Interventi per la mitigazione degli impatti derivanti dagli scarichi

L’intervento per la mitigazione degli impatti derivanti dagli scarichi si pone come obiettivo la riduzione e/o interruzione dei flussi di contaminazione nel Mar Piccolo provenienti dalle immissioni nello stesso mare con conseguente contrasto agli scarichi incontrollati. A tal fine, il Commissario Straordinario ha realizzato avanti un’azione di approfondimento degli scarichi abusivi volta alla definizione dei responsabili dell’inquinamento nell’ambito della quale è stata effettuata un’attività di censimento con rispettiva schedatura di tutti i punti di immissione (con il supporto operativo della Capitaneria di Porto e con la cooperazione scientifica dell’Università di Bari Aldo Moro ed il CNR-IRSA di Bari), nei seni I e II del Mar Piccolo con sopralluoghi sia via terra sia via mare. È stata inoltre verificata, presso gli enti competenti, la liceità delle immissioni censite mediante la consultazione delle autorizzazioni allo scarico, con successivo adozione dei dovuti provvedimenti da parte delle Autorità preposte. La conseguente attività di monitoraggio delle acque di scarico (con il supporto operativo della Capitaneria di Porto e la cooperazione scientifica del CNR-IRSA), consistita in sei differenti campagne di campionamento e rilievi con sonda multiparametrica, ha consentito, altresì, la completa caratterizzazione dello stato qualitativo delle acque. Con il supporto operativo del Comando Regionale della Guardia di Finanza Puglia e la cooperazione del CNR-IRSA il Commissario Straordinario ha successivamente proceduto all’individuazione della provenienza degli scarichi abusivi censiti nella fase precedente. I sopralluoghi mirati sulle aree d’interesse hanno rilevato 180 punti di immissione dei quali 131 diretti nel Mar piccolo (73 condotte, 53 canali artificiali e 5 canali naturali); di questi il 50% circa è risultato attivo almeno in una campagna di monitoraggio.

Particolare significatività tra le immissioni censite riveste il Canale San Brunone, oggetto di sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria, in relazione allo stato di forte degrado in cui versa la foce per la presenza sedimenti contaminati e rifiuti pericolosi. Ad oggi il Commissario Straordinario, visto il tortuoso percorso del canale, obliterato da una serie di interventi ed attività antropiche, ha dovuto programmare e realizzare specifiche indagini. Sulla base di tali indagini il Commissario Straordinario, di concerto con il Comune di Taranto, ha definito un intervento di bonifica/messa in sicurezza dell’area demaniale marittima interessata dalla presenza dei sedimenti contaminati e rifiuti pericoli adagiati sul letto della foce del canale San Brunone. Tale intervento è stato inserito nell’ambito di un programma di azioni di cui al programma di misure per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del Commissario Straordinario da realizzare sui territori di Taranto e Statte con risorse finanziarie residue attualmente nella disponibilità di cassa della Regione Puglia (contabilità speciale n. 2701 intestata all’ ex commissario delegato per l’emergenza ambientale di cui all’OPCM n. 3077/2000). A tal riguardo è stato sottoscritto apposito Verbale d’intenti l’11 dicembre 2018 tra il Commissario Straordinario, la Regione Puglia, il Comune di Taranto e il Comune di Statte e la Regione Puglia ha richiesto l’assenso al MATTM per l’utilizzo di tali risorse residue. Al riguardo si rinvia alle relazioni ed elaborati specifici.

 


 


 

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