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Taranto-Bagnoli, i commissari si «alleano» per le bonifiche

 

22 maggio 2020 | 08:45

Certo a Bagnoli dopo quasi un trentennio di attesa la sfiducia è d’obbligo. Lo stesso ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, nel gennaio scorso, se la cavò con un pubblico «Scusate il ritardo». Promise le ruspe. E lavori conclusi in 4 anni.

Certo poi è arrivato il Covid e i tempi dell’eterna attesa di Bagnoli rischiano di allungarsi ancora. Ma volendo guardare al bicchiere mezzo pieno una buona notizia è l’«alleanza» tra commissari per le bonifiche. Quello di Bagnoli, Francesco Floro Flores e la collega di Taranto, Vera Corbelli. Entrambi impegnati nei siti inquinati dell’ex Italsider.
In un comunicato congiunto si sottolinea che «per la prima volta in Italia due commissari straordinari per le bonifiche avviano una collaborazione istituzionale per ottimizzare i percorsi tecnico-amministrativi, operativi e gestionali in corso a Taranto ed a Bagnoli-Coroglio, entrambi Siti di interesse nazionale (Sin) e aree di crisi ambientale per il livello di inquinamento dell’area e l’elevata compromissione delle matrici ambientali che determinano un elevato pericolo per la salute della collettività».

Ma come si concretizzerà l’intesa siglata per i prossimi tre anni? Da quanto si capisce attraverso uno scambio di esperienze operative, di pareri (non si esclude il ricorso ad esperti) e anzi viene citato esplicitamente la creazione di un gruppo di lavoro. Tra i due commissari vi sarà lo scambio di «indirizzi» per concretizzare le operazioni di bonifica e di rilancio dei due territori. L’accordo firmato mira probabilmente anche a evitare fughe di notizie: pone infatti vincoli di riservatezza sull’intera materia e sui documenti che i due commissari esamineranno e vincola entrambi a dare comunicazioni all’esterno solo su reciproca «autorizzazione scritta». Insomma i lavori di bonifica, sia su Taranto che su Bagnoli, vengono in qualche modo blindati. L’intenzione evidentemente è quella di evitare annunci che potrebbero rivelarsi controproducenti, soprattutto nel caso di Bagnoli per i ritardi accumulati. Verrà comunque approntato un Programma tecnico generale dove si stabiliranno le modalità operative. Si tenterà quindi di utilizzare le migliori pratiche in corso a Taranto per l’accelerazione del processo di ripristino ambientale a Bagnoli. Nella città portuale pugliese infatti il commissario Corbelli è riuscita quasi a dimezzare i tempi per la realizzazione degli interventi di bonifica, con il partenariato per l’innovazione e seguendo l’intero percorso: dalla progettazione alla realizzazione delle opere quasi tutte utilizzando il personale ministeriale. In questo modo si è avuto anche un sensibile contenimento dei costi. «L’accordo stipulato — spiega Vera Corbelli — è l’occasione per dare vita ad un confronto costante e ad una collaborazione sugli approcci tecnico-scientifici e gestionali, ad oggi individuati ed applicati in aree vaste, fortemente compromesse, quali quelle di Taranto e di Bagnoli, anche con il fine di fornire, a valle della bonifica, una “piattaforma” di riferimento per la rigenerazione ambientale. Collaborazione ed attività sinergica — aggiunge Corbelli — che consentiranno di trasformare processi di bonifica in opportunità di sviluppo e di investimenti, valorizzando ulteriormente i contributi forniti per l’ambientalizzazione dell’area di Taranto e di Bagnoli».

Dello stesso avviso Floro Flores: «Credo che l’accordo sia fondamentale per portare a fattore comune grandi e complesse esperienze maturate nell’ambito di bonifiche di aree complesse, per dimensione, per varietà di tipologie inquinanti e perché inerenti ad aree sia terrestri che marino-costiere — afferma— La mia idea e quella del Commissario Corbelli è quella di integrare competenze scientifiche in grado di elaborare best practice, da applicare in futuro anche su siti regionali, fondate sulle migliori tecniche disponibili e che generino risparmi economici».

A Bagnoli si apre così un’altra pagina, sperando che ne manchino pochissime alla fine.

Il progetto ‘Verde Amico‘, finalizzato all’attuazione di interventi e misure volte alla bonifica leggera,riqualificazione ed ambientalizzazione del Mar Piccolo, delle aree ad esso contermini, nonché dell’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale anche mediante la formazione e il reimpiego di lavoratori provenienti dalla fallita società in house della Provincia di Taranto IsolaVerde (o anche regionali e/o dipendenti di società in house), ripartirà.

Anche se, al momento, soltanto per pochi mesi.

E’ la novità più importante e per certi aspetti anche inattesa, emersa quest’oggi al termine della call conference convocata dalla Task Force regionale presieduta da Leo Caroli, alla quale hanno preso parte i tecnici della struttura commissariale e lo stesso Commissario per le bonifiche Vera Corbelli, il Comune di Taranto con il sindaco Melucci, il vicesindaco Castronovi e l’assessore all’Ambiente Viggiano, la società in house del comune Infrataras, il sindaco di Statte, la provincia di Taranto, per la Regione Puglia l’assessore allo Sviluppo economico Mino Borracino, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, i sindacati di categoria Filacms Cgil, Fisascati Cisl, Uiltucs e i Cobas.

La ripresa delle attività sarà possibile grazie al fatto che il Commissario straordinario Vera Corbelli ha deciso di assumersi la responsabilità di utilizzare le risorse precedentemente stanziate, nonostante il ministero dell’Ambiente lo scorso febbraio abbia intimato al Commissario di fermarsi in quanto, secondo l’interpretazione ministeriale dell’accordo del luglio 2012 (“Protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto”), le risorse in dotazione alla struttura commissariale erano state destinate per operazioni di bonifica di altra natura. Successivamente il ministero, pur confermando la sua posizione, ha di fatto lasciato “libera” la Corbelli di prendersi la responsabilità di utilizzare tali risorse per il progetto ‘Verde Amico‘.

Questo comporterà la ripresa dei lavori per una durata complessivia di non più di 4-5 mesi. Non subito però. Come si ricorderà, i 145 lavoratori ex ‘Isola Verde’ (la società partecipata della Provincia fallita anni addietro dopo una vertenza drammatica e lunghissima) sono stati licenziati lo scorso mese dalla società in house del Comune di Taranto, la Infrataras, da cui erano stati assunti per effettuare i lavori previsti dal progetto ‘Verde Amico’. Adesso dunque ci sarà bisogno di un nuovo tavolo in Prefettura, che ripeterà la stessa procedura utilizzata la prima volta: questo significa che Infrataras dovrà nuovamente assumere quei lavoratori che godranno di un canale preferenziale, in quanto si tratta di utilizzarli per lo stesso progetto per cui erano stati assunti e formati la prima volta.

Secondo le previsioni il tutto potrebbe concludersi entro un mese, in modo tale da far riprendere i lavori presumibilmente per luglio e portarli sino a novembre-dicembre. Il tutto, è bene ricordarlo, solo e soltanto grazie alle risorse messe a disposizione dalla struttura commissariale gestita dalla Corbelli.

Si tratterà di riprendere le attività della Fase 2 del progetto, che però non sarà completata. Terminata la Fase 1, la fase 2 del progetto (della durata di 9 mesi suddivisi in 3 trimestri), ha visto il completamento delle le attività della Fase 2.1: ovvero la realizzazione di attività di bonifica leggera con rimozione di rifiuti, nelle seguenti aree:· sponde Mar Piccolo (area antistante Ponte Punta Penna e parco Cimmino); litorale zona Lama-San Vito; Parco Archeologico delle Mura Greche; area limitrofa plesso scolastico scuola “Gabelli”, area di ingresso al Quartiere “Paolo VI”. Restano quindi in essere le FASI 2.2 e 2.3.

Quale prospettive per il futuro?

Durante la call conference è però emerso il vero punto di tutta la questione. E cioè che bisogna trovare il modo di far diventare questo progetto (che ricordiamo la Corbelli e la sua struttura si sono inventati di sana pianta tanto da diventare un modello ed un esempio che sarà replicato anche in Campania a Bagnoli) strutturale: perché è chiaro che non si potrà continuare con le sole risorse del Commissario all’infinito. Anzi, non si potrà già a partire dal prossimo anno.

Per questo la Corbelli ha esortato gli enti istituzionali presenti a far sì che ciò sia realizzabile attraverso proposte e progetti concreti. Ma anche oggi dal Comune di Taranto e della Provincia la risposta è stata un silenzio totale. Non un segnale confortante. E che lascia alquanto a desiderare.

E’ stata quindi riproposta la possibilità di impiegare i lavoratori nel comune di Statte, che rientra nel SIN di Taranto a cui furono destinate le risorse per le bonifiche. Il problema da risolvere è in questo caso burocratico: la società in house Infrataras, per statuto, può operare soltanto in territorio comunale. A dare una mano in questo caso sarà la task Force regionale, che si è offerta di aiutare la società nel tentativo di modificare il suo statuto e provare a far sì che possa prendere piede la possibilità di lavorare anche su Statte. Verrà anche valutata la possibilità che il Comune di Statte entri come socio nella società in house in questione.

Resta il mistero sul perché quando si svolsero i colloqui individuali con i lavoratori, a cui fu chiesta la possibilità di lavorare nei cantieri previsti per tutta l’area SIN, nessuno abbia fatto presente alla struttura commissariale la particolarità dello statuto della società in house Infrataras che ha assunto i lavoratori.

Società in house del Comune che è stata invitata anche a completare tutto l’iter burocratico per consentire alla struttura commissariale di liquidare le somme spettanti ai 145 lavoratori.

La Regione Puglia invece, attraverso l’assessore regionale Borracino, ha avanzato la possibilità di reperire fondi per impiegare i lavoratori presso la strada Regionale 8. Che deve ancora essere completata, come tutti sanno, ma che nel prossimo futuro potrebbe essere un’area importante nella quale impiegare il personale di Infrataras.

Infine, si proverò anche attraverso il CIS di Taranto, a trovare qualche sbocco. Anche se questa strada al momento sembra la meno percorribile.

Le nostro conclusioni

Sul progetto ‘Verde Amico’ abbiamo già scritto a lungo. Così come sui tanti interessi, anche e soprattutto politici oltre che economici, che girano adesso più che mai intorno alle bonifiche e al CIS di Taranto. Che sono una parte importante del futuro economico e sociale di questo territorio.

Quanto accaduto oggi dimostra, ancora una volta, che tra i vari attori istituzionali c’è chi cerca in tutti i modi di portare avanti, con serietà e competenza, dei progetti per realizzarli e dare nuove prospettive a centinaia di lavoratori. Sopratutto dimostra quanto strumentali siano state tutte le polemiche rivolte negli anni alla Coberlli da parte di Comune e Regione.

E questo territorio di tutto ha bisogno tranne che di nuovi scontri istituzionali.

 

 

Estratti dalla Rassegna Stampa del Commissario per la Bonifica di Taranto

ANSA: “Bonifiche Taranto: Corbelli, da misure ricadute positive”

(ANSA) – BARI, 27 GIU – “Negli ultimi quattro anni si è giunti al completamento di alcuni interventi, come la messa in sicurezza e la riqualificazione dei cinque edifici scolastici del quartiere Tamburi, ed in buona parte è già stato attuato l’intervento di sistema sul Mar Piccolo”

Lo ha spiegato il commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera CORBELLI, intervenendo oggi a Bari, in audizione, nella commissione Ambiente del Consiglio regionale della Puglia. La geologa, nominata con decreto nel luglio del 2014, ha illustrato il percorso che sta riguardando l’intera area di crisi ambientale di Taranto, sottolineando che “le misure stanno generando importanti ricadute positive sugli aspetti sanitari, ambientali ed economico-sociali del territorio”. “Abbiamo completato l’ammodernamento della banchina di ormeggio del molo polisettoriale, arrivando – ha aggiunto – alla progettazione di altri interventi relativi alla nuova Diga foranea ed alla falda nell’area produttiva di Statte. Avviati inoltre i lavori di dragaggio di 2,3 milioni di metri cubi di sedimenti nell’area portuale”. Quanto all’intervento sul Mar Piccolo il commissario CORBELLI ha spiegato che “e’ giunto ad oltre la meta’ del percorso” e che tra in 9 sottoprogetti quello sul “risanamento dei sedimenti consentira’ di utilizzare le tecnologie innovative non impattanti in altri contesti simili a livello internazionale”.

 

Sul fronte ambientale ed occupazionale la CORBELLI ha poi ricordato il progetto ‘verde amico’ che prevede l’impiego di 145 ex lavoratori della societa’ in house della Provincia di Taranto. Con le attivita’ commissariali si e’ inoltre dato vita – e’ emerso – alla caratterizzazione e all’analisi dell’Area di crisi ambientale (560 kmq). La CORBELLI, che dal novembre 2015 riveste anche il ruolo di commissario straordinario per i rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito ex Cemerad di Statte, ha infine spiegato che “l’intervento e’ in fase avanzata di attuazione” e che “risultano allontanati 660 fusti, compresi gli 86 contenenti le sorgenti dei filtri Chernobyl”

AGI: “Commissario bonifica illustra interventi a Regione Puglia”

(AGI) – Bari, 27 giu. – Lo stato di attuazione della bonifica ambientale nell’area di Taranto extra Ilva e’ stato fatto oggi in Regione Puglia, a Bari, in commissione Ambiente, dal commissario straordinario Vera Corbelli.

In particolare, ha spiegato il commissario alla bonifica, “nell’arco degli ultimi quattro anni, si e’ giunti al completamento di alcuni interventi (messa in sicurezza e riqualificazione dei cinque edifici scolastici del quartiere Tamburi; ammodernamento della banchina di ormeggio del molo polisettoriale), al completamento della progettazione (definitiva o esecutiva) di altri interventi (bonifica e riqualificazione del cimitero San Brunone, nuova diga foranea, messa in sicurezza permanete ed emergenza della falda dell’area destinata ad insediamenti produttivi di Statte), ed all’avvio dei lavori di interventi quali il dragaggio di 2,3 milioni di metri cubi di sedimenti nell’area portuale”. Inoltre, ha dichiarato Corbelli in Regione Puglia, “e’ stato progettato, avviato ed in buona parte gia’ attuato, un “intervento di sistema” finalizzato alla rigenerazione, bonifica e ambientalizzazione del Mar Piccolo (straordinario sistema ambientale di elevato interesse conservazionistico ma compromesso dalle numerose pressioni) il cui approccio metodologico e’ concettualmente diverso da quello finora adottato. Operativamente – ha precisato il commissario – l’intervento sul Mar Piccolo, giunto ad oltre la meta’ del percorso, e’ stato articolato in nove sottoprogetti volti alla riqualificazione ambientale delle sponde, alla rimozione dei relitti affondati (tra i quali una grande piattaforma attrezzata adibita a mercato ittico) e della ingente quantita’ dei materiali di natura antropica presenti sui fondali, alla bonifica degli ordigni bellici, alla mitigazione degli impatti derivanti dai numerosi scarichi abusivi presenti”, nonche’,ha evidenziato Corbelli, “al disinquinamento e risanamento dei corpi idrici superficiali e sotterranei che afferiscono allo specchio d’acqua, al risanamento ed alla messa in sicurezza dei sedimenti mediante tecnologie innovative non impattanti”.Relativamente a quest’ultimo sotto progetto, Corbelli ha annunciato che “e’ stato gia’ pubblicato il bando di gara relativo alla procedura di partenariato per l’innovazione, mediante la quale dette tecnologie innovative non impattanti verranno preventivamente “tarate e messe a punto in campo” su nove aree dimostrative e successivamente utilizzate su altre aree con le stesse problematiche del Mar Piccolo. Queste tecnologie – ha rilevato – saranno in seguito disponibili sul mercato in una forma testata, definita e utilizzabile in tutti gli altri contesti similari a livello internazionale”

Ai consiglieri regionali pugliesi della commissione Ambiente, Corbelli ha inoltre dichiarato che “al fine di contribuire, mediante la rigenerazione ambientale e la bonifica del territorio, alla risoluzione di problematiche occupazionali, e’ stato predisposto un progetto per un’azione finalizzata alla rimozione dei rifiuti ed alla manutenzione delle aree degradate (Progetto Verde Amico). Tale progetto, attuato per mezzo di un accordo di collaborazione tra Regione Puglia, commissario straordinario e Comune di Taranto, prevede il reimpiego di 145 ex lavoratori della societa’ in house della Provincia di Taranto (Isola Verde)”. Inoltre, ha puntualizzato il commissario alla bonifica di Taranto, “una ulteriore importante attivita’ e’ quella relativa alla caratterizzazione e all’analisi dello scenario complessivo delle pressioni e degli impatti che insistono sull’Area di crisi ambientale (560 kmq) attraverso approfondimenti ed indagini che hanno riguardato e riguardano il sistema industriale e produttivo, le cave e le discariche, i rifiuti, gli scarichi, le fognature ed i depuratori. Sono stati esaminati nel dettaglio, inoltre, il sistema delle acque superficiali e profonde, il sistema marino, il sistema atmosferico, il sistema terrestre”. Corbelli infine ha fatto il punto sulla bonifica della discarica di rifiuti tossici e radioattivi ex Cemerad a Statte (Taranto). “Tale intervento – ha dichiarato il commissario – e’ in fase avanzata di attuazione, risultano ad oggi gia’ allontanati, a seguito dell’esecuzione di tutte le complesse e molteplici fasi propedeutiche, 660 fusti (di cui 86 contenenti le sorgenti dei filtri Chernobyl). Tutto quanto realizzato e progettato – ha concluso Corbelli – e’ stato oggetto di costante confronto e condivisione tra i vari soggetti istituzionali ed oggetto di una rete di partecipazione con gli attori sociali”