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Sole24Ore: Via alla bonifica fuori dallo stabilimento

Si partirà dai lavori di riqualificazione delle cinque scuole del quartiere Tamburi, il più esposto allo smog

 

di Marzio Bortoloni

Dopo una lunga fase di stallo, la bonifica all’esterno dello stabilimento dell’Ilva comincia a muovere i primi passi. A confermarlo è stato ieri il commissario alla bonifica di Taranto, Vera Corbelli, in audizione al Senato nelle commissioni riunite Industria e Ambiente. Corbelli si è insediata solo a luglio scorso al posto di Alfio Pini che, andato in pensione da comandante generale dei Vigili del fuoco, ha lasciato anche l’incarico di commissario assunto a gennaio 2013. «Il mio obiettivo è dare risposte al territorio e alla popolazione che finora ha visto ben poco», ha spiegato Corbelli che punta «tra 36 mesi» a trasferire i «complessi interventi di bonifica messi in cantiere agli enti competenti».

Finora, ha fatto sapere Corbelli, nella contabilità del commissario sono stati resi disponibili solo 65 milioni (l’intervento al centro del protocollo del 2012 per Taranto ne stanzia 390 milioni in tutto). Fondi, questi, che saranno tutti utilizzati per gli interventi più urgenti e che sono stati in parte avviati. A cominciare da quello forse più simbolico: i lavori di riqualificazione delle cinque scuole del quartiere Tamburi di Taranto, il più esposto per decenni all’inquinamento dell’Ilva. Qui è partita la «caratterizzazione del sito» e le gare di appalto. Anche per l’area di Statte sono state avviate le indagini, mentre l’autorità portuale sta facendo partire le opere sul porto. Fin qui gli interventi «a breve». Nelmedio periodo l’obiettivo del commissario è intervenire anche nelMar Piccolo di Taranto, dove il primo seno è vietato alla mitilicoltura per l’inquinamento. Per poi in una «seconda fase» intervenire anche nel secondo seno di questo mare interno di Taranto e allargare la bonifica alla salina grande.

Fin qui il “cronoprogramma” ufficiale della bonifica. A questa il commissario vuole aggiungere un capitolo diventato urgente nei giorni scorsi dopo la “scoperta” di 16mila fusti, almeno 3mila dei quali contenenti materiali ancoraradioattivi, che da oltre un decennio aspettano di essere smaltiti. Si tratta dei fusti del deposito dell’azienda Cemerad, vicino Statte, tornati al centro dell’attenzione a seguito dell’indagine della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. Una «bomba» da disinnescare, avverte la Corbelli informata dal ministero pochi giorni fa, ricorrendo sempre ai fondi destinati al commissario. «Sono pronta ad affrontare anche questa emergenza – ha detto Corbelli – ma chiedo al Governo e alla politica di non abbandonarmi per questo intervento di bonifica che può diventare un modello in Italia e in Europa».

 

pubblicato su Il Sole 24 Ore del 20.01.20152