Area ad elevato rischio di crisi ambientale

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TERRITORIO DI TARANTO


Cartografia di base dell’area ad elevato rischio ambientale del territorio di Taranto.
Scala 1:150.000 in allegato al DPR 23 Aprile 1998

L’istituzione delle “aree ad elevato rischio di crisi ambientale” risale al 1986, con la Legge n. 349 dell’8 Luglio (1.) , che ne dà facoltà al Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Ambiente. Con tale dichiarazione, si identificano ambiti territoriali e tratti marittimi caratterizzati da gravi alterazioni negli equilibri ambientali. La legge detta le direttive per la definizione di un piano che individui le misure urgenti atte a rimuovere le situazioni di rischio per il ripristino ambientale dell’area.

A seguito di un iter, iniziato con un’istanza presentata dalla Regione Puglia nel 1988, con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 30 Novembre 1990 il territorio della provincia di Taranto (comprendente i comuni di Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola) è dichiarato “area ad elevato rischio di crisi ambientale”; dichiarazione reiterata poi con la Deliberazione del 11 Giugno 1997. Con la risoluzione, il Consiglio dei Ministri richiede al Ministero dell’Ambiente, di intesa con la Regione Puglia ed altri enti locali interessati, di predisporre un piano di disinquinamento per il risanamento del territorio di Taranto. Il Piano, previa ricognizione dello stato di inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo, nonché delle relative fonti inquinanti, definisce la tipologia, la fattibilità ed i costi degli interventi di risanamento.

La Deliberazione del 1990 prevedeva, inoltre, la costituzione di una Commissione Stato-Regione Puglia-Enti locali, con compiti di coordinamento delle attività relative al risanamento dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale; la Commissione viene nominata con decreto del Ministro dell’ambiente del 15 giugno 1995, n. 086/95/SIAR e nella riunione del 29 luglio 1997 esprime parere favorevole sullo schema di piano di disinquinamento per il risanamento del territorio citato della provincia di Taranto.

Il Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Taranto, è approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 23 Aprile 1998 (2.).

Con il suddetto Decreto si intende finanziare anche gli interventi del “piano straordinario di completamento e razionalizzazione dei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue”, approvato con Decreto del Ministero dell’Ambiente in data 29 luglio 1997.

Il territorio dichiarato “area ad elevato rischio di crisi ambientale”, comprendente i comuni di Taranto, Crispiano, Massafra, Montemosola e Statte, ha un’estensione di circa 564 Km2, con una popolazione residente di circa 280.000 abitanti ed una estensione costiera di circa 35 Km.

Nell’area sono presenti insediamenti industriali di rilevante dimensione che influenzano in modo importante sia il quadro socioeconomico che quello ambientale e paesaggistico; l’elevata antropizzazione, talvolta incontrollata e poco supportata da infrastrutture adeguate, rappresenta un ulteriore aspetto di pericolo per gli ecosistemi.

All’interno del territorio considerato come “area ad elevato rischio ambientale” si trovano zone che possiedono caratteristiche di notevole interesse ai fini della conservazione del patrimonio naturale. Numerosi provvedimenti legislativi nazionali e regionali, disposizioni comunitarie ed accordi internazionali ne promuovono la tutela ed identificano le zone di maggiore interesse.

I biotopi presenti comprendono zone umide, aree rupestri e boschive, tratti di corsi d’acqua, isole e tratti di costa sia di natura sabbiosa che rocciosa; di particolare interesse sono le aree del Mar Piccolo, le saline, le isole Cheradi e la zona delle gravine.

(1.) Articolo 7, come modificato dall’articolo 6 della Legge n. 305 del 28 Agosto 1989. La Legge 304 è la Legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.
(2.) “Approvazione del piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Taranto” (GU Serie Generale n.280 del 30-11-1998 – Suppl. Ordinario n. 196)