Monitoraggio ambientale con dati in tempo reale

Un «mega cervellone informatico» riceverà le informazioni dagli oltre cinquecento siti o stazioni mobili e fisse di monitoraggio nell’Area di crisi ambientale di Taranto e dai laboratori di analisi e li incrocerà e rielaborerà fornendo informazioni sulla qualità delle acque e dei suoli e dei sedimenti. Lo ha spiegato il Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, presentando ieri il “Sistema di Monitoraggio” finalizzato alla tutela delle risorse ambientali ed alla sicurezza per la salute umana, che vede la partecipazione diretta, mediante accordo di collaborazione istituzionale, dell’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, Nucleo Operativo Ecologico e Comando Provinciale di Taranto – e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Ad ottobre riprenderanno le nuove attività di rilevamento dei dati ambientale conclusa la progettazione sono ora in corso le procedure per l’espletamento delle gare dedicate all’acquisto delle forniture, delle strumentazioni e dei servizi necessari, prevalentemente strumenti di indagine e software per l’elaborazione dei dati.

I dettagli sono stati illustrati con un seminario che si è svolto presso il comando Carabinieri NAS a Roma. La rete di monitoraggio conta attualmente per le acque superficiali 227.760 dati, 777.813 dati per le acque sotterranee, 1.909.680 per il comparto mare, 24.136 per il comparto suolo, 6.237 per la matrice alimentare. Corbelli ha precisato che il comparto mare si avvarrà di 16 piattaforme di rilevamento, 8 nel Mar Piccolo di Taranto e 8 nel Mar Grande di Taranto, 12 camere bentiche nel Mar Piccolo e 41 stazioni mobili, di cui 24 nel Mar Piccolo e 17 tra Mar Ionio e Mar Grande.

Sono 592 le stazioni di monitoraggio all’interno dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola), per verificare lo stato di inquinamento delle acque superficiali, di quelle sotterranee, del mare e del suolo. E’ quanto prevede il Piano di Monitoraggio per l’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale di Taranto, presentato oggi dal Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto.

L’obiettivo è «quello di fornire al territorio – è stato spiegato – uno strumento essenziale per valutare gli effetti delle attività di bonifica e ambientalizzazione in atto e sull’evoluzione del quadro relativo alla qualità dell’ambiente, acquisendo in tempo reale dati scientificamente validi che potranno essere di supporto alle decisioni da assumere con riferimento, per esempio, all’attuazione di ulteriori interventi strutturati».

Il Piano di Monitoraggio consente il controllo, nel tempo, delle matrici ambientali (acque, suolo e sottosuolo) nonché quello delle matrici alimentari di origine vegetale; e la costante verifica dell’evoluzione degli scenari di contaminazioni.

«L’Istituto Superiore di Sanità – ha detto il presidente Silvio Brusaferro, intervenendo al seminario di presentazione svoltosi presso il comando Carabinieri Nas a Roma – collaborerà al piano integrato di monitoraggio ambientale di acqua e suolo dell’area di Taranto. E’ una parte degli altri accordi che sono in atto per fare di Taranto un modello dove la scienza, la tecnologia, le migliori risorse del Paese, nell’analisi dei fattori di rischio, trovano anche gli spunti e le risorse per superarli e farli diventare un’opportunità di crescita per il nostro Paese». «L’esperienza di Taranto in materia di bonifica e risanamento ambientale – ha aggiunto il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut – ci richiama la necessità di un approccio sì complesso ma integrato e multidisciplinare. Ma questo è anche il modo in cui deve lavorare la pubblica amministrazione. Il lavoro fatto a Taranto dal commissario Vera Corbelli è un modello anche per altre realtà italiane». Al dibattito sono intervenuti anche il Generale Adelmo Luisi del Comando Carabinieri per la tutela della salute; il Generale Maurizio Ferla del Comando Carabinieri Nucleo Operativo Ecologico, il direttore generale di Ispra Stefano Laporta; e il presidente di ANVUR l’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca, Antonio Uricchio.