolare, non ci sono più molti dubbi a riguardo, è uno dei modelli di sviluppo dei prossimi anni. Lo hanno capito da tempo diverse istituzioni delineando scenari e progetti concreti per i prossimi decenni: vanno in questa direzione, per esempio, l’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile e il framework Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite, il Pacchetto sull’Economia Circolare varato dalla UE e la proposta di decarbonizzazione al 2050 della Commissione Europea. L’economia circolare rappresenta un cambiamento di prospettiva “epocale” e, allo stesso tempo, un’opportunità sistemica di coniugare le esigenze di crescita sostenibile e di lotta allo spreco con quelle di competitività e innovazione.

L’Unione Europea valuta in 600 miliardi di euro all’anno la possibile riduzione dei costi industriali associabile alla prevenzione dei rifiuti, all’ecodesign e al riutilizzo dei materiali e stima in circa 700mila nuovi occupati l’effetto positivo della transizione verso modelli di business circolari. Numeri importanti, che superano la dicotomia percepita tra sostenibilità e crescita, da sempre il fattore critico che ha frenato la trasformazione del sistema produttivo verso modelli più sostenibili. Non è quindi un caso che questo tema sia oggetto di studio, per un protagonista dell’innovazione come Accenture, arrivata a definire un Sustainability Value Framework che identifica gli impatti dell’economia circolare sia sulla cosiddetta “top line” (nuovi prodotti legati alla sostenibilità e miglioramento del valore intangibile) che sulla “bottom line” (riduzione dei costi e miglioramento della gestione del rischio). L’opportunità di new business legata alla circolarità a livello globale vale, secondo gli esperti, qualcosa come 4,5 trilioni di dollari al 2030 ed è legata all’eliminazione delle diverse voci di spreco dell’economia lineare (risorse, cicli di vita, capacità e componenti di valore) attraverso l’introduzione di energia rinnovabile e materiali di natura biologica, la rigenerazione e l’erogazione di servizi per l’ottimizzazione e la condivisione delle risorse, l’incremento delle pratiche di riciclo e il recupero di energia.

Una nuova progettualità, che punta a incrementare del 25% il PIL e ridurre il divario Nord/Sud: coordinare pianificare ed implementare è il compito alto della politica che deve tener conto delle diverse peculiarità di ogni singolo Territorio, che non può prescindere da regìe superiori che devono essere al servizio delle diverse comunità e delle proprie caratteristiche intrinseche.

Perno imprescindibile per il rilancio del Paese Italia è il Mezzogiorno che deve essere l’elemento a cui ogni decisione deve fare riferimento, scrigno di economie connesse a sistemi produttivi e filiere diverse

Abbandonando gli abituali concetti localistici, bisogna guardare al futuro con una collaborazione ecosostenibile e condivisa, tenendo conto delle evoluzioni nazionali, internazionali e mondiali, della programmazione di scelte ormai divenute obbligatorie e impellenti così come tra l’altro stabilisce la stessa Agenda 2030.

Lo sviluppo  e il potenziamento delle filiere produttive esistenti e il lancio di nuove, il rilancio economico e il recupero funzionale del territorio, la creazione di nuovi posti di lavoro e, non ultima, una maggiore e consapevole sostenibilità ambientale in quella che oggi è una visione green, sono obiettivi che il Governo, a livello nazionale, e le realtà regionali e comunali, a livello locale, devono tenere presente e perseguire in maniera strutturata.

Un regolamento di attuazione che riduca la burocrazia e punti alla realizzazione delle zone a burocrazia zero, la nomina di una figura Commissariale di tutto il territorio meridionale in sinergia con le diverse entità territoriali comunali, nonché le associazioni sindacali e datoriali sono il giusto proseguo a tale esigenza, cosi come il CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) prevede.

I tempi sono maturi per un progetto che veda al centro dell’attenzione la filiera Mare/Terra/Mare, in cui la migliore qualità del verde, la riqualificazione delle aree abbandonate e il relativo recupero, con nuove finalità di funzione, deve essere teso allo sviluppo della sostenibilità ambientale e delle economie connesse in un processo innovativo di smart city e di tecnologie ecosostenibili.

Come ricorda il Piano Strategico Metropolitano-  PSM 2.0: “Il contenimento del consumo di suolo e la rigenerazione urbana sono due temi fortemente legati, in quanto l’esigenza di attivare politiche di riqualificazione nasce soprattutto dal riconoscimento del territorio come bene comune e risorsa non rinnovabile e, come tale, da preservare. La riduzione del consumo di suolo è obiettivo primario della normativa europea, nazionale e regionale”.

In sintonia con l’obiettivo europeo che prevede l’azzeramento del consumo netto di suolo al 2050 e l’Agenda ONU che richiede lo sforzo di anticiparlo al 2030.  I tempi sono maturi per essere protagonisti del cambiamento ed attuarlo.

 

Ambiente, bonifica Taranto modello per l’Italia. Il Commissario Corbelli presenta il Piano di Monitoraggio Integrato

Accordi di collaborazione istituzionale, con l’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, Nucleo Operativo Ecologico e Comando Provinciale di Taranto – e con l’Istituto Superiore di Sanità.

Roma, 2 luglio –  L’attuazione della rete di Monitoraggio Integrato ha preso il via sulla base del progetto redatto. Nel prossimo mese di ottobre riprenderanno le nuove attività di rilevamento dei dati ambientali così come previsto dal progetto elaborato dal Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto, Vera Corbelli. Conclusa la progettazione, sono ora in corso le procedure per l’espletamento delle gare dedicate all’acquisto delle forniture, delle strumentazioni e dei servizi necessari, prevalentemente strumenti di indagine e software per l’elaborazione dei dati. Un “mega cervellone informatico”, riceverà le informazioni dagli oltre cinquecento siti o stazioni mobili e fisse di monitoraggio e dai laboratori di analisi e li incrocerà e rielaborerà fornendo informazioni sulla qualità delle acque e dei suoli e dei sedimenti.

I rilievi su base annua lungo tutta la rete di monitoraggio vede per le acque superficiali 227.760 dati, 777.813 dati per le acque sotterranee, 1.909.680 per il comparto mare, 24.136 per il comparto suolo, 6.237 per la matrice alimentare. Il comparto mare si avvarrà di 16 piattaforme di rilevamento, 8 nel Mar Piccolo di Taranto e 8 nel Mar Grande di Taranto, 12 camere bentiche nel Mar Piccolo e 41 stazioni mobili, di cui 24 nel Mar Piccolo e 17 tra Mar Jonio e Mar Grande.

Per la prima volta si si attua un percorso innovativo più̀ ampio rispetto a quello delineato nell’ambito del Protocollo d’intesa del 2012 (in linea con i contenuti della Legge 20/2015, valutata e condivisa dal Tavolo Istituzionale Permanente nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo), condotto con l’attuazione di una serie di azioni/interventi in serie ed in parallelo, a medio e lungo termine, che affronta le problematiche ambientali nella loro interezza per fornire risposte efficaci ed efficienti basate su valutazioni di altissimo valore tecnico e scientifico, continuamente e costantemente controllate attraverso: una cooperazione delle forze dell’ordine e delle istituzioni scientifiche, la partecipazione attiva degli Enti preposti ed il coinvolgimento di tutti stakeholder, un costante monitoraggio. La progettazione sviluppata costituisce un “prodotto” del percorso tecnico-scientifico-gestionale innovativo multiscalare e multidisciplinare, che in una visione in una visione integrata e di tipo “top down, è stato realizzato sull’area di crisi ambientale.

Percorso che si è fondato sulla conoscenza: dello stato attuale, dell’evoluzione del sistema fisico/ambientale e dei processi geo-chemio-meccaniciche agiscono al suo interno, in una visione integrata ed olistica. Il percorso innovativo, così circoscritto, ha consentito di determinare e declinare un sistema di monitoraggio finalizzato alla tutela della salute e dell’ambiente e rappresenta, nel contempo, il presupposto ineludibile, per la progettazione e realizzazione di ulteriori interventi di bonifica, ambientalizzazione e rigenerazione dell’area di riferimento.

Il Piano di Monitoraggio Integrato contempla l’intera Area di Crisi Ambientale di Taranto essendo le cause e le sorgenti di contaminazione molteplici e diffuse su tutto il territorio ed i vettori di trasporto condizionati da domini fisici ben più̀ ampi dei siti interessati dagli interventi. Le risultanze del monitoraggio consentiranno di valutare l’efficacia delle differenti azioni/interventi poste in essere e, eventualmente, rivedere alcune delle misure in atto e/o programmate. Un aspetto fondamentale derivante da questa iniziativa risiede appunto nel fatto che, mediante il monitoraggio dinamico di tutti gli aspetti relativi alle pressioni ambientali, sarà̀ possibile identificare l’impatto delle pressioni anche sugli insediamenti di produzione e salvaguardare la sicurezza alimentare rispetto alle produzioni locali

In tale ambito, potendo contare su strumentazioni che inviano dinamicamente indicazioni sulla presenza e concentrazione di inquinanti

Attraverso la strumentazione e lo studio del territorio in relazione ai suoi vari aspetti, sarà̀ possibile anche avviare azioni di contrasto alle eco-mafie (discariche abusive di materiali tossici, occultamento sotto i terreni di involucri contenenti sostanze tossiche) e limitarne l’impatto rispetto ai cittadini ed alla sicurezza alimentare. il “Sistema di Monitoraggio integrato Acqua e Suolo”, un progetto, scaturito da una partecipazione e condivisione con tutti soggetti interessati, quali: MATTM, ISS, ISPRA, ARPA ed ASL.

L’attuazione del “Sistema di Monitoraggio”, finalizzato alla tutela delle risorse ambientali ed alla sicurezza per la salute umana, vede la partecipazione diretta, mediante accordi di collaborazione istituzionale, dell’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni SanitàNucleo Operativo Ecologico Comando Provinciale di Taranto – e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il Piano di Monitoraggio consente il controllo, nel tempo, delle matrici ambientali: acque, suolo e sottosuolo, nonché quello delle matrici alimentari di origine vegetale; e la costante verifica dell’evoluzione degli scenari di contaminazioni .

592 sono le stazioni di monitoraggio  all’interno dei 564 chilometri quadrati di area di crisi ambientale, attraverso le quali sarà: controllato lo stato qualitativo e quantitativo delle acque superficiali e delle acque sotterraneerilevati i fattori meteomarini-oceanografici e i fattori fisici, fisico-chimici, ambientali ed ecotossicologici del Mar Piccolo e del Mar Grandecontrollato lo  stato qualitativo dei suoli; monitorata la matrice alimentare di origine vegetale destinata sia all’alimentazione umana sia all’alimentazione zootecnica.

Nelle more di attivare la rete di monitoraggio integrato, il Commissario Straordinario ha già̀ eseguito, attività̀ di monitoraggio:

  • dello stato qualitativo della colonna d’acqua e dei sedimenti nel Mar Piccolo di Taranto;
  • dello stato quali-quantitativo della falda sotterranea;
  • meteo-climatico, mediante l’istallazione di n.3 stazioni presso i Comuni di Statte e Montemesola e presso la sede del POLIBA di Taranto
  • idrometrico, mediante l’istallazione di n. 1 stazione presso il Fiume Galeso
  • dello stato quali-quantitativo dei principali corsi d’acqua.

“Abbiamo aderito molto volentieri a questo progetto proprio per la sua importanza in un’area che merita grande attenzione da parte delle istituzioni per riportare luoghi importanti per l’economia nazionale ad un migliore livello di qualità della vita”. Lo ha detto il generale Adelmo Lusi del Comando carabinieri per la Tutela della salute, intervenendo oggi a Roma, nella sede del comando dei Nas, alla presentazione del piano di monitoraggio integrato acqua e suolo dell’area di Taranto, iniziativa che parte dal commissariato di Governo per la bonifica di Taranto e vede coinvolto anche l’Istituto Superiore di Sanita (Iss), Arma dei Carabinieri attraverso i nuclei specializzati Nas e Noe e il comando provinciale di Taranto, e l’Ispra. “I Carabinieri – ha detto il generale Lusi – cercheranno di portate nei nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, il proprio contributo professionale, con l’esperienza che i Nas hanno acquisito nel tempo, per migliorare se possibile il lavoro che è stato svolto”. Per il generale Maurizio Ferla, del comando Carabinieri Nucleo operativo ecologico (Noe), “siamo stati come Noe pionieri per questa esperienza visto che aderiamo dal 2016”. Quello di Taranto, ha aggiunto Ferla, “è un territorio che purtroppo conosciamo bene e lo conoscevamo già in quanti destinatari di molte deleghe dell’autorità giudiziaria. Sappiamo – ha sostenuto Ferla – che è un territorio molto problematico ma quello che noi abbiamo eseguito lì, sul campo, quello che abbiamo notato, non è stato niente di più e niente di meno rispetto allo scempio che possiamo osservare in varie parti del territorio nazionale”. “Abbiamo compiuto decine di sopralluoghi e visto oltre 400 siti”. “Per ogni sito – ha proseguito il generale Ferla – abbiamo trovato rifiuti che dimostrano la crisi del ciclo dei rifiuti che riguarda l’Italia e il Sud in particolare, tranne qualche eccezione. Si tratta di abbandoni incontrollati ma non è una caratteristica peculiare di Taranto” ha rilevato Ferla che poi, fornendo alcuni dati dell’attività dei Carabinieri, ha citato la scoperta di 89 siti contenenti amianto e i 5 siti sottoposti a sequestro.

“L’iniziativa messa in campo per Taranto è meritevole della massima attenzione, conosco il lavoro che il commissario di governo, Vera Corbelli, ha effettuato e adesso la collaborazione dell’Arma dei carabinieri assicura un nuovo successo, un nuovo traguardo di quella che è un’opera di risanamento necessaria e che penso possa essere un modello anche per altre parti d’Italia”. Lo ha detto Gianni Letta, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervenendo oggi alla presentazione del piano di monitoraggio integrato acqua e suolo dell’area di Taranto svoltasi a Roma nella sede del comando Nas dei Carabinieri. “È un modello – ha detto Letta – che spesso esaltiamo solo a parole ma quando poi si vedono i risultati, si deve prendere il coraggio di replicare anche altrove, in altre aree del Paese, questo modello. La presenza dei Carabinieri è una garanzia di successo, augurandoci di essere fuori dalla pandemia – ha proseguito Letta – per riprendere non dico la normalità ma per mobilitare tutte le energie del Paese sulla strada dello sviluppo e della crescita. E il Paese – ha sostenuto ancora Gianni Letta – potrà crescere e tornare allo sviluppo, se affronta i problemi di cui si parla oggi, mobilitando le energie in una comunanza di visione”. Il commissario di Governo per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, rispondendo a Letta, ha detto che col monitoraggio ambientale integrato “le forze sane dello Stato si sono messe insieme per portare avanti dei percorsi virtuosi e dare così risposte concrete ai mali di cui è afflitto il nostro territorio”. Per Corbelli, “queste forze sono chiamate, al di la delle persone che le rappresentano, a continuare a lavorare insieme per dare un esempio all’italia e all’Europa. Con questo monitoraggio integrato, abbiamo una stretta connessione tra ambiente e salute”.

 “L’esperienza di Taranto in materia di bonifica e risanamento ambientale ci richiama la necessità di un approccio sì complesso ma integrato e multidisciplinare. Ma questo è anche il modo in cui deve lavorare la pubblica amministrazione. Il lavoro fatto a Taranto dal commissario Vera Corbelli è un modello anche per altre realtà italiane. Un modello che si basa anche sul dialogo col territorio e quindi esprime l’idea di una burocrazia moderna e non chiusa in se stessa. Un modello di buona pubblica amministrazione che dobbiamo valorizzare per il futuro”. Lo ha detto oggi il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, collegandosi col seminario svoltosi presso il comando Carabinieri Nas a Roma dove è stato presentato il piano integrato di monitoraggio acqua e suolo per l’area Sin di Taranto e area di crisi ambientale di Taranto che vede insieme, oltre al commissario di Governo per la bonifica di Taranto, anche Arma dei Carabinieri, attraverso i comandi nazionali dei Nas e del Noe, l’Istituto Superiore di Sanità, il ministero dell’Ambiente, l’Ispra e l’Arpa Puglia.

“L’Istituto Superiore di Sanità collaborerà al piano integrato di monitoraggio ambientale di acqua e suolo dell’area di Taranto. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto (Iss), intervenendo nel seminario . “È un momento molto importante che abbiamo costruito nel tempo – ha detto Brusaferro – ed io mi sono unito a questa iniziativa personalmente l’anno scorso e da quel momento abbiamo avviato una collaborazione intensa. La collaborazione – ha aggiunto il presidente dell’Iss – è poi continuata la scorsa estate, è sfociata anche in questo accordo, che è poi una parte degli altri accordi che sono in atto per fare di Taranto un modello dove la scienza, la tecnologia, le migliori risorse del Paese, nell’ analisi dei fattori di rischio, trovano anche gli spunti e le risorse per superarli e farli diventare un’opportunità di crescita per il nostro Paese”. “Di questo certamente il commissario Corbelli è un’anima – ha sottolineato Brusaferro – e l’Istituto Superiore di Sanita è presente, può essere presente, certamente lo sarà, in quest’opera che riguarda certamente Taranto e che può rappresentare un paradigma per il Paese”.

Intervenuti oggi nel dibattito anche Stefano Laporta, direttore generale di Ispra, Antonio Uricchio, presidente di Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’Università e della ricerca, e Vito Uricchio del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Bonifica Mar Piccolo, Partenariato per l’innovazione: al via la fase di negoziazione 

Lunedì 29 giugno, alle 10,30 con la la fase di negoziazione riparte la gara del Partenariato per l’innovazione, il bando per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica

Il primo appuntamento della fase 2, quella relativa alla negoziazione, si svolgerà in collegamento dalla sala riunioni della sede operativa del Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, c/o Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale – a Caserta.

concorrenti dei Raggruppamenti Temporanei di Imprese – RTI – deputati alla negoziazione e gli esperti dagli stessi indicati incontreranno il Commissario Straordinario e la commissione giudicatrice per presentare, in modo sintetico, le proposte tecniche ed organizzative e le dimostrazioni tecnologiche proposte.

La procedura sarà aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più̀ vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016.

Vista la dichiarazione dello stato di emergenza deliberata dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 gennaio 2020, e dei conseguenti provvedimenti normativi ed emergenziali adottati dalle competenti autorità, la stazione appaltante espleterà l’incontro con i concorrenti ammessi alla Fase 2 della gara con collegamento da remoto nel rispetto delle disposizioni e dei principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia delle procedure amministrative e di gara, richiamati dall’art. 58 d. lgs. cit. (vista anche la delibera ANAC n. 312 del 9 aprile 2020).

Per le modalità di svolgimento degli incontri collettivi ed individuali sono state stilate delle  “Linee Guida”, un documento composto di n. 8 articoli, partecipato ai concorrenti e approvato con decreto commissariale n.106 del 03.06.2020.

Interventi di bonifica del Mar Piccolo


SCHEDA INTERVENTO E RIEPILOGO 

Procedura per l’instaurazione di un partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 D. Lgs. n 50/2016, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più̀ vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016, per l’Affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione tecnologica

Nell’ambito delle diverse azioni inserite nel Programma di Misure, a medio e lungo termine, il Commissario Straordinario ha dedicato particolare attenzione al Mar Piccolo che, rappresenta un elemento del sistema fisico di grande pregio, sotto il profilo ambientale-economico-produttivo, nel quale si concentrano aree significativamente compromesse.

In considerazione di ciò è stato necessario un approccio innovativo che si è snodato a partire dalla approfondita caratterizzazione delle componenti del sistema fisico -ambientale mediante studi multidisciplinari sinergici. Tali studi sono stati volti alla definizione di caratteristiche fisiche, chimiche, biologiche ed idro -meccaniche da impiegare al fine della modellazione dei processi in atto, della analisi e valutazione degli scenari delle conseguenze ad essi correlati e della definizione delle strategie di mitigazione e progettazione di interventi tecnicamente efficienti, socialmente accettabili e ambientalmente perseguibili.

Proprio in ragione della complessità del sistema fisico chimico del Mar Piccolo , è stato necessario pensare di sottoporre a dimostrazione in scala reale le diverse tecnologie individuate (bioremediationcapping ed asportazione selettiva), mediante la predisposizione di una apposita procedura giuridico-amministrativa e tecnica basata sulla preventiva verifica e validazione in situ dell’efficacia delle tecnologie, nonché delle eventuali proposte migliorative avanzate dai concorrenti, attraverso lo strumento del partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 d.lgs. n. 50/2016, con la compartecipazione finanziaria pubblico-privato prevista dall’art. 158, secondo comma, “PreprocurementAgreement di cui alla comunicazione della Commissione europea COM 799 (2007) del 14 dicembre 2007”.

L’importo complessivo dell’appalto presunto è pari ad € 32.276.250,00

            

INTERVENTI DA ATTUARE

  1. Interventi non strutturali di bioremediation: prevede il recupero assistito delle aree attraverso rimedi naturali, finalizzati all’accelerazione controllata dei processi di autodepurazione ed autoregolazione degli ecosistemi. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 11.000 mq ricadenti nella Zona 2b. Giorni lavorativi 635 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) 635 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).
  2. Interventi strutturali non impattanti di capping e ricostruzione dell’habitat . In particolare, il capping sarà realizzato con la tecnologia di “ricostruzione dell’habitat naturale” che, oltre a costituire una barriera fisica rispetto alla fonte di contaminazione, determina la possibilità di attivare processi di rigenerazione dell’intero ecosistema. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 45.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) – 315 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).
  3. Interventi strutturali non impattanti di asportazione selettivadei sedimenti e ricostituzione dell’habitatsaranno effettuati con tecnologie in grado di ridurre drasticamente gli effetti indesiderati connessi alla risospensione dei sedimenti e alla torbidità della colonna d’acqua, nonché con un più accurato controllo delle profondità di asportazione. Sono incoraggiate tecnologie che prevedano il trattamento e riutilizzo dei sedimenti asportati. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 90.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica), 380 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).

LA GARA 

Il bando di gara è stato pubblicato sulla G.U.U.E. del 01.06.18 e sulla G.U.R.I. del 04.06.18 fissando il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al 02.07.18.

Alla scadenza del suddetto termine sono pervenutie n. 10 (dieci) offerte da parte di altrettanti operatori economici.

Con decreto del C. S. n. 216 del 02.07.2018 è stato nominato il Seggio di gara per l’esame delle domande pervenute, con le modalità richiamate nel disciplinare di gara; all’esito dell’attività del seggio di gara sono stati ammessi n. 9 (nove) concorrenti su 10 (dieci).

Il Commissario Straordinario – stazione appaltante – ha, quindi, comunicato a tutti gli operatori ammessi alla procedura, mediante lettera di invito, quale scadenza per la presentazione della documentazione tecnica e dell’offerta economica la data del 22 febbraio c.a. A tal fine il Commissario ha trasferito ai partecipanti il complesso ed articolato progetto elaborato sulla base delle relazioni e delle corpose e dettagliate analisi tecnico – scientifiche.  Trattasi di documentazione elaborata ad hoc corredata di dati e grafici ed articolata in capitoli e sezioni di centinaia di pagine.   In data 22 febbraio 2019 ore 12,00 è giunta l’ultima offerta.

  1. LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA (prequalifica, affidamento della dimostrazione tecnologica, affidamento della progettazione definitiva) 

-A1. Fase di prequalifica (già conclusa), per la verifica dei requisiti di capacità tecnica ed economica dei concorrenti. Tutti i concorrenti prequalificati sono stati invitati a formulare la propria offerta tecnica ed economica, relativa alla sola fase di dimostrazione tecnologica.

I particolari requisiti di ammissione hanno determinato la partecipazione di articolati raggruppamenti di soggetti economici composti da progettisti, imprese e gruppi di ricerca.

– A2. Fase di affidamento della dimostrazione tecnologica (fase attualmente in atto), che prevede una procedura negoziale per la selezione degli operatori a cui sarà affidata la dimostrazione tecnologica degli interventi nelle aree individuate (destinate alla “dimostrazione tecnologica”). Le migliori offerte (in numero massimo di nove come previsto nel disciplinare) parteciperanno alla negoziazione e con ognuna delle migliori tre sarà stipulato un contratto di dimostrazione tecnologica per tutte le tre tecnologie. Ogni contratto prevede l’assegnazione di tre aree per lo svolgimento delle tre tecnologie, in particolare 12 mq per la bioremediation, 800mq per il capping e 2.000 mq per l’asportazione selettiva).

– A3. Fase di affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e realizzazione degli interventi (fase di realizzazione degli interventi che sarà avviata a conclusione della dimostrazione tecnologica): i concorrenti che avranno superato positivamente la fase di dimostrazione tecnologica, mediante la validazione delle tre dimostrazioni tecnologiche a cura di un Comitato Tecnico-Scientifico, saranno ammessi alla procedura di affidamento degli interventi sul I Seno del Mar Piccolo.

  1. LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA [GC1]

A2. DETTAGLIO DELL’AFFIDAMENTO DELLA DIMOSTRAZIONE TECNOLOGICA – FASE IN CORSO

 

L’importo dei tre contratti che costituiscono l’appalto relativo alla fase di dimostrazione tecnologica è pari ad € 4.346.250,00; per ciascun dei tre operatori economici ammessi alla fase di dimostrazione tecnologica l’importo a base di gara è pari ad € 1.448.750,00.

La stesura della graduatoria per la selezione degli operatori economici con i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica è stata affidata alla Commissione giudicatrice, nominata dal Commissario Straordinario.

Detta Commissione, ricevuti dal Commissario Straordinario i plichi pervenuti in seguito alla fase di prequalifica, sta procedendo alla valutazione delle offerte in tre distinti momenti:

FASE IN CORSO

  1. La Commissione sta valutando le offerte tecnico-organizzative ed economiche per stilare la graduatoria dei concorrenti (massimo nove) che avranno superato il punteggio minimo di 50 punti sulla parte tecnico-organizzativa e con i quali avviare la negoziazione, secondo i criteri riportati nel disciplinare pubblicato sul sito del Commissario Straordinario. I plichi pervenuti, infatti, contengono, oltre alla documentazione amministrativa, l’offerta tecnico-organizzativa e l’offerta economica.

FASI DA ESPLETARE

  1. Convocazione dei concorrenti per negoziazione sugli aspetti tecnicidelle offerte per migliorarne il contenuto, attraverso almeno due incontri con i singoli operatori come previsto dal disciplinare. Tutta la fase di negoziazione dovrebbe avvenire in modalità riservata (i candidati non dovrebbero conoscere chi sono i loro concorrenti) fino alla presentazione dell’offerta finale.
  2. valutazione delle offerte finali (offerta tecnica migliorativa offerta contributo economico) dell’operatore economico ai fini di selezionare, secondo i criteri indicati nel disciplinare, i tre concorrenticon i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica. L’offerta tecnica migliorativa conterrà le proposte tecniche ed organizzative migliorative così come individuate durante la negoziazione. L’offerta contributo economico indicherà il contributo che dell’operatore economico a titolo di compartecipazione finanziaria alla dimostrazione tecnologica.

Ai sensi dell’art. 65, comma 5, D.Lgs. n. 50/2016, il Commissario Straordinario potrà decidere, dopo ogni fase, di risolvere il partenariato per l’innovazione, ovvero potrà ridurre il numero degli operatori risolvendo i singoli contratti. In ogni caso è facoltà della Stazione Appaltante di non procedere all’ammissione della dimostrazione tecnologica e, quindi, alla gara qualora nessun offerta risulti conveniente o idonea in relazione all’oggetto dell’appalto.

Ciascuna delle tre tecnologie realizzate dall’operatore economico ammesso alla fase di dimostrazione tecnologica, sarà soggetta a validazione da parte di un Comitato Tecnico-Scientifico, individuato e nominato, con apposito atto dal Commissario Straordinario, successivamente all’avvenuta aggiudicazione della fase di affidamento di dimostrazione tecnologica

Il Commissario Straordinario ha predisposto un vademecum di supporto alla Commissione giudicatrice che è stato consegnato, ai componenti designati, prima dell’apertura dei plichi.

Bonifica e monitoraggio: accordo tra il Commissario Straordinario, Carabinieri per la Tutela della Salute, Carabinieri di Taranto e Istituto Superiore di Sanità

Brusaferro (Istituto Superiore Sanità):
Approccio innovativo per valutare contemporaneamente l’impatto ambientale e sulla salute.

Vera Corbelli: una rete di attori qualificati per potenziare i benefici del Piano Integrato

 

Taranto, 5 giugno  – L’attuazione del Piano di Monitoraggio Integrato attivato dal Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, si avvale anche della collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, Il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto.  Grazie all’accordo firmato in data odierna si rafforza e potenzia la rete di soggetti che insieme contribuiscono alla piena realizzazione di azioni finalizzate all’attuazione degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di crisi ambientale di Taranto.

Insieme al Commissario Straordinario, Vera Corbelli hanno firmato l’accordo il Generale Adelmo Lusi del Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità- ISS- Silvio Brusaferroe il Colonnello Luca Steffensen, del Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto.

Le attività vedono, altresì, il coinvolgimento anche del nucleo operativo per l’Ambiente con il quale, nella persona del Generale Maurizio Ferla, è stato già firmato un precedente  Accordo .

Sono circa 600, complessivamente, le stazioni e i siti attivati dal Piano di Monitoraggio Integrato che opera sul comparto delle acque superficiali, sul comparto delle acque sotterranee, del mare e del suolo.

Il Piano è fondato sull’analisi estensiva e accurata di tutti i fattori che concorrono allo sviluppo di un’alterazione ambientale negativa capace di generare un danno per l’ambiente e per la salute dell’uomo.

Il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Arma dei Carabinieri si esprime con particolare riferimento all’attuazione del Piano di Monitoraggio Ambientale Integrato, specificatamente per le azioni connesse alla contaminazione alimentare rinveniente da inquinamento di origine antropica ed anche alla tutela della salute pubblica in relazione alle patologie di origine ambientale correlate.

Il Contratto Istituzionale di Sviluppo prevede, tra l’altro, l’intervento denominato “Piattaforma per un sistema integrato di riqualificazione dell’Area Vasta di crisi ambientale comprensive di attività di monitoraggio e tecniche innovative sperimentali.

In relazioni al monitoraggio delle matrici ambientali e per la realizzazione di attività di reciproco interesse il Commissario Straordinario ha già posto in essere, tra gli altri, accordi con ISPRA, con ISS, con ARPA Puglia, con la Azienda Sanitaria Locale (ASL) di Taranto, con l’Autorità Portuale di Taranto e con la Comunità Scientifica.

La Rete di Monitoraggio Ambientale Integrato è inoltre uno strumento essenziale per la valutazione degli effetti delle attività di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione, in atto sul territorio, sull’evoluzione della qualità̀ dell’ambiente.  Sviluppa strumenti, fondati sulla conoscenza, acquisita in tempo reale e scientificamente validata e che sono di supporto alle decisioni e all’attuazione di ulteriori   interventi strutturali e non strutturali.

Il Piano di Monitoraggio Integrato è stato approvato con delibera del Commissario n. 91 del 30 aprile 2020 (qui il link al decreto https://bit.ly/3barTOu)  ed è stato trasferito, gia oggetto di confronto e condivisione, al MATTM, all’ISPRA, all’ISS, all’ARPA Puglia e all’ASL di Taranto. Ha un valore economico complessivo di 9 .193. 272,15 € e secondo la pianificazione indicata nel cronoprogramma, terminerà nel giugno del prossimo anno.

“L’attività che il Commissario sta portando avanti – dice Vera Corbelli – è un percorso innovativo più̀ ampio rispetto a quello individuato nel protocollo d’intesa del 2012, che attua di una serie di interventi, a medio e lungo termine e che affronta le problematiche ambientali nella loro interezza per fornire risposte efficaci ed efficienti basate su valutazioni di altissimo valore tecnico e scientifico. Azioni che oggi si rafforzano grazie a questo nuovo accordo di cooperazione tra le forze dell’ordine, le istituzioni scientifiche, la partecipazione attiva degli Enti preposti ed il coinvolgimento di tutti stakeholder. Con l’obiettivo di consentire un risparmio della spesa pubblica – prosegue la Corbelli – la rete di monitoraggio beneficerà̀ di alcuni punti di misurazione già̀ esistenti e funzionali agli obiettivi prefissati. Il Piano di Monitoraggio Ambientale –  aggiunge il dr Gennaro Capasso Rup del progetto – si caratterizza, inoltre, per la sua dinamicità̀, sia nello spazio, sia nel tempo e potrà̀ subire variazioni in termini di frequenza di campionamento e in virtù̀ degli esiti che via via si registreranno nel corso del monitoraggio nelle differenti matrici ambientali e delle valutazioni ad esse associate”. 

“La rete e le azioni su cui stiamo lavorando in maniera coordinata e che continueremo a rafforzare sono un approccio innovativo – dichiara Silvio Brusaferro, Presidente dell’ISS  – che permette di valutare contemporaneamente  l’impatto ambientale e sulla salute. L’approccio, che potrebbe essere adottato anche in altri siti italiani, non è solo retrospettivo ma  basato su una analisi estesa ed integrata volta a prevenire e controllare i rischi in un contesto di sostenibilità”.

 Per il Comando dei Carabinieri di Taranto –  “Quello siglato oggi è un accordo che conferma l’attenzione verso i temi di tutela alimentare ed ambientale su cui l’Arma dei Carabinieri focalizza da tempo grandi risorse, anche grazie al supporto delle sue componenti specializzate quali il Comando per la Tutela della Salute e il Comando Unità Ambientale Forestale e Alimentare, di recente istituzione, nonché suggella una collaborazione con enti istituzionali che forniscono elementi scientifici a supporto delle attività territoriali” .  

Il Piano di Monitoraggio in breve (esempi)

Per fare alcuni esempi, per il comparto suolo sono stati attivati 297 siti di campionamento per verificare l’idoneità̀ dei suoli all’agricoltura e all’allevamento. E saranno anche campionate ed analizzate alcune matrici alimentari di origine vegetale, anche quelle destinante all’alimentazione degli animali.

Per il comparto mare sono state predisposte 16 piattaforme fisse di rilevamento di cui  8 nel Mar Piccolo e 8 fuori dalla rada e nel Mar Grande (ondametri, correntometri, mareografi, anemometri, sonde multiparametriche); 12 camere bentiche di cui 8 nel I Seno e 4 nel II Seno del Mar Piccolo (per misurare i tassi di variazione o di movimento dei contaminanti nei sedimenti); 24 stazioni mobili nel Mar Piccolo e 17 nel Mar Grande e Mar Jonio per l’esecuzione di campagne periodiche di rilevamento dello stato qualitativo (chimico ed ecotossicologico) della colonna d’acqua e dei sedimenti marini.

Si tratta di una progettazione di grande complessità che partendo dalle risultanze di studi, indagini ed analisi eseguite dal Commissario Straordinario sull’Area Vasta di Taranto, (corroborati dagli esiti di studi e/o monitoraggi eseguiti da altri Soggetti Istituzionali,) ha consentito di elaborare un Modello Concettuale Preliminare capace di descrivere, su Area Vasta:

  • –  il contesto geo-ambientale di riferimento;
  • –  le potenziali sorgenti di contaminazione primarie e secondarie;
  • –  le probabili sostanze contaminanti presenti nelle matrici ambientali;
  • –  le modalità̀ di migrazione degli inquinanti dalle sorgenti ai bersagli;
  • –  i possibili bersagli.

Il monitoraggio, in funzione delle caratteristiche delle matrici ambientali da controllare e ai contaminanti da esaminare, impiegando innovative tecnologie, sarà̀ attuato mediante la misurazione, valutazione e determinazione di parametri fisico-ambientali e  di livelli di inquinamento, periodica e continua, permettendo, nel contempo, la conseguente elaborazione di una piattaforma integrata di supporto alle decisioni.

Può contare su strumentazioni che inviano dinamicamente indicazioni sulla presenza e concentrazione di inquinanti, in aggiunta alla definizione delle aree attualmente inquinate. Sarà̀ possibile verificare l’impatto delle zone inquinate sulle aree circostanti, nonché́ l’individuazione di nuove aree.

Il Piano di Monitoraggio Integrato è una parte fondamentale della complessità di azioni realizzate dal Commissario Straordinario che, nel mettere a sistema quanto predisposto ed in corso, contempla l’intera Area di Crisi Ambientale.

L’attività del Commissario, è un’azione di sistema, che ha investito ed abbracciato l’Area Vasta di Taranto, le Aree contermini, valutando e progettando soluzioni di riqualificazione ambientale e di rigenerazione urbana. Un esempio è anche la progettualità sviluppata per gli ex cantieri Tosi, misure correlate all’intero processo di ambientalizzazione e riqualificazione sull’area di crisi ambientale di Taranto e che compongono il quadro generale dell’Azione di Sistema relativa al Mar Piccolo. Una progettualità, quella degli ex canteri Tosi, finalizzata alla rifunzionalizzazione ambientale del water front anche attraverso lo sviluppo della filiera del turismo con il recupero dei sistemi urbani abbandonati.

 

Per ulteriori approfondimenti:

http://www.commissariobonificataranto.it/interventi-prioritari/

La bonifica a Taranto è best practice: modello di rigenerazione nella Carta delle Bonifiche

Sottoscritta la Carta delle Bonifiche Sostenibili alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa.

Taranto, 4 giugno  – “Se la bonifica in corso a Taranto è diventata un modello le ragioni sono molteplici. Abbiamo approcciato il problema guardando oltre. Oltre i limiti e gli ostacoli e trovando sempre soluzioni nuove. Tenendo conto delle caratteristiche e della complessità del sistema fisico di riferimento, delle pressioni esistenti e dei relativi impatti, abbiamo affronto la problematica ambientale con un approccio innovativo interdisciplinare e multiscalare”. Lo ha detto il Commissario Straordinario, Vera Corbelli intervenendo a Hub Tecnologica Campania, che si è aperta questa mattina, 4 giugno, con la prima edizione completamente digitale. La sessione di apertura ha visto protagonisti la Conferenza Nazionale Hub Tecnologica Campania: bonifica dei siti contaminati, innovazione tecnologica, confronto permanente pubblico-privato e rilancio economico e la sottoscrizione della Carta delle Bonifiche Sostenibili alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa. 

L’innovazione – ha proseguito la Corbelli nel corso del suo intervento –  ha rappresentato l’elemento chiave in ogni attività messa in campo sia nel metodo scientifico che nella condivisione con gli attori del territorio. L’attività che il Commissario sta portando avanti è un percorso innovativo più̀ ampio rispetto a quello individuato nel protocollo d’intesa del 2012, che affronta le problematiche ambientali nella loro complessità per fornire risposte efficaci ed efficienti basate su valutazioni di altissimo valore tecnico e scientifico.  Anche per tutto questo il modello Taranto è diventata una best practice, un modello integrato di gestione da esportare in altri contesti nazionali ed europei. Che viene già  ora applicata in altri luoghi da bonificare, come Bagnoli, a Napoli,  con il cui Commissario abbiamo stretto un’alleanza per rafforzare gli effetti degli interventi messi in campo”.

Il Ministro Sergio Costa nel suo intervento ha comunicato che il Ministero dell’Ambiente è prossimo a definire il DL Semplificazioni e che sarà probabilmente Legge entro il mese di Agosto. “Desideriamo semplificare quanto più possibile il perimetro di ingaggio della norma. Lavoreremo su due piani, sul DL semplificazioni già sapendo che lanceremo la sfida finale nel collegato ambientale che entro questo mese verrà presentato al Consiglio dei Ministri. Per fare tutto questo abbiamo bisogno del vostro aiuto. La Carta della Bonifiche Sostenibili, che io ho già sottoscritto, è un importante manifesto che però deve divenire presto una vera e propria norma con al centro la bonifica sostenibile. La biodiversità e la tutela delle 3 matrici aria, acqua, terra non possono non essere prese in considerazione” il Ministro Costa termina lanciando una sfida “Danno ambientale e bonifiche devono essere affrontate insieme. Chi firma la Carta accetta la nostra sfida!” 

Alla prima sottoscrizione della Carta sulle Bonifiche Sostenibili hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa e il Sottosegretario Roberto Morassut, il Presidente di Ispra e Presidente del Sistema Nazionale Spna Stefano Laporta, il GenGiuseppe Vadalà Commissario Straordinario per la Bonifica delle Discariche abusive, Vera Corbelli Commissario Straordinario per la bonifica dell’Area Vasta di Taranto e Segretario Generale Autorità di Bacino Idrografico dell’Italia Meridionale, Filomena Maggino Presidenza del Consiglio Dei Ministri Benessere Italia, Raffaele del Giudice Assessore all’Ambiente del Comune di Napoli e Stefano Sorvino Commissario Straordinario ARPA Campania e Vito Bruno Direttore Generale di ARPA Puglia.