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Estratti dalla Rassegna Stampa del Commissario per la Bonifica di Taranto

ANSA: “Bonifiche Taranto: Corbelli, da misure ricadute positive”

(ANSA) – BARI, 27 GIU – “Negli ultimi quattro anni si è giunti al completamento di alcuni interventi, come la messa in sicurezza e la riqualificazione dei cinque edifici scolastici del quartiere Tamburi, ed in buona parte è già stato attuato l’intervento di sistema sul Mar Piccolo”

Lo ha spiegato il commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera CORBELLI, intervenendo oggi a Bari, in audizione, nella commissione Ambiente del Consiglio regionale della Puglia. La geologa, nominata con decreto nel luglio del 2014, ha illustrato il percorso che sta riguardando l’intera area di crisi ambientale di Taranto, sottolineando che “le misure stanno generando importanti ricadute positive sugli aspetti sanitari, ambientali ed economico-sociali del territorio”. “Abbiamo completato l’ammodernamento della banchina di ormeggio del molo polisettoriale, arrivando – ha aggiunto – alla progettazione di altri interventi relativi alla nuova Diga foranea ed alla falda nell’area produttiva di Statte. Avviati inoltre i lavori di dragaggio di 2,3 milioni di metri cubi di sedimenti nell’area portuale”. Quanto all’intervento sul Mar Piccolo il commissario CORBELLI ha spiegato che “e’ giunto ad oltre la meta’ del percorso” e che tra in 9 sottoprogetti quello sul “risanamento dei sedimenti consentira’ di utilizzare le tecnologie innovative non impattanti in altri contesti simili a livello internazionale”.

 

Sul fronte ambientale ed occupazionale la CORBELLI ha poi ricordato il progetto ‘verde amico’ che prevede l’impiego di 145 ex lavoratori della societa’ in house della Provincia di Taranto. Con le attivita’ commissariali si e’ inoltre dato vita – e’ emerso – alla caratterizzazione e all’analisi dell’Area di crisi ambientale (560 kmq). La CORBELLI, che dal novembre 2015 riveste anche il ruolo di commissario straordinario per i rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito ex Cemerad di Statte, ha infine spiegato che “l’intervento e’ in fase avanzata di attuazione” e che “risultano allontanati 660 fusti, compresi gli 86 contenenti le sorgenti dei filtri Chernobyl”

AGI: “Commissario bonifica illustra interventi a Regione Puglia”

(AGI) – Bari, 27 giu. – Lo stato di attuazione della bonifica ambientale nell’area di Taranto extra Ilva e’ stato fatto oggi in Regione Puglia, a Bari, in commissione Ambiente, dal commissario straordinario Vera Corbelli.

In particolare, ha spiegato il commissario alla bonifica, “nell’arco degli ultimi quattro anni, si e’ giunti al completamento di alcuni interventi (messa in sicurezza e riqualificazione dei cinque edifici scolastici del quartiere Tamburi; ammodernamento della banchina di ormeggio del molo polisettoriale), al completamento della progettazione (definitiva o esecutiva) di altri interventi (bonifica e riqualificazione del cimitero San Brunone, nuova diga foranea, messa in sicurezza permanete ed emergenza della falda dell’area destinata ad insediamenti produttivi di Statte), ed all’avvio dei lavori di interventi quali il dragaggio di 2,3 milioni di metri cubi di sedimenti nell’area portuale”. Inoltre, ha dichiarato Corbelli in Regione Puglia, “e’ stato progettato, avviato ed in buona parte gia’ attuato, un “intervento di sistema” finalizzato alla rigenerazione, bonifica e ambientalizzazione del Mar Piccolo (straordinario sistema ambientale di elevato interesse conservazionistico ma compromesso dalle numerose pressioni) il cui approccio metodologico e’ concettualmente diverso da quello finora adottato. Operativamente – ha precisato il commissario – l’intervento sul Mar Piccolo, giunto ad oltre la meta’ del percorso, e’ stato articolato in nove sottoprogetti volti alla riqualificazione ambientale delle sponde, alla rimozione dei relitti affondati (tra i quali una grande piattaforma attrezzata adibita a mercato ittico) e della ingente quantita’ dei materiali di natura antropica presenti sui fondali, alla bonifica degli ordigni bellici, alla mitigazione degli impatti derivanti dai numerosi scarichi abusivi presenti”, nonche’,ha evidenziato Corbelli, “al disinquinamento e risanamento dei corpi idrici superficiali e sotterranei che afferiscono allo specchio d’acqua, al risanamento ed alla messa in sicurezza dei sedimenti mediante tecnologie innovative non impattanti”.Relativamente a quest’ultimo sotto progetto, Corbelli ha annunciato che “e’ stato gia’ pubblicato il bando di gara relativo alla procedura di partenariato per l’innovazione, mediante la quale dette tecnologie innovative non impattanti verranno preventivamente “tarate e messe a punto in campo” su nove aree dimostrative e successivamente utilizzate su altre aree con le stesse problematiche del Mar Piccolo. Queste tecnologie – ha rilevato – saranno in seguito disponibili sul mercato in una forma testata, definita e utilizzabile in tutti gli altri contesti similari a livello internazionale”

Ai consiglieri regionali pugliesi della commissione Ambiente, Corbelli ha inoltre dichiarato che “al fine di contribuire, mediante la rigenerazione ambientale e la bonifica del territorio, alla risoluzione di problematiche occupazionali, e’ stato predisposto un progetto per un’azione finalizzata alla rimozione dei rifiuti ed alla manutenzione delle aree degradate (Progetto Verde Amico). Tale progetto, attuato per mezzo di un accordo di collaborazione tra Regione Puglia, commissario straordinario e Comune di Taranto, prevede il reimpiego di 145 ex lavoratori della societa’ in house della Provincia di Taranto (Isola Verde)”. Inoltre, ha puntualizzato il commissario alla bonifica di Taranto, “una ulteriore importante attivita’ e’ quella relativa alla caratterizzazione e all’analisi dello scenario complessivo delle pressioni e degli impatti che insistono sull’Area di crisi ambientale (560 kmq) attraverso approfondimenti ed indagini che hanno riguardato e riguardano il sistema industriale e produttivo, le cave e le discariche, i rifiuti, gli scarichi, le fognature ed i depuratori. Sono stati esaminati nel dettaglio, inoltre, il sistema delle acque superficiali e profonde, il sistema marino, il sistema atmosferico, il sistema terrestre”. Corbelli infine ha fatto il punto sulla bonifica della discarica di rifiuti tossici e radioattivi ex Cemerad a Statte (Taranto). “Tale intervento – ha dichiarato il commissario – e’ in fase avanzata di attuazione, risultano ad oggi gia’ allontanati, a seguito dell’esecuzione di tutte le complesse e molteplici fasi propedeutiche, 660 fusti (di cui 86 contenenti le sorgenti dei filtri Chernobyl). Tutto quanto realizzato e progettato – ha concluso Corbelli – e’ stato oggetto di costante confronto e condivisione tra i vari soggetti istituzionali ed oggetto di una rete di partecipazione con gli attori sociali”

Corriere della Sera | Taranto, c’è anche la bonifica avviata grazie a Vera Corbelli, la geologa manager

Articolo di Michelangelo Borrillo pubblicato sul Corriere della Sera il 10 agosto 2017


Vera Corbelli

Ottantasei auto, quattro autocarri, numerosi letti di ospedale, residuati bellici e finanche un mercato ittico (un tempo) galleggiante. Nel Mar Piccolo di Taranto c’è di tutto. Ma entro agosto partirà la rimozione dei circa 500 corpi estranei nell’ambito di quella che può considerarsi la «bonifica che c’è». Il nome Taranto è spesso collegato all’inquinamento, dell’Ilva e degli altri insediamenti industriali in riva allo Jonio. Ma Taranto è anche un territorio che — a prescindere dagli investimenti ambientali che i nuovi proprietari dell’Ilva (ArcelorMittal e Marcegaglia) hanno in programma — ha iniziato a rigenerarsi. «Una bonifica — spiega Vera Corbelli, la geologa che se ne sta occupando dal 2014, da poco riconfermata (a titolo gratuito) commissario straordinario — che relativamente alle misure prioritarie stabilite dal governo è arrivata al 50%. Speriamo che nei prossimi 3 anni si possa completare la restante metà, anche se per il recupero e la riqualificazione completa occorrerà aspettare altri 20-30 anni».

Per ora, però, metà degli interventi prioritari per debellare un secolo di inquinamento (non solo di Italsider/Ilva, Eni, Cementir ma anche dell’industria bellica delle due guerre mondiali) sono stati realizzati. Tra questi la messa in sicurezza e la riqualificazione di 5 istituti scolastici al quartiere Tamburi, quello che confina con l’Ilva: «Deledda», «Vico», «De Carolis», «Giusti» e «Gabelli». «L’area del Sito di interesse nazionale oggetto della bonifica si estende per 117 chilometri quadrati. Ma l’area di crisi ambientale è molto più ampia, 564 chilometri quadrati. Per questo — spiega Corbelli, che ha ricevuto l’incarico di commissario in qualità di segretario del Distretto idrografico dell’Appennino meridionale — nel 2015 ho proposto che l’azione fosse a più ampio raggio. Anche perché nell’area Sin non era compreso il quartiere Tamburi». Tra gli interventi prioritari c’è anche la rimozione dei rifiuti radioattivi pericolosi del deposito ex Cemerad di Statte, attesa da 25 anni e iniziata nel maggio scorso con i primi 86 di 16mila fusti: «Erano i più pericolosi — spiega Corbelli — entro dicembre ne rimuoveremo altri 3.400 ed entro giugno 2018 tutti gli altri». La riqualificazione più suggestiva è sicuramente quella del primo seno del Mar Piccolo che ha l’obiettivo di restituire a Taranto il suo nucleo fondativo e di consentire nuovamente l’allevamento delle cozze, oggi relegato al secondo seno.

Il processo di bonifica del Mar Piccolo è al 60% ed è stato preceduto da una lunga e complessa attività di analisi dei fondali, con 6 campagne di monitoraggio nel corso delle quali sono state censite 180 fonti inquinanti di diversa natura, di cui 90 già chiuse, e individuati i 500 corpi estranei. A fine mese partirà la loro rimozione, non prima di aver tutelato la fauna e la flora caratteristica del Mar Piccolo: «Sono già state spostate nel primo seno — spiega Corbelli — 7 mila Pinna nobilis, conosciute come cozze giganti, e presto anche mille cavallucci marini, di cui nel Mar Piccolo è presente la più importante e numerosa colonia del Mediterraneo». Nelle operazioni di pulizia dei fondali saranno impiegati anche 120 ex lavoratori della società in house della Provincia di Taranto Isola Verde, fallita, attraverso un accordo di collaborazione con la Regione Puglia e il Comune di Taranto che prevede piani di riqualificazione professionale e ricollocazione dei lavoratori. Ovviamente, l’intera operazione ha bisogno di risorse: il commissario ha avuto per ora a disposizione 125 milioni (degli 800 complessivi destinati al Contratto istituzionale di sviluppo) ma ne servirebbero altri. Per rimuovere il mercato ittico, che ha galleggiato solo per un anno, servono altri 2,5 milioni di euro. Un terzo di quanto la struttura, completata nel 2004, è costata: più di 7.

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